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14  agosto 2026
I rifugiati in Sud Sudan affrontano la fame estrema a causa dell’esaurimento dei finanziamenti umanitari
L’ultima assistenza alimentare e nutrizionale destinata ai 240.000 rifugiati più vulnerabili sarà erogata a settembre.

 

Oltre 650.000 rifugiati e richiedenti asilo in Sud Sudan rischiano di perdere ulteriormente l’accesso ad aiuti alimentari salvavita, supporto nutrizionale e altre forme di assistenza a causa di una grave carenza di finanziamenti. Questo lascerebbe famiglie fuggite da guerra e fame senza alcuna alternativa, hanno avvertito oggi l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

 

Senza finanziamenti immediati e urgenti, l’ultima assistenza alimentare e nutrizionale destinata ai 240.000 rifugiati più vulnerabili sarà erogata a settembre, interrompendo un sostegno vitale per centinaia di migliaia di persone già al limite della sopravvivenza. Si tratta degli ultimi beneficiari rimasti tra i 650.000 rifugiati che ricevevano assistenza alimentare nel Paese.

Per centinaia di migliaia di famiglie rifugiate, le conseguenze di un’interruzione degli aiuti essenziali sarebbero immediate e durature, con un aumento del rischio di malnutrizione e di sfruttamento e abusi nei confronti di donne e bambini. Una particolare preoccupazione per l’UNHCR riguarda il rischio di ulteriori movimenti transfrontalieri da parte di persone in cerca di cibo e assistenza.

 

L’allarme arriva mentre i conflitti nella regione continuano a costringere le persone ad attraversare le frontiere verso i Paesi vicini in cerca di cibo, riparo e sicurezza. In Sud Sudan, fino a 3.000 rifugiati e rimpatriati continuano ad arrivare ogni settimana dal Sudan, esercitando ulteriore pressione su risorse umanitarie già fortemente limitate.

 

«Stiamo assistendo al devastante impatto dei conflitti che costringono le persone a fuggire dalle proprie case unitamente ad una grave scarsità di risorse che aggrava ulteriormente la crisi», ha dichiarato Adham Effendi, Vice Direttore Paese del WFP in Sud Sudan. «Per i rifugiati e le comunità ospitanti, l’assistenza alimentare rappresenta spesso la differenza tra riuscire a resistere e precipitare nella crisi. Un sostegno urgente per salvare vite e mezzi di sussistenza è fondamentale per soddisfare i bisogni essenziali e ridurre la dipendenza a lungo termine dagli aiuti umanitari».

 

Il WFP deve far fronte immediatamente a un deficit di finanziamento di 37 milioni di dollari per la risposta ai rifugiati e a una carenza complessiva di 258 milioni di dollari per il resto del 2026, una situazione che minaccia il sostegno salvavita destinato a 4,2 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare in tutto il Paese.

 

Nel frattempo, l’UNHCR ha ottenuto soltanto il 28% dei 286 milioni di dollari necessari quest’anno per garantire attività fondamentali di protezione e assistenza a quasi quattro milioni di rifugiati, sfollati interni, rimpatriati e membri vulnerabili delle comunità ospitanti.

 

Questa crisi di finanziamento si sviluppa sullo sfondo di una delle più gravi emergenze alimentari al mondo. Oltre 7,8 milioni di persone in tutto il Sud Sudan, più della metà della popolazione, affrontano livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, mentre 2,2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta. Il WFP è già stato costretto a concentrare l’assistenza soltanto sulle famiglie rifugiate più vulnerabili, che ricevono appena il 50% di una razione alimentare completa.

 

Il previsto taglio del sostegno essenziale arriva nel pieno della stagione delle piogge, quando il cibo diventa più scarso, i prezzi di mercato aumentano e le strade allagate o deteriorate rendono sempre più difficile l’accesso umanitario. Molte famiglie rifugiate stanno già consumando pasti meno frequenti e meno abbondanti, contraendo debiti per acquistare cibo, vendendo i pochi beni posseduti e riducendo le spese per salute, istruzione e alloggio.

 

«Ogni settimana, migliaia di altri rifugiati continuano ad arrivare dal Sudan, insieme a sud sudanesi di ritorno nel loro paese, con quasi nulla, molti esausti, affamati e con urgente bisogno di protezione e assistenza», ha dichiarato Mesfin Degefu, Vice Rappresentante dell’UNHCR in Sud Sudan. «Allo stesso tempo, vediamo rifugiati che vivono in Sud Sudan da molti anni e che stanno lavorando per ricostruire la propria vita e raggiungere una maggiore autosufficienza. Interrompere l’assistenza in questo momento comprometterebbe i progressi faticosamente ottenuti nei settori dell’istruzione, dei mezzi di sostentamento e della resilienza, e potrebbe costringere le famiglie rifugiate a compiere scelte disperate, inclusa la prosecuzione del viaggio lungo rotte pericolose per sopravvivere.»

 

Il Sud Sudan ha continuato a mantenere una politica di frontiere aperte per i rifugiati, nonostante debba affrontare significative sfide umanitarie e di sviluppo. Dallo scoppio della guerra in Sudan nel 2023, oltre 1,4 milioni di rifugiati e rimpatriati hanno attraversato il confine entrando in Sud Sudan.

L’UNHCR e il WFP rivolgono congiuntamente un appello alla comunità internazionale affinché fornisca finanziamenti immediati e flessibili per prevenire la sospensione degli aiuti salvavita e proteggere le famiglie che si trovano in prima linea in questa crisi regionale.

 

Informazioni sull’UNHCR

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, è un’organizzazione globale dedicata a salvare vite, proteggere i diritti e costruire un futuro migliore per le persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti e persecuzioni. Guida l’azione internazionale per la protezione dei rifugiati, delle comunità sfollate con la forza e degli apolidi.

 

Informazioni sul WFP

 

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è la più grande organizzazione umanitaria del mondo. Salva vite nelle emergenze e utilizza l’assistenza alimentare per creare un percorso verso la pace, la stabilità e la prosperità per le persone che si stanno riprendendo da conflitti, disastri e dagli effetti del cambiamento climatico.


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