Un incidente industriale oppure un sabotaggio collegato alla guerra in Ucraina? L’esplosione nello stabilimento Knds Ammo Italy di Colleferro, in provincia di Roma, apre un interrogativo che supera i confini della cronaca locale. La Procura di Velletri ha escluso al momento le ipotesi di attentato e sabotaggio e procede per il reato di incendio. Alcuni media ucraini, però, chiamano in causa un possibile coinvolgimento russo.
La deflagrazione sarebbe partita dal reparto nel quale gli operai pressano le polveri, dopo lo sviluppo di un incendio all’interno della fabbrica. Gli inquirenti dovranno ricostruire l’origine delle fiamme, la sequenza degli eventi e l’eventuale presenza di anomalie nei sistemi di sicurezza.
Lo stabilimento non produce componenti industriali comuni. La Knds Ammo Italy, erede della Simmel Difesa, realizza munizioni di medio e grosso calibro, comprese quelle da 155 millimetri che i Paesi europei inviano all’esercito di Kiev. Proprio questo ruolo ha spinto la stampa ucraina a guardare oltre l’ipotesi dell’incidente.
Esplosione a Colleferro, la Procura esclude il sabotaggio
Le prime ricostruzioni indicano un incendio nel reparto di pressatura delle polveri come causa immediata della deflagrazione. La Procura di Velletri non ha trovato, almeno in questa fase, elementi capaci di sostenere l’ipotesi di un attentato e ha aperto un procedimento per incendio.
Il Kyiv Independent ha tuttavia ipotizzato un possibile coinvolgimento russo, accostando l’episodio agli attacchi con droni che hanno interessato recentemente la Germania. Anche in quei casi, però, le autorità non hanno ancora accertato le responsabilità.
Il sospetto nasce quindi dal ruolo strategico della fabbrica, non da una prova emersa nell’indagine italiana. Colpire lo stabilimento di Colleferro significherebbe interferire con una parte della produzione europea di munizioni destinate anche all’Ucraina. Questa circostanza rende inevitabile l’attenzione internazionale, ma non dimostra da sola l’esistenza di un sabotaggio.
Gli investigatori dovranno stabilire se una causa tecnica, un errore umano o una violazione delle procedure abbia provocato l’incendio. La storia dello stabilimento impone particolare cautela: nel 2007 un’altra esplosione uccise l’operaio Roberto Pignalberi e ferì almeno dodici persone.
La fabbrica produce munizioni da 155 millimetri per Kiev
Knds Ammo Italy produce a Colleferro armamenti per la difesa terrestre, comprese le munizioni da 155 millimetri. Gli eserciti occidentali utilizzano questo calibro nei sistemi di artiglieria e i partner europei lo forniscono a Kiev per sostenere le operazioni contro le forze russe.
La guerra ha aumentato notevolmente il peso economico della società. Le autorizzazioni all’esportazione sono passate dai 45 milioni di euro del 2022 ai 143 milioni del 2023, per poi assestarsi intorno ai 126 milioni nel 2025 e nel 2026.
L’azienda vende i propri prodotti anche fuori dall’Unione europea. Tra gli acquirenti compaiono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, India, Singapore e Turchia. Nel mercato europeo, invece, Francia e Germania figurano tra i Paesi che acquistano le munizioni prodotte dalla società.
Questi numeri collocano lo stabilimento di Colleferro nel cuore della nuova corsa europea al riarmo. L’aumento della domanda non riguarda soltanto la guerra in corso, ma anche la volontà dell’Unione di ricostruire scorte nazionali ridotte da anni di investimenti insufficienti.
Da Simmel Difesa al colosso franco-tedesco Knds
La francese Nexter acquistò Simmel Difesa nel 2014. In seguito la società confluì in Knds, il gruppo nato dall’unione tra Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann. Il colosso produce alcuni dei principali sistemi d’arma europei: i carri armati Leopard 2 e Leclerc, gli obici Caesar e diversi veicoli corazzati.
Knds partecipa inoltre al programma Mgcs, il progetto con il quale Francia e Germania intendono sviluppare il futuro carro armato europeo. Fino a giugno 2026, la holding pubblica francese Giat Industries controllava il 50 per cento del gruppo, mentre la famiglia Wegmann possedeva l’altra metà.
Il nuovo assetto assegna il 40 per cento delle quote alla Francia e un altro 40 per cento alla Germania attraverso la banca pubblica KfW. Il gruppo collocherà il restante 20 per cento sul mercato con la quotazione alle Borse di Parigi e Francoforte.
Lo stabilimento laziale appartiene quindi a una struttura industriale direttamente collegata alle strategie militari delle due principali potenze dell’Unione europea. Questo elemento spiega perché l’esplosione abbia attirato l’attenzione anche fuori dall’Italia.
I 41 milioni dell’Unione europea per aumentare la produzione
Nel 2024 la Commissione europea ha assegnato alla succursale italiana 41,39 milioni di euro per il progetto “Rollo”, coordinato dalla Simmel Difesa nell’ambito del programma Act in Support of Ammunition Production.
L’Unione europea ha lanciato il piano per aumentare la capacità di produrre munizioni, esplosivi e propellenti, rifornire l’esercito ucraino e ridurre il rischio di future carenze. Il progetto, tuttavia, si trova ancora nelle fasi iniziali a due anni dal finanziamento.
Secondo il piano approvato da Bruxelles, Knds Ammo Italy dovrebbe riconvertire lo stabilimento di Anagni, a pochi chilometri da Colleferro, nell’area dell’ex Winchester. Oggi il sito svolge operazioni di smantellamento dei materiali bellici che non possono più essere utilizzati.
L’indagine italiana parte dunque dall’ipotesi di un incendio industriale. Il contesto militare, i finanziamenti europei e il ruolo della fabbrica nella catena di rifornimento di Kiev alimentano però interrogativi destinati a durare fino all’accertamento delle cause. Per ora il sabotaggio russo resta un sospetto rilanciato dai media ucraini, non una conclusione degli inquirenti.
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Luca Arnau
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