Il Ministero dell’Interno fotografa un’Italia in cui, nei primi sei mesi del 2026, diminuiscono i reati denunciati, calano gli omicidi e gli arrivi di migranti via mare, mentre aumentano i rimpatri e l’attività di controllo sul territorio. È il quadro tracciato dal Dossier Viminale 2026, il documento con cui il Ministero mette in fila i numeri su sicurezza, ordine pubblico, immigrazione, antimafia, organici delle forze dell’ordine e soccorso pubblico.
Tra il primo gennaio e il 30 giugno 2026 sono stati registrati 1.068.240 reati, contro 1.186.268 dello stesso periodo del 2025: una riduzione di circa il 10%. Il calo segue quello, più contenuto, registrato nell’intero 2025 rispetto al 2024, quando i delitti erano passati da 2.399.347 a 2.357.105, con una diminuzione dell’1,8%.
Omicidi, furti e rapine: i numeri del primo semestre
Entrando nelle singole tipologie di reato, gli omicidi volontari scendono da 163 a 138, il 15,3% in meno. I furti passano da 493.975 a 437.800 (-11,4%), mentre le rapine diminuiscono da 14.275 a 12.515 (-12,3%).
In calo anche le violenze sessuali, da 3.384 a 3.142 (-7,1%), e le truffe e frodi informatiche, che passano da 152.012 a 137.529 (-9,5%). Sono dati nazionali e fotografano i reati registrati nel periodo preso in esame dal dossier.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presenta questi numeri come conferma di un miglioramento complessivo sul fronte della sicurezza. «I dati confermano un calo generalizzato dei reati. Diminuiscono tutti i delitti a maggior allarme sociale: gli omicidi, e in particolare quelli con vittime di sesso femminile, le violenze sessuali, i furti e le rapine».
Omicidi di donne e femminicidi: 34 vittime contro le 54 del 2025
Un capitolo specifico è dedicato alla violenza di genere. Il dossier mette a confronto gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e i femminicidi: 54 vittime nei primi sei mesi del 2025 e 34 nello stesso periodo del 2026, con una riduzione del 37%.
Il confronto richiede però una precisazione: il nuovo reato di femminicidio, previsto dall’articolo 577 bis del codice penale, è entrato in vigore il 17 dicembre 2025. Nei primi sei mesi del 2026 il Viminale conta 26 donne vittime di omicidio volontario e 8 vittime del nuovo reato di femminicidio.
Crescono intanto gli ammonimenti del questore, passati da 4.138 a 4.582 (+10,7%). Quelli per stalking diminuiscono del 12,3%, da 1.522 a 1.335, mentre gli ammonimenti per violenza domestica aumentano del 24,1%, da 2.616 a 3.247.

Oltre un milione di persone controllate nelle operazioni ad alto impatto
Il dossier dedica ampio spazio anche al controllo del territorio. Dal 2023 al 30 giugno 2026 sono state condotte 4.172 operazioni ad alto impatto, con 170.973 operatori impiegati tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali. Le persone controllate sono state 1.110.281.
Il bilancio indicato dal Viminale è di 2.373 arrestati, 13.887 denunciati e 1.927 cittadini stranieri espulsi. Sono stati inoltre controllati 214.557 veicoli e 28.058 esercizi pubblici, con 1.361 lavoratori in nero o irregolari individuati.
Alle operazioni si affiancano le cosiddette zone rosse. Dal 2024 al 30 giugno 2026, nelle province dove sono state attivate, sono state controllate 2.336.902 persone e disposti 12.876 allontanamenti. Il 39% degli allontanamenti è collegato a reati contro il patrimonio, il 33% a reati in materia di stupefacenti e il 28% a reati contro la persona.
Videosorveglianza e sicurezza urbana
Un’altra parte del documento riguarda gli investimenti destinati ai Comuni. Dal 2023 al 30 giugno 2026 sono stati stanziati 156 milioni di euro per il piano di videosorveglianza. I progetti comunali finanziati sono 909, per un valore complessivo di 118 milioni.
A questi fondi si aggiungono 100 milioni di euro del Fondo sicurezza urbana 2024-2026 per il contrasto al degrado: 355 i progetti finanziati per la messa in sicurezza delle aree degradate e la prevenzione della cosiddetta “mala movida”. Di queste risorse, 22 milioni sono destinati a 72 Comuni per assumere personale della Polizia locale.
Per l’anno scolastico 2025-2026 il programma Scuole sicure mette inoltre a disposizione 1,5 milioni di euro per 50 Comuni, destinati a rafforzare i controlli antidroga nei pressi degli istituti attraverso videosorveglianza, personale della Polizia locale, mezzi, attrezzature e campagne informative.
Più controlli nelle stazioni ferroviarie
Cresce anche l’attività nelle stazioni. Tra gennaio e giugno 2026 sono state controllate 2.511.749 persone, il 6,8% in più rispetto alle 2.351.797 dello stesso periodo del 2025. Gli arresti sono passati da 558 a 625 (+12%).
Il dato più marcato riguarda gli stupefacenti sequestrati, passati da 6.137 a 17.180 chilogrammi (+179,9%). Le armi sequestrate sono state invece 238, contro le 191 del primo semestre 2025. A questi controlli si aggiungono circa 636 mila persone controllate a bordo dei treni.
Quasi 46 mila assunzioni nelle forze dell’ordine
Sul fronte degli organici, dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 il dossier conta 45.977 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, 2.527 in più rispetto al turnover. Nel dettaglio sono 17.325 nella Polizia di Stato, 19.326 nell’Arma dei Carabinieri e 9.326 nella Guardia di Finanza. Altre 25.125 assunzioni risultano già programmate entro il 2027.
Per i Vigili del Fuoco le nuove assunzioni nello stesso periodo sono 6.897, delle quali 5.596 nei ruoli operativi. Il saldo indicato dal Ministero è di 2.599 unità oltre il turnover, mentre altre 3.367 assunzioni sono programmate entro il 2027.
Immigrazione, gli sbarchi si dimezzano e crescono i rimpatri
Uno dei capitoli politicamente più rilevanti riguarda l’immigrazione. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi via mare sono stati 14.388, contro i 30.060 dello stesso periodo del 2025: la diminuzione indicata dal Viminale è del 52,1%.
Dal 2023 al 30 giugno 2026, secondo il dossier, sono state inoltre bloccate 275.463 partenze in collaborazione con Libia e Tunisia, 20.157 delle quali nel primo semestre di quest’anno.
Nello stesso periodo crescono i rimpatri. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati 4.432 contro i 3.301 del 2025, con un incremento del 34,3%. I rimpatri per espulsione sono aumentati da 2.977 a 3.825 (+28,5%), mentre quelli volontari assistiti sono passati da 324 a 607 (+87,3%).
Antimafia, aumentano le interdittive
Il documento affronta infine l’attività antimafia. Nel confronto tra i primi semestri 2025 e 2026, le interdittive passano da 416 a 499, con un aumento del 19,9%. In particolare, le informazioni antimafia salgono da 293 a 387 (+32,1%), mentre le comunicazioni antimafia diminuiscono da 123 a 112.
Il dossier, articolato in capitoli che vanno dalla delittuosità alla violenza di genere, dal terrorismo alla cybersicurezza, fino ad antimafia, immigrazione e soccorso pubblico, rappresenta la fotografia che il Ministero dell’Interno propone dell’attività svolta e dell’andamento della sicurezza nel Paese.
Piantedosi rivendica i risultati ottenuti, ma sottolinea che il lavoro non può considerarsi concluso: «Sono risultati concreti che confermano l’efficacia delle strategie adottate ma che certamente non ci vedono appagati. La sicurezza è la precondizione di ogni libertà personale»commenta il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
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