La storia torna a unire Lucera e Jesi nel nome di Federico II. A 56 anni dal gemellaggio proclamato nel 1970, le due città hanno scelto di rilanciare quel legame attraverso un nuovo Protocollo d’Intesa per la cooperazione istituzionale e culturale, sottoscritto venerdì 7 agosto al Palatium Svevo. L’obiettivo è trasformare la memoria condivisa dell’imperatore in un programma stabile fatto di iniziative, scambi, ricerca, turismo culturale e progetti rivolti soprattutto alle nuove generazioni.
L’iniziativa, promossa dall’Archeoclub d’Italia APS – Sede di Lucera “Minerva” alla vigilia dell’apertura del Villaggio Medievale e della 43esima edizione del Torneo delle Chiavi, ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sul recupero del Palatium e sul progetto del futuro Polo Museale “Stupor Mundi”.
Il Palatium verso il Polo Museale “Stupor Mundi”
La prima parte della serata, moderata da Anna Pia Urbano, segretaria dell’Archeoclub di Lucera, è stata dedicata al percorso di restauro e rifunzionalizzazione del Palatium. Salvatore Fabio de Vita, Michele Zolli e Pasqualina Casierohanno ripercorso le diverse tappe dell’iter progettuale, avviato con il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del 2016, approvato dal Comune nel 2019 e proseguito con la gara Invitalia del 2021. Il progetto definitivo è stato approvato nel 2025, mentre nel 2026 è arrivato il via libera all’esecutivo.
L’intervento punta a conciliare la tutela dell’edificio con una nuova funzione culturale, attraverso restauri ispirati ai principi del minimo intervento e della distinguibilità. Nel Palatium dovrebbero trovare spazio ambienti museali, una mediateca, una sala conferenze e aree per manifestazioni all’aperto, restituendo così al complesso un ruolo centrale nella vita culturale lucerina.
Un nuovo appuntamento di progettazione partecipata è previsto per settembre e coinvolgerà lo Studio Associato Guadagno e Carafa di Caserta insieme a istituzioni, associazioni, scuole e professionisti.
La firma del nuovo Protocollo d’Intesa
Il momento principale della serata è arrivato con la tavola rotonda “Lucera incontra Jesi nel nome di Federico II” e la successiva firma dell’accordo da parte dei sindaci Lorenzo Fiordelmondo e Giuseppe Pitta.
Il Protocollo integra e rilancia il gemellaggio del 1970, individuando una serie di settori nei quali costruire una cooperazione permanente. Dalla ricerca storica alla divulgazione, dagli itinerari di turismo culturale agli scambi tra scuole, università, associazioni e operatori turistici, fino all’organizzazione congiunta di mostre, convegni, eventi e attività didattiche.
A fare da filo conduttore è la figura di Federico II. Jesi è la città che diede i natali all’imperatore il 26 dicembre 1194, mentre Lucera divenne uno dei luoghi più significativi della sua politica. Tra il 1223 e il 1246 Federico II vi trasferì una numerosa comunità musulmana proveniente dalla Sicilia, dando vita alla colonia saracena e facendo della città un importante centro politico, amministrativo e culturale.
Particolare attenzione sarà riservata ai giovani, con progetti dedicati alla conoscenza, al dialogo interculturale, alla cittadinanza europea e all’innovazione.
Lucera e Jesi capofila delle città federiciane
Tra gli obiettivi più ambiziosi figura la nascita del “Patto delle Città Federiciane per la Cultura e la Conoscenza”, con Lucera e Jesi candidate al ruolo di città capofila.
L’idea è quella di costruire progressivamente una rete nazionale tra i territori italiani legati alla storia di Federico II, facendo dell’eredità federiciana non soltanto un elemento identitario, ma il punto di partenza per una progettazione comune.
I temi indicati spaziano dal dialogo tra Oriente e Occidente alla scienza, dalla ricerca alla tutela del patrimonio culturale, passando per legalità, ambiente e rapporto tra uomo e natura, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla conoscenza. Una prospettiva che punta a portare il rapporto tra Lucera e Jesi anche su un piano europeo e sovranazionale.
Nel progetto rientra anche il Premio Giornalistico Scolastico Nazionale “Federico II – Raccontare il futuro”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado delle due città e potenzialmente estendibile agli istituti degli altri centri federiciani italiani. Il giornalismo viene proposto ai ragazzi come strumento di ricerca della verità, educazione civica e partecipazione democratica.
Quel gemellaggio nato nel 1970
Il nuovo accordo affonda le proprie radici nel gemellaggio celebrato nel giugno del 1970. Il primo appuntamento si tenne il 21 giugno a Lucera, con l’arrivo della delegazione jesina e la consegna di una pergamena realizzata dall’artista foggiano Luigi Zaccheria.
Una settimana più tardi, il 28 giugno, fu la delegazione lucerina a raggiungere Jesi. Al Teatro Pergolesi venne consegnata una seconda pergamena, ancora oggi conservata a Palazzo Mozzagrugno, nell’anticamera dell’ufficio del sindaco.
“Oggi, 28 del mese di giugno nell’anno 1970, la cittadinanza jesina – rappresentata dai suoi Amministratori – proclama il gemellaggio con l’antica e nobile città di Lucera, con la quale, storicamente collegata nel nome eccelso di Federico II, intende procedere verso l’avvenire in comunione di propositi e in unità di intedimenti. Jesi a Lucera come documento del proclamato patto di amicizia, addì 28 giugno 1970”.
Il documento fu sottoscritto dagli allora sindaci Alberto Borioni e Vincenzo Scarano, insieme a Pacifico Carotti e Gennaro Vecchiarino, quest’ultimo all’epoca presidente della Pro Loco lucerina e tra i promotori del gemellaggio.
La pergamena, opera di Alberto Archetti, raffigura Federico II sulla base dell’incisione contenuta nei “Ritratti di cento capitani illustri” di Aliprando Caprioli, pubblicati a Roma nel 1596. Di quella stagione resta anche l’opuscolo “Gemellaggio Lucera-Jesi, 21 giugno 1970”, realizzato dall’Amministrazione comunale dell’epoca.
Il lavoro dell’Archeoclub per riannodare il rapporto
Il rilancio del gemellaggio è maturato nell’ambito delle attività dell’Archeoclub lucerino. La proposta è partita dalla socia Giovanna Sasso ed è stata condivisa con il presidente Walter di Pierro e il consigliere Paolo Antonio Cibelli, per poi essere sottoposta al Direttivo e ai soci.
Nel percorso è stato coinvolto anche il consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura Gianni Finizio, nel ruolo di raccordo con l’Amministrazione comunale. Alla costruzione dell’iniziativa ha collaborato inoltre Alessandro Strinati, presidente dell’associazione Imperiales Friderici II.
La delegazione di Jesi alla scoperta di Lucera
Alla serata hanno preso parte anche la responsabile dell’Ufficio Turismo di Jesi Federica Micheli e una rappresentanza della Fondazione Federico II Hohenstaufen, guidata dal presidente Paolo Mariani e dalla vicepresidente Franca Tacconi.
Dagli interventi è emersa la possibilità per Lucera di assumere un ruolo importante all’interno di una rete più ampia dei luoghi federiciani, accompagnando però gli accordi istituzionali con iniziative concrete e durature.
Al termine dell’incontro, il vicepresidente dell’Archeoclub Simone De Troia ha accompagnato la delegazione in visita al Palatium e alla Fortezza. La serata è poi proseguita al Villaggio Medievale, nell’atmosfera dell’apertura del Torneo delle Chiavi.
La visita è continuata sabato 8 agosto. Fiordelmondo e Micheli, insieme ai rappresentanti dell’Archeoclub, hanno attraversato alcuni dei principali luoghi della città, dall’Anfiteatro Augusteo alla chiesa di San Francesco e alla Cattedrale, passando per il Municipio e il Teatro Garibaldi. Dopo il pranzo è stata la volta del Museo di Archeologia Urbana “G. Fiorelli”.

Prima della partenza, una tappa anche in via Jesi, scelta quasi come suggello simbolico di un rapporto che, dopo oltre mezzo secolo, prova ora a trovare nuova linfa.
Lo scambio dei doni ha concluso la visita, ma il percorso è destinato a proseguire. Il prossimo appuntamento sarà infatti a Jesi, dove le due comunità proveranno a dare seguito agli impegni assunti a Lucera e a trasformare il rinnovato gemellaggio in una collaborazione stabile, capace di tenere insieme memoria, cultura e futuro.
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Redazione
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