Sei milioni di euro per abbattere costruzioni abusive in tutta la Croazia. Dalle case vacanza ai garage, dai capannoni industriali ai chioschi, fino ai moli, alle dighe frangiflutti e alle strutture realizzate lungo la costa. L’Ispettorato statale croato ha avviato una procedura di appalto destinata a finanziare per i prossimi tre anni la demolizione degli edifici costruiti illegalmente sul territorio nazionale.
Un intervento che arriva mentre i numeri confermano la dimensione ancora significativa del fenomeno dell’abusivismo edilizio in Croazia. Solo nel 2025 sono stati rimossi 586 edifici illegali, mentre dal 2019 all’ottobre dello scorso anno le ispezioni edilizie hanno portato alla demolizione di oltre 2.300 costruzioni abusive.
Un appalto da 6 milioni per tre anni
L’Ispettorato statale, come riporta l’agenzia Hina, ha annunciato la procedura per la stipula di un accordo quadro del valore di sei milioni di euro, della durata di 36 mesi, con più imprese specializzate nelle demolizioni.
Gli interventi saranno effettuati sulla base delle decisioni adottate dagli ispettori edilizi. La legge sull’Ispettorato statale prevede infatti che, quando il proprietario non provvede alla demolizione di una costruzione abusiva, il provvedimento possa essere eseguito attraverso terzi, ovvero mediante imprese esterne incaricate dall’amministrazione.
Le località e gli edifici che saranno interessati dalle demolizioni non sono ancora stati indicati. Verranno individuati nei singoli procedimenti successivi all’aggiudicazione dell’appalto. Anche per questo motivo il capitolato contiene quantità indicative: è impossibile stabilire in anticipo quanti edifici dovranno essere demoliti e quali caratteristiche avranno.
Le strutture
L’elenco delle strutture che potranno essere abbattute è estremamente ampio. Si va dagli edifici residenziali, dalle case a un solo piano fino alle costruzioni con più di tre piani, ai capannoni in cemento o acciaio, magazzini e palazzetti dello sport.
Ma nell’elenco figurano anche strutture più piccole, come garage, tettoie, chioschi e case vacanza in legno.
Una parte specifica dell’appalto riguarda inoltre le costruzioni marittime abusive. Potranno essere rimossi moli, frangiflutti e muri costieri, compresi gli interventi di demolizione sotto il livello del mare fino a una profondità di cinque metri.
La parte più consistente dell’appalto riguarda le demolizioni meccaniche degli edifici e il trasporto dei materiali di risulta nelle strutture autorizzate. Sono previste anche operazioni di separazione dell’acciaio dal cemento e di riciclaggio dei materiali attraverso impianti mobili di frantumazione.
Nei casi più complessi potrà essere necessario predisporre un vero e proprio progetto di demolizione. Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata alla gestione dei rifiuti pericolosi, compresi quelli contenenti amianto.
Un fenomeno ancora diffuso
I dati più recenti dell’Ispettorato statale mostrano come l’abusivismo edilizio continui a rappresentare una delle questioni aperte nella gestione del territorio croato.
Nel corso del 2025 sono state rimosse complessivamente 586 costruzioni illegali. Di queste, 218 sono state demolite direttamente dall’Ispettorato attraverso imprese incaricate, mentre altre 368 sono state abbattute dagli stessi proprietari, spesso dopo l’intervento dell’ispezione o quando la procedura di demolizione era ormai imminente.
Il confronto con l’anno precedente mostra una decisa accelerazione delle demolizioni forzate. Nel 2024 l’Ispettorato aveva fatto abbattere attraverso imprese esterne 76 edifici abusivi, mentre altri 509 erano stati rimossi direttamente dai proprietari, per un totale di 585 costruzioni eliminate.
Dal 2019 oltre 6.600 ordini di demolizione
Ancora più significativo è il quadro complessivo degli ultimi anni. Dal 1° aprile 2019, quando l’attività di ispezione edilizia è entrata sotto la competenza dell’Ispettorato statale, fino al 1° ottobre 2025 sono stati effettuati oltre 42.500 controlli in seguito a segnalazioni.
Da queste verifiche sono scaturiti più di 10mila procedimenti amministrativi e 6.652 provvedimenti di demolizione per edifici costruiti illegalmente. Nello stesso periodo sono state rimosse dal territorio croato 2.305 costruzioni abusive, delle quali 151 direttamente attraverso imprese incaricate dall’Ispettorato.
Il fenomeno continua inoltre a generare migliaia di segnalazioni. Secondo i dati riportati per il 2025, l’Ispettorato ha ricevuto 9.053 comunicazioni relative all’attività edilizia, delle quali 3.596 riguardavano nuove segnalazioni di possibile costruzione abusiva.
Il caso dei campeggi abusivi e la pressione sulle coste
Tra gli interventi più rilevanti degli ultimi anni figurano anche operazioni contro interi complessi costruiti senza autorizzazione, soprattutto nelle zone costiere e nelle aree di maggiore pressione turistica.
Nel 2024, ad esempio, l’Ispettorato ha segnalato la rimozione di 87 costruzioni abusive in campeggi realizzati fuori dalle aree edificabili sull’isola di Morter (Murter) e di altre 84 strutture nella località di Picik, sull’isola di Veglia (Krk).
Anche l’Istria è stata negli ultimi anni al centro di diverse operazioni contro l’edilizia illegale. In una recente azione condotta in sei campeggi abusivi sono state rimosse complessivamente 187 costruzioni.
L’obiettivo dichiarato dell’Ispettorato è quello di accelerare l’esecuzione dei provvedimenti e contrastare la cementificazione e la trasformazione illegale del territorio, un tema particolarmente delicato soprattutto lungo la costa adriatica.
Come verranno scelte le imprese
L’offerta economicamente più vantaggiosa sarà determinata principalmente dal prezzo, che avrà un peso dell’80 per cento nella valutazione complessiva.
Il restante 20 per cento sarà invece assegnato in base all’esperienza specifica dell’ingegnere responsabile del cantiere indicato dall’impresa partecipante. Il punteggio massimo sarà attribuito ai concorrenti il cui tecnico abbia già diretto lavori di demolizione per un valore superiore a 1,5 milioni di euro.
Per ora è stata avviata la fase di consultazione preliminare con gli operatori economici interessati, pubblicata nel sistema elettronico degli appalti pubblici e aperta fino al 9 settembre.
Successivamente l’Ispettorato esaminerà osservazioni e proposte ricevute, pubblicherà il relativo rapporto e procederà quindi con la gara vera e propria.
I 6 milioni di euro messi ora a disposizione dovrebbero, dunque, consentire di rafforzare nei prossimi tre anni la capacità dello Stato di eseguire concretamente gli ordini di demolizione. Perché i numeri degli ultimi anni raccontano una realtà precisa: in molti casi, l’edificio abusivo viene rimosso dal proprietario solo quando le ruspe sono ormai pronte a entrare in azione.
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