Michele Castellano

Dal primo set con Lee Van Cleef agli incontri con Placido, Celentano, Verdone e Golino: una carriera iniziata quasi per caso e diventata una vita sul set

Cinquant’anni di cinema possono cominciare anche da una paletta alzata sulla strada.

È quello che è successo a Michele Castellano. Il 14 agosto 2026, ricorre il cinquantesimo anniversario del suo ingresso nel mondo della produzione cinematografica.

Una ricorrenza che racconta soprattutto una lunga storia genovese fatta di set, attori, produzioni italiane e straniere, location, permessi, comparse e qualche rischio corso in prima persona.

Castellano non aveva inizialmente pensato al cinema come a una professione. L’incontro decisivo arrivò quando era nella Guardia di Finanza e prestava servizio a Ventimiglia.

«Incontrai una persona di Genova, gli misi la paletta e lui si fermò. Aveva un fucile da caccia. Parlando mi disse che era un organizzatore cinematografico».

Giorgio Nencini, un fotografo di scena e Michele Castellano

Quell’uomo era Giorgio Nencini, genovese d’origine ma nato a Roma. Fu lui a offrirgli una prima occasione.

«Mi disse: se ti trovi a Genova di passaggio, il primo film che c’è ti faccio fare una comparsa». Castellano accettò.

Il primo set fu a Ponte dei Mille, a Genova. Nel film c’era Lee Van Cleef e Castellano indossava proprio la divisa della Guardia di Finanza.

«Ero in dogana e controllavo i bagagli degli attori quando scendevano dalla nave. C’era una scena in cui scendevano dalla nave con Lee Van Cleef».

Da quella prima esperienza cominciò una carriera che lo avrebbe portato progressivamente dalla comparsa al ruolo di capogruppo, poi a quello di ispettore di produzione e, infine, di direttore di produzione.

Michele Castellano in una scena alla stazione Marittima di Genova, interpreta un carabiniere

Dalla comparsa alla produzione

«Da comparsa ho fatto il capogruppo. Da capogruppo Nencini mi disse che potevo fare anche l’ispettore di produzione». Non fu un percorso immediato. «Non ero in grado, però stando nell’ambiente, dopo tanti anni sono riuscito a fare l’ispettore di produzione».

Il lavoro sul set gli ha permesso di seguire produzioni molto diverse e di lavorare con attori italiani e stranieri.

Nel suo racconto compaiono Michele Placido, Stefano Dionisi, Remo Girone, Eva Grimaldi, Valeria Golino, Teresa De Sio, Ezio Greggio, Carlo Verdone e Adriano Celentano.

E poi ci sono le produzioni straniere, soprattutto quelle tedesche, che hanno portato Castellano a lavorare in numerose località italiane.

Sandra Paspirgilis, un attore tedesco e Michele Castellano

La lunga collaborazione con Sandra Paspirgilis

Tra le persone che hanno avuto un ruolo importante in questo percorso c’è Sandra Paspirgilis, ispettrice di produzione di Berlino.

«È stata una mia collaborazione da tanti anni. Lei veniva chiamata per i film tedeschi perché abitava a Berlino e, per ogni film che veniva girato in Italia, mi chiamava. Io andavo sempre con lei come ispettore di produzione».

Una collaborazione che ha portato Castellano a lavorare in molte parti del Paese. «Abbiamo girato tutta l’Italia, la Sardegna, Capri, Procida. Tutta l’Italia per tutti questi film tedeschi».

Il rapporto professionale, racconta Castellano, è sempre stato caratterizzato dalla grande attenzione al lavoro. «Non abbiamo mai sentito dire da qualcuno: “No, non è stato fatto bene”. Le produzioni erano sempre contente sia di lei sia di me, perché svolgevo un lavoro anche come lei e non volevo far fare delle brutte figure».

Michele, Sandra in “Uscita Genova”

Per Castellano, quella collaborazione ha rappresentato anche un ponte tra il cinema tedesco e il territorio italiano.

«Se non era per lei che portava i film in Italia, in Italia i film tedeschi non c’erano proprio». Un riconoscimento che va quindi oltre il semplice rapporto professionale.

«È stata una bella esperienza. Sandra è una persona squisita, una persona veramente che merita. Abbiamo fatto tutte le cose belle che potevano esserci e devo veramente ringraziarla perché ha portato dei film tedeschi qui in Italia».

La collaborazione con Paspirgilis racconta così una parte meno visibile del lavoro cinematografico: quella di chi costruisce, organizza e rende possibile una produzione molto prima che le telecamere inizino a girare.

Ed è proprio in questo ruolo che Castellano ha trascorso gran parte dei suoi cinquant’anni nel cinema, muovendosi tra produzioni italiane e straniere e seguendo set in Liguria, Sardegna, Campania, Capri, Procida e in molte altre località.

Michele Placido e Michele Castellano nell’allora discoteca Shalom

I film e le produzioni che hanno segnato il percorso

Nel lungo elenco della sua attività compaiono film, fiction, produzioni televisive e internazionali.

Tra i titoli ricordati da Castellano ci sono Genova a mano armata, film del 1976 diretto da Mario Lanfranchi e distribuito nelle sale italiane il 4 dicembre dello stesso anno.

C’è poi L’angelo con la pistola, diretto da Damiano Damiani, con Remo Girone ed Eva Grimaldi. Il film arrivò nelle sale nel gennaio 1992.

Nel 1992 uscì anche Infelici e contenti, la commedia di Neri Parenti con Renato Pozzetto ed Ezio Greggio. La distribuzione italiana è datata ottobre 1992.

Michele Castellano in “Se ci sarà un giorno”

Un’altra esperienza importante è legata a Se ci sarà un giorno, il film televisivo dedicato alla giovinezza di Sandro Pertini. La produzione fu realizzata nel 1993, con Maurizio Crozza nel ruolo del futuro presidente, e le riprese interessarono Savona e dintorni.

Castellano ricorda anche Padre e figlio, diretto da Pasquale Pozzessere, con Michele Placido e Stefano Dionisi. Il film, ambientato a Genova, è del 1994.

Nel 1995 arrivò invece Viaggi di nozze di Carlo Verdone, con le riprese effettuate anche a Genova e Santa Margherita secondo il ricordo di Castellano. Il film uscì nelle sale il 15 dicembre 1995.

Tra le esperienze successive c’è anche Branchie, film del 1999 girato in parte a Genova, con una sequenza ambientata all’Acquario. L’uscita italiana è del 12 novembre 1999.

Michele Castellano, Remo Girone e Giorgio Nencini

Tra i ricordi più particolari c’è quello legato a Buonanotte Topolino, il film del 2006 diretto da Jan Henrik Stahlberg e girato anche a Genova. La pellicola, il cui titolo originale era Bye Bye Berlusconi!, fu presentata alla Berlinale il 10 febbraio 2006. Qui Castellano partecipò anche davanti alla macchina da presa.

Ma nel suo racconto c’è un episodio che coinvolge direttamente anche il giornalista che lo ha intervistato.

«Abbiamo fatto con un mio amico, con una macchina, un’Alfa Romeo», racconta Castellano. La scena prevedeva un inseguimento. Castellano era a bordo dell’auto con l’amico alla guida.

«Ci avevano chiamato, eravamo una pattuglia, una pattuglia in borghese ed ero con il mio amico». Poi la discesa da Scarpino.

«Eri proprio tu che facevi l’autista e io ero a tuo fianco con la paletta di fuori e mi hai fatto un po’ tremare». Un ricordo che, a distanza di anni, Castellano racconta ancora con un sorriso.

Nel curriculum ricordato da Castellano figurano inoltre Fuga d’amore, Il solista, Il medico di Capri, Qualcosa di più, Romeo e Giulia, Misteri, Il capitano, Le petroliere, Uscita Genova, il film televisivo sul sequestro dell’Achille Lauro, una produzione sui Mondiali del 1990, Amico mio e altri lavori.

Michele interpreta un poliziotto in “Mondiali ’90”

Non si tratta soltanto di una filmografia personale. In molti casi Castellano ha seguito la macchina produttiva, occupandosi di quello che accade lontano dalla macchina da presa.

Permessi, location, organizzazione, comparse e rapporti con la produzione sono stati per decenni il suo lavoro.

«Con Celentano ridevamo e raccontavamo barzellette»

Tra i ricordi più cari c’è quello del lavoro con Adriano Celentano.

«Sono stato sul set con Celentano, che è una persona stupenda, gradevole. Ci raccontavamo delle barzellette».

Castellano ricorda anche un dettaglio apparentemente marginale, ma capace di riportarlo immediatamente a quegli anni: i pantaloni a due colori e larghi in fondo, che indossava anche lui.

«Quando ho fatto il film, ero qui a Genova, avevo 30 anni. Con Claudia Mori ci siamo divertiti a dire un sacco di cose. È stato bellissimo».

E quando gli si chiede se Celentano fosse davvero un uomo burbero, la risposta è netta: «No, assolutamente. È una persona squisita».

Michele con un regista particolare, Celentano

Dal set con Crozza a una discesa da brividi

Alcuni ricordi, però, sono legati anche alla paura.

Durante le riprese di Se ci sarà un giorno, Castellano ricorda un episodio nato dalla ricerca di una comparsa.

La persona inizialmente scelta per interpretare il portiere di un albergo non si presentò alla chiamata. Fu necessario trovare rapidamente un sostituto.

«È venuto un marocchino, ben messo, alto, grosso, che aveva un banchetto a Piazza Campetto».

Il problema arrivò quando bisognò adattargli i vestiti del personaggio. Gli abiti non andavano bene e il nuovo interprete dovette anche tagliarsi i capelli. Poi arrivò la persona che era stata chiamata inizialmente.

«A un certo punto si presenta la persona che avevano già chiamato per prima». Un piccolo incidente organizzativo diventato, a distanza di anni, uno degli episodi che Castellano ricorda con maggiore divertimento.

Con Maurizio Crozza, invece, il ricordo è legato a una scena più movimentata.

Castellano interpretava una guardia penitenziaria e doveva controllare l’attore.

«L’avevo preso un po’ di brutto perché gli riaprivo la bocca per vedere se aveva qualcosa. Lui mi disse: “Vai piano, amico”». Una frase rimasta nella memoria di Castellano, anche perché in quel momento non era ancora un attore abituato al set. «Non sapevo ancora come dovevo fare».

Le controfigure e quei momenti davvero pericolosi

Un altro episodio risale a una produzione tedesca girata in Sardegna.

Castellano si trovò a fare la controfigura di un attore che non voleva affrontare una scena considerata troppo pericolosa.

«Scendevamo con la macchina dei Carabinieri e poi ci tagliava la strada un camion. La strada era larga un metro e mezzo». La paura, racconta oggi, fu enorme. «Ho avuto una paura immensa, proprio grandissima paura».

Il cinema, in quegli anni, poteva quindi significare anche questo: non soltanto organizzare un set, ma ritrovarsi dentro la scena.

Giorgio e Michele sul set di Infelici e contenti

L’incontro con Giorgio Nencini e una carriera diventata autonoma

Il rapporto con Giorgio Nencini è stato fondamentale per l’inizio della carriera.

Con il passare degli anni, però, i ruoli cambiarono.

Castellano cominciò a essere chiamato direttamente come ispettore di produzione e, successivamente, come direttore di produzione.

Nencini, ormai anziano, viveva con qualche difficoltà il fatto che il suo allievo fosse diventato una figura autonoma nell’ambiente.

«Quando io iniziai a fare le cose in produzione cinematografica, lui ci pativa un po’. Io uscivo sui giornali, andavo fuori. Era un po’ geloso di questa cosa».

È un passaggio umano dentro una storia professionale lunga mezzo secolo.

Nencini gli aveva aperto la porta del cinema. Castellano, nel frattempo, aveva costruito la propria strada.

Verdone e Castellano durante le riprese di Viaggi di nozze

«Sono in pensione, ma mi chiamano ancora»

Oggi Castellano è in pensione. Ma il cinema, racconta, non è davvero uscito dalla sua vita.

E c’è ancora un progetto.

Castellano ha prodotto due cortometraggi, Tuffi e Chiedi al mare, e vorrebbe realizzarne un altro. Non anticipa troppo della storia, ma solo il titolo “Guardarsi negli occhi”.

Racconta soltanto che al centro ci sarà «un signore di una certa età che è insieme a una ragazza da tanti anni, lui molto più vecchio di lei». Poi si ferma. «Altrimenti poi si finisce tutto. Spoileriamo i fatti».

Cinquant’anni dopo quel primo incontro casuale sulla strada, la storia non sembra ancora finita.

Del resto, per Michele Castellano il cinema è cominciato senza che lo cercasse. È diventato prima un lavoro, poi una professione e infine una parte della sua vita.

E oggi, a cinquant’anni esatti da quel 14 agosto 1976, continua a esserci ancora un set da immaginare. (Foto: tutte le immagini sono pubblicate su gentile concessione di Michele Castellano, proprietario delle fotografie).

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