Tra i momenti più significativi della XV edizione del Premio Letterario Caccuri, conclusasi con la vittoria di Cecilia Sala, c’è stata senza dubbio la presenza di Elisabetta Belloni e Claudia Eccher. Due professionalità diverse, due percorsi di assoluto rilievo, unite da una comune esperienza al servizio delle istituzioni e da una profonda conoscenza dei complessi equilibri sui quali si reggono lo Stato e la comunità internazionale.
La presenza sul palco di Caccuri di due figure di questo livello ha rappresentato una delle espressioni più evidenti della crescita della manifestazione, ormai capace di trasformare un piccolo borgo calabrese in un luogo di confronto sui grandi temi dell’attualità nazionale e internazionale.
Elisabetta Belloni, una carriera al servizio dello Stato
Diplomatica di carriera, Elisabetta Belloni ha costruito in oltre quarant’anni un percorso ai vertici delle istituzioni italiane. Laureata in Scienze politiche alla Luiss, è entrata nella carriera diplomatica nel 1985 e ha ricoperto incarichi nelle sedi diplomatiche italiane e alla Farnesina. È stata ambasciatrice e capo di gabinetto del ministro degli Esteri, prima di diventare, nel 2016, Segretario generale del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, prima donna a ricoprire quell’incarico.
Nel 2021 è stata nominata direttrice del DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, incarico mantenuto fino al gennaio 2025. Successivamente è stata scelta come Chief Diplomatic Adviser della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, con un incarico direttamente collegato alle principali questioni geopolitiche e strategiche dell’Unione.
È proprio questa esperienza internazionale ad aver reso particolarmente interessante il confronto di Caccuri. Belloni ha affrontato il ruolo dell’Europa, la necessità di una leadership capace di coniugare competenza e spirito di servizio e le grandi sfide geopolitiche che attendono il continente.
Nel suo intervento ha inoltre affrontato il tema dell’immigrazione, sottolineando la necessità di considerarlo come un fenomeno strutturale e complesso, legato anche agli squilibri demografici ed economici, e non semplicemente come una questione risolvibile attraverso misure restrittive.
Per il suo lungo percorso istituzionale, il Premio Caccuri le ha conferito il “Premio Caccuri per l’alto servizio istituzionale”, riconoscimento che ha aggiunto ulteriore valore a una presenza già di per sé straordinaria. La stampa locale ha sottolineato proprio il carattere istituzionale assunto dalla manifestazione con la partecipazione di Belloni e di Claudia Eccher.
Claudia Eccher, il diritto al servizio delle istituzioni
Accanto a Belloni, Claudia Eccher ha rappresentato l’altra grande presenza istituzionale dell’edizione.
Avvocata cassazionista, titolare dello studio Eccher & Partners, Eccher è dal 2023 componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura, eletta dal Parlamento in seduta comune. Il suo percorso professionale si è sviluppato nel mondo dell’avvocatura e, parallelamente, in numerosi ambiti istituzionali e associativi. Giurista raffinata e molto apprezzata anche in ambito accademico, ha ricoperto importanti incarichi in organismi e realtà culturali, professionali e istituzionali.
La sua esperienza al CSM le ha consentito di maturare una conoscenza diretta dei meccanismi dell’autogoverno della magistratura e delle questioni più delicate che riguardano oggi il sistema della giustizia italiana. Nel corso del mandato ha seguito, tra l’altro, procedure relative alle nomine dei capi degli uffici giudiziari, alle valutazioni di professionalità e all’attuazione della riforma dell’ordinamento giudiziario.
A Caccuri la sua presenza ha assunto un significato particolare anche per la capacità di portare sul palco il punto di vista dell’avvocatura e delle istituzioni su temi che riguardano direttamente i cittadini: l’indipendenza della magistratura, il funzionamento della giustizia, il rapporto tra accusa e difesa e le prospettive delle riforme dell’ordinamento giudiziario.
Non è un caso, dunque, che Eccher sia stata tra le protagoniste della serata dedicata al crime e alla cronaca giudiziaria, che si è rivelata uno degli appuntamenti di maggiore successo, condotta da Vittoriana Abate e Cataldo Calabretta, insieme a Laura Sgrò e Ilenia Petracalvina.
Due autorevolezze, un unico grande palco
La presenza contemporanea di Belloni ed Eccher ha dato al Premio Caccuri una particolare profondità istituzionale: da una parte la diplomazia, la sicurezza nazionale e la geopolitica; dall’altra il diritto, la giustizia e l’autogoverno della magistratura.
Due mondi differenti che a Caccuri hanno trovato un terreno comune: la necessità di istituzioni autorevoli, competenti e capaci di affrontare con responsabilità le sfide di un tempo sempre più complesso.
È anche attraverso presenze come queste che il Premio Caccuri ha consolidato la propria identità. La letteratura rimane il cuore della manifestazione, ma intorno al libro si è costruita una vera agorà del pensiero, capace di ospitare economisti come Carlo Cottarelli, giornalisti, magistrati, medici, scrittori e protagonisti dell’informazione.
La XV edizione ha così confermato una vocazione ormai precisa: portare nel cuore della Calabria personalità che appartengono ai grandi circuiti nazionali e internazionali e trasformare Caccuri, per alcuni giorni, in un laboratorio di idee.
Ed è forse questa la cifra più significativa del Premio: un piccolo borgo che non si limita ad accogliere la cultura, ma la porta al centro del dibattito pubblico.
Un risultato che porta la firma dell’Accademia dei Caccuriani e del Comitato direttivo composto dal presidente Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta, impegnati nella costruzione di un’edizione capace di alzare ulteriormente l’asticella della qualità e dell’autorevolezza del Premio.
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