Ultime notizie SSC Napoli – Si è concluso il ritiro del Napoli a Castel di Sangro, e il sindaco Angelo Caruso ai microfoni di CalcioNapoli24 fa il punto della situazione su ciò che è accaduto in Alto Sangro e ciò che potrà accadere in futuro, con l’idea di un ritiro più lungo esclusivamente in Abruzzo, di un triangolare con squadre italiane da intitolare a De Laurentiis, tra eventi pubblici e sessioni di autografi con i calciatori del Napoli, che quest’anno non sono avvenute, e la speranza di poter accogliere fino a diecimila spettatori allo stadio Patini per allenamenti e partite amichevoli.
È terminata un’altra edizione del ritiro con cui la città ha abbracciato il Napoli e viceversa. Qual è il bilancio che si può fare?
“Intanto diciamo che è terminato il primo anno del rinnovo dei sei anni previsti nel nuovo rapporto con il Napoli. È terminato bene. Abbiamo apprezzato la compostezza e tutto quello che normalmente rappresenta un flusso turistico per quello che abbiamo avuto È partito un po’, diciamo, claudicante, definiamolo così, nei primi giorni, per via della festa e del ritardo nell’arrivo, però dalla presentazione di Allegri è esploso, come avete potuto constatare voi stessi. È stato anche commisurato alle aspettative, perché abbiamo l’esigenza che si sviluppi in maniera ponderata, ma sempre coerentemente con quella che è la capacità di accoglienza della città. Diciamo che il bilancio è più che positivo. Lo si registra in tutte le circostanze, soprattutto dal mondo economico e dal commercio, che si aspettava un risultato importante e che è arrivato. Aggiungerei anche il fatto che le partite internazionali che si sviluppano qui a Castel di Sangro rendono originale e prestigioso questo momento del calcio estivo, non solo in Italia ma anche in Europa”
Com’è stato il ritiro di Aurelio De Laurentiis? Spesso e volentieri è stato con lui anche in campo e hai avuto modo di cenare più volte con lui. Quante cene gli ha offerto?
“Allora, diciamo una cosa da questo canale importante: quando arriva, lui mi invita a cena. Io rigetto l’invito e propongo l’invito da me, e lui è costretto ad accettarlo. Abbiamo celebrato una bella serata anche con mister Allegri, ci siamo fatti due chiacchierate, però nel rispetto reciproco dei ruoli si parla sempre un po’ di quelle che sono le attività connesse al ritiro. Io evito di fare domande o di esplorare il mondo calcistico, soprattutto quello del mercato, perché credo che sia pure un po’ scorretto fare questo. Ed è forse questa la sintonia migliore che regola il rapporto tra me e lui, in particolare. Abbiamo avuto rapporti e momenti di incontro confidenziali davvero splendidi, ma soprattutto c’è una cosa: lui continua a rilasciare fiducia nella nostra città, nella nostra organizzazione e nel nostro territorio. Questo lo percepiamo anche da tutto l’hinterland e dai dirigenti del Napoli, che sempre di più strizzano l’occhio a Castel di Sangro”
È stato appena firmato un rinnovo che vedrà il Napoli qui a Castel di Sangro per tanti altri anni. Rispetto alle strutture, cosa le è stato chiesto? E cosa le ha detto anche mister Allegri?
“Mister Allegri ci ha rappresentato tutti i suoi compiacimenti e complimenti per quelle che sono state le dotazioni sportive, le condizioni delle strutture sportive, i manti di gioco, tutto quello che lui ha utilizzato nel migliore dei modi. È stato sicuramente un bell’incontro. Lui il territorio lo conosceva già perché è stato un giocatore del Pescara, quindi non era nuovo a questo territorio, e mi ha detto pure che lo ha trovato nettamente migliorato. È anche convinto che il Napoli abbia fatto la scelta migliore che potesse fare nel campo dei ritiri estivi”
Per quanto riguarda invece De Laurentiis?
“De Laurentiis praticamente ha aperto il capitolo legato a un rinnovo, o meglio a una presenza più lunga rispetto ai quindici giorni di fine luglio e agosto. Ma questo credo che lo avesse già in qualche modo percepito come probabile esigenza o come scenario futuro, perché quando abbiamo ridefinito le condizioni del contratto, lui ha esteso a un periodo molto più ampio rispetto ai quindici giorni la probabilità di permanenza. Quindi partiamo già dai primi di luglio e arriviamo ad agosto inoltrato. Questa è stata probabilmente la precondizione che gli consentirà anche di giocare a mani libere con il Trentino, non essendo costretto probabilmente ad accettare condizioni che magari non sono compatibili con le esigenze del Napoli”
Lo stadio Patini, con i suoi 7.500 spettatori, spesso lo abbiamo visto sold out nel corso di questi anni. Ci sono dei progetti per migliorare anche la fruizione da parte del pubblico, magari nelle vostre interlocuzioni con il Napoli?
“Al netto di quelle che sono le esigenze del Napoli, che ci sollecita un ampliamento dei posti, probabilmente senza interventi potremmo portare la capienza anche a quasi 10.000 spettatori. Dobbiamo soltanto allestire le gradonate libere, quelle non occupate e non interessate dai sediolini, e fare lievissime modifiche, perché il resto ha dimensioni e rapporti tra spazi e tribune assolutamente adeguati. Certamente poi rimane un’esigenza di fondo, che è almeno quella della copertura dei distinti, perché sole o pioggia, insomma, hanno la loro importanza. Però ci stiamo lavorando”
È qualcosa che si potrebbe avere già per l’anno prossimo? Ne avete parlato con De Laurentiis?
“Se si verificano le condizioni, sì, perché è una struttura abbastanza semplice da fare. Le tribune sono nate per essere coperte, non le abbiamo fatte perché, sapete, la nostra esperienza nei campionati professionistici è durata dieci anni. Lo stadio l’abbiamo costruito a metà di questo percorso e quindi poi da lì non si è più avvertita la necessità. Diciamo che, oramai, avendo inaugurato Castel di Sangro come sede privilegiata dei ritiri e del ritiro del Napoli, probabilmente ci sono le condizioni per fare questo investimento che, sapete bene, con i rapporti con le società che se ne occupano, probabilmente viene anche alla portata e forse potrebbe essere realizzato anche gratuitamente”
Possiamo dire che nelle cene De Laurentiis gradisca più il cibo abruzzese che quello trentino, non è che ha un piatto preferito? Quando non si parla di calcio a tavola, si assaporano anche le delizie del territorio.
“Conn De Laurentiis è impossibile, diciamo, confutare i suoi pensieri. Spesso viene definito ironicamente un tuttologo, ma a tavola sfoggia tutta la sua esperienza culinaria. Ha sicuramente un gradimento importante per i piatti tipici abruzzesi. Poi è sempre orientato alla scoperta di novità che, insomma, nei nostri luoghi non mancano. Poi certamente l’ho portato da Niko Romito per fargli gustare quelle che sono le ultime novità dello chef”
Abbiamo visto sempre squadre straniere qui a Castel di Sangro, che danno quel tocco di internazionalità. Squadre italiane qui sono nel pensiero, da qui ai prossimi anni?
“Guardi, abbiamo lanciato l’idea di un trofeo, magari intitolato a De Laurentiis stesso, e lì probabilmente il coinvolgimento di qualche squadra nazionale sarà necessario. Una squadra straniera è importante perché dà anche un po’ il tenore all’evento. Poi sono tutte cose che, in un periodo più lungo, come sottolineava lei, è più semplice da farsi”
La reazione di De Laurentiis a questa idea gliel’ha proposta? Gli ha parlato del Trofeo De Laurentiis?
“Gliel’ho fatta risapere tramite la stampa e in questo momento tramite voi. Sono convinto che valuterà seriamente l’idea, perché non dobbiamo essere secondi a nessuno. Immedesimandoci in quella che è anche la rilevanza del club, che merita un’attenzione di questo genere, lo sviluppo in un periodo estivo di un trofeo, di un triangolare, quello che sia, con il Napoli e il suo presidente, penso che sia una cosa giusta”
La promessa che fa Angelo Caruso ai tifosi del Napoli, che si aspettano magari un po’ più di vicinanza alla squadra: qualche incontro con i giocatori, sessioni di autografi, qualcosa che è mancato quest’anno e che ai tifosi fa sempre molto piacere perché è l’occasione per essere vicino ai loro beniamini.
“Dobbiamo precisare una cosa: il nostro ritiro non può essere accostato a momenti come quelli che si sviluppavano a Dimaro, perché c’è una sproporzione di presenze. Quando abbiamo fatto, la volta scorsa, i due tentativi di firme, abbiamo esposto tanti a rischi. Quindi il ritiro è una festa, un momento quasi turistico, per cui evitiamo cose impossibili. Abbiamo in quell’occasione la possibilità di accontentare pochissimi, ma di scontentare quasi tutti, quindi non è il caso. Forse sollecitare una maggiore presenza in luogo pubblico dei giocatori credo che sia una cosa che possiamo quasi promettere per il prossimo anno”
E la promessa che invece fa il presidente De Laurentiis?
“Di portargli fortuna”
Ma l’Eurelio esiste ancora? Ne possiamo avere una copia?
“Ne avrete senz’altro una copia, perché è stata una trovata della mezzanotte. Io mi ispiro sempre a qualcosa che deve avere un po’ di originalità. Abbiamo, tra l’altro, sapete bene che a ogni ritiro, voi siete sempre presenti, ci siamo dilettati in tante manifestazioni goliardiche. Questa è stata quella dell’ultimo momento e ne hanno fatto un uso abbastanza diffuso. I teli da mare, per esempio, ne hanno riprodotti tanti. Quindi speriamo che questa trovata possa essere anche un motivo di portafortuna”
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