PAGELLE ATLETICA EUROPEI 2026 OGGI

Domenica 16 agosto

Larissa Iapichino 10 – Una finale da campionessa vera. Parte con 7,00 ventoso al primo salto e da quel momento deve difendere il fortino dagli assalti di tutte: Sawyers arriva a 6,99, Kpatcha a 6,98, Mihambo a 6,94. Non riesce più a migliorarsi ma conquista per un solo centimetro un oro europeo straordinario.

Lorenzo Benati 10 – L’ultimo rettilineo sembra non finire mai, con Dobson che arriva alle sue spalle e la Gran Bretagna pronta a prendersi titolo e medagliere. Lui resiste fino all’ultimo centimetro e mette il petto davanti: 4×400 d’oro per tre centesimi in 2’59”16. Una frazione che entra nella storia dell’atletica italiana.

Pietro Riva 9.5 – Gestione splendida della maratona. Resta coperto quando serve, conserva energie sul percorso durissimo di Birmingham e nel finale piega Ayale e Hassan con una grande accelerazione. Argento in 2h09’18”, a soli sette secondi dall’oro. Prestazione di enorme maturità.

Edoardo Scotti 9 – Lancia la 4×400 maschile mettendo subito l’Italia nella posizione giusta. Al primo cambio gli azzurri sono secondi dietro alla Gran Bretagna che aveva il campione europeo Hudson-Smith e la staffetta può così costruire una gara d’attacco. La conclusione sarà quella più bella possibile: campioni d’Europa.

Luca Sito 10 – Riceve il testimone da Scotti e porta l’Italia davanti. È il momento nel quale la staffetta azzurra prende realmente in mano la finale e costringe la Gran Bretagna a inseguire. Una frazione fondamentale nell’oro che decide anche il medagliere.

Mohamed Soudassi 9 – Giovane, ma non trema nel momento più importante dell’intero Europeo. Riceve il testimone con l’Italia davanti e lo consegna ancora al comando, permettendo a Benati di affrontare l’ultimo giro dalla posizione ideale. Altro tassello pesantissimo del titolo europeo.

Paola Padovan 8.5 – Arrivava con 58,69 e al primo lancio trova immediatamente 58,91, nuovo record personale. Quella misura la porta tra le migliori otto e alla fine vale uno splendido settimo posto europeo. Non riesce più a migliorarsi, ma va nettamente oltre le aspettative della vigilia. I lanci non sono più il “buco nero” dell’Italia dell’atletica grazie a lei e Fantini, entrambi finalisti continentali

Alessandra Bonora 8.5 – Apre una 4×400 femminile che corre praticamente tutta la finale in zona medaglia. Al primo cambio l’Italia è già terza e da lì non uscirà più dal podio. Il 3’23”57 finale vale un bronzo di grande spessore e sfiora il limite nazionale.

Anna Polinari 8.5 – Seconda frazione della 4×400 e posizione conservata nelle zone nobili. A metà gara l’Italia è terza dietro Olanda e Gran Bretagna: le due favorite provano a scappare, ma dietro le azzurre non concedono spazio alle rivali. Il bronzo porta anche la sua firma.

Alice Mangione 8.5 – Riceve il testimone con l’Italia terza e lo riconsegna nella stessa posizione, perdendo contatto inevitabilmente con le prime due ma respingendo l’assalto di chi arrivava da dietro. È una frazione delicatissima perché Spagna e Francia sono ancora pericolose, ma le azzurre restano saldamente in zona podio.

Eloisa Coiro 9 – Tocca a lei completare il lavoro della 4×400 femminile. Parte terza e difende il bronzo fino al traguardo, chiudendo il quartetto in 3’23”57. Dopo il grande Europeo individuale aggiunge una medaglia pesantissima con la staffetta. Ormai è una sicurezza.

Rebecca Lonedo 8.5 – Per lunghi tratti è pienamente nella lotta per il podio della maratona e nel finale paga soltanto qualcosa alle rivali. Chiude sesta in 2h27’55”, prima italiana, e contribuisce in maniera determinante all’argento nella classifica a squadre.

Sofia Yaremchuk 8.5 – Non corre da comprimaria: prova anche a rompere gli equilibri nel gruppo delle inseguitrici e resta nella battaglia per le medaglie fino alla parte conclusiva. Settima in 2h28’02”, completa insieme a Lonedo una splendida prova azzurra e contribuisce all’argento a squadre.

Giovanna Epis 7.5 – La giornata individuale è complicata fin dai primi chilometri, ma continua a stringere i denti proprio perché il risultato della squadra dipende anche da lei. Chiude 21ma e il suo arrivo permette all’Italia di completare la classifica che vale l’argento europeo a squadre. Gara di sacrificio.

Matteo Oliveri 6 – Parte con un errore a 5,55 ma riesce a reagire e supera la misura al secondo tentativo. A 5,70, quota che avrebbe significato anche un bel personale stagionale, arrivano però tre errori. Finale dignitosa, senza il salto di qualità che avrebbe potuto regalargli un piazzamento importante.

Osama Zoghlami 5 – A un giro dalla fine sembra ancora poter costruire qualcosa di importante: è quarto e prova a restare agganciato ai migliori. Nel momento decisivo, però, si stacca nettamente e precipita fino all’undicesimo posto in 8’33”25. Il finale lascia parecchio amaro in bocca.

Ala Zoghlami 5 – Si fa vedere nelle prime posizioni nella prima parte dei 3000 siepi, ma quando la gara cambia ritmo non riesce più a restare agganciato. Chiude tredicesimo in 8’34”65, lontano dalla zona medaglie.

Yassin Bouih 5 – Non riesce mai realmente a inserirsi nella battaglia che conta. Il gruppo resta compatto a lungo, ma nel momento della selezione perde terreno e termina sedicesimo in 8’36”15.

Ludovica Cavalli 5 – Resta nel gruppo nella prima parte dei 1500, ma all’ultimo giro perde contatto e la sua finale finisce lì. Dodicesima e ultima in 4’18”91, molto lontana da quanto aveva mostrato nel percorso verso l’atto conclusivo. Mai in partita ma essere in finale non è un risultato da poco

Ahmed Ouhda 6 – Per oltre metà maratona corre con grande coraggio nelle prime posizioni, arrivando a seguire anche l’azione di Petros. Dopo il trentesimo chilometro arriva però una crisi evidente e scivola progressivamente indietro fino al 18° posto in 2h11’45”.

Daniele Meucci 6 – Perde terreno già nelle prime fasi della maratona e non riesce mai a rientrare nella parte importante della gara. Chiude 23° in 2h14’33” in una giornata nella quale la prova di Riva mette ancora più in evidenza la distanza dai migliori.

Eduardo Longobardi 7.5 – Ottima partenza, elemento da tenere in considerazione per la prima frazione. Consegna il testimone a Pagliarini assieme alle squadre più forti.

Eseosa Fostine Desalu 5.5 – Si illude di poter lanciare la staffetta italiana verso la zona podio con una buona frazione lanciata ma il testimone gli resta in mano e gli azzurri si devono fermare.

Alice Pagliarini 5 – L’errore nella ricezione del testimone costa il ritiro all’Italia.


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Enrico Spada

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