La fascia di rispetto è un’area limitrofa a beni pubblici o strade, dove sono imposti vincoli che vietano o limitano fortemente la costruzione per proteggere l’interesse pubblico. Questi vincoli possono riguardare diverse categorie. Ecco le tipologie, le normative di riferimento e le opere ammesse in questa zona.
Il mancato rispetto delle fasce di rispetto comporta diverse conseguenze legali e sanzioni. Per evitare rischi legali e garantire la conformità alle distanze previste, risulta vantaggioso progettare con il supporto di un software avanzato di progettazione edilizia, che ti consente di ottenere planimetrie dettagliate e facilita l’integrazione armoniosa della costruzione nel contesto circostante.
Cosa sono le fasce di rispetto?
Le fasce di rispetto sono aree specifiche in prossimità di beni pubblici o di interesse pubblico, dove sono imposte restrizioni significative all’edificazione. Queste restrizioni hanno lo scopo di tutelare la sicurezza pubblica, l’ambiente e il patrimonio culturale.
Le fasce di rispetto possono essere considerate sia come zone fisiche che come norme legali che limitano i diritti di proprietà, in particolare il diritto di costruire.
Tipologie di fasce di rispetto
Esistono diverse tipologie di fasce di rispetto, tra cui:
- fasce di rispetto stradale: si applicano lungo le strade e autostrade;
- fasce di rispetto ferroviarie: riguardano le aree adiacenti alle ferrovie;
- fasce di rispetto cimiteriali: limitano le costruzioni vicino ai cimiteri;
- fasce di rispetto per aeroporti: regolano le aree circostanti gli aeroporti;
- fasce per acque pubbliche: impongono restrizioni vicino a corsi d’acqua.
Fascia di rispetto stradale
Quando si parla di fascia di rispetto stradale, si fa riferimento a quella zona di terreno che circonda le strade, autostrade, ferrovie e altre infrastrutture di trasporto, destinata a garantire la sicurezza pubblica, la protezione ambientale e il corretto sviluppo urbanistico.
Le fasce di rispetto stradale sono definite dalla normativa nazionale per prevenire la costruzione di edifici o altre strutture troppo vicine alle infrastrutture, minimizzando rischi legati alla sicurezza stradale e garantendo la preservazione del paesaggio.
Queste zone sono disciplinate principalmente dal Codice della Strada e dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/01), che stabiliscono i criteri e i limiti per le costruzioni, le ristrutturazioni e gli interventi in prossimità delle infrastrutture stradali e ferroviarie.
Le strade sono suddivise in sei categorie principali:
- autostrade (Tipo A);
- strade extraurbane principali (Tipo B);
- strade extraurbane secondarie (Tipo C);
- strade urbane di scorrimento (Tipo D);
- strade urbane di quartiere (Tipo E);
- strade locali (Tipo F).
Le distanze minime consentite per costruire rispetto alle strade sono le seguenti:
- fuori dai centri abitati:
- 60 m per le strade di tipo A;
- 40 m per le strade di tipo B;
- 30 m per le strade di tipo C;
- 20 m per le strade di tipo F;
- 10 m per le “strade vicinali”;
- dentro i centri abitati:
- 30 m per le strade di tipo A;
- 20 m per le strade di tipo D.
Non sono stabilite distanze minime per le strade di tipo E ed F.
Opere ammesse in fasce di rispetto stradale
Queste fasce sono generalmente inedificabili, il che significa che non possono essere utilizzate per costruzioni o altre attività edificatorie, ma ci sono eccezioni e specifiche normative che ne regolano l’uso.
Tra le opere permesse all’interno delle fasce di rispetto si trovano:
- piste ciclopedonali: percorsi sicuri per pedoni e ciclisti;
- parcheggi: aree dedicate alla sosta dei veicoli, utili per migliorare la viabilità;
- barriere antirumore: soluzioni per ridurre l’inquinamento acustico causato dal traffico;
- impianti di distribuzione carburante: stazioni di servizio che rispettano criteri di sicurezza e distanza definiti dalla normativa.
Fasce di rispetto autostradale
Le fasce di rispetto autostradale sono aree di protezione stabilite dalla normativa per garantire la sicurezza della circolazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Queste fasce sono caratterizzate da un divieto assoluto di edificabilità, che si applica sia alle nuove costruzioni che agli ampliamenti o ricostruzioni di edifici esistenti.
All’interno di questa fascia non sono ammesse nuove costruzioni, ricostruzioni o ampliamenti di edifici esistenti. Inoltre, anche opere minori, come sopraelevazioni, sono soggette a questo divieto, rendendo la fascia un’area completamente inedificabile.
Opere ammesse in fascia di rispetto autostradale
La sentenza n. 536/2019 del TAR Emilia Romagna ha confermato il carattere assoluto del vincolo di inedificabilità nelle fasce di rispetto autostradali. Nel caso in esame, una società, dopo l’ampliamento della terza corsia dell’autostrada A14, si è vista respingere il progetto di arretramento di una pista di karting situata nella fascia di rispetto. Contestando la decisione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della società Autostrade, la società ha sostenuto che le norme non si applicano alla pista, non essendo un’opera sopraelevata pericolosa per la circolazione. Tuttavia, il TAR ha rigettato il ricorso, sottolineando che il divieto non si limita alla prevenzione di ostacoli fisici per la sicurezza, ma mira a garantire al concessionario lo spazio necessario per manutenzioni, cantieri e opere accessorie, senza eccezioni per la tipologia delle costruzioni.
Fascia di rispetto ferroviario
La fascia di rispetto ferroviario rappresenta un’area dedicata a tutelare sia le infrastrutture ferroviarie che la sicurezza pubblica. Essa è regolamentata principalmente dal D.P.R. 753/1980, che definisce le distanze minime da rispettare per la costruzione di edifici o manufatti nei pressi delle linee ferroviarie.
In base all’articolo 49, non è permesso costruire, ricostruire o ampliare edifici o strutture di qualsiasi tipo a meno di 30 metri, misurati in orizzontale, dal bordo più vicino della ferrovia.
Art. 49 – D.P.R. 753/1980
Lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale, minore di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia. La norma di cui al comma precedente si applica solo alle ferrovie con esclusione degli altri servizi di pubblico trasporto assimilabili ai sensi del terzo comma dell’art. 1.
Per quanto riguarda tramvie, metropolitane e funicolari su rotaia, il limite è ridotto a 6 metri dalla rotaia più vicina, sempre misurati in orizzontale. Inoltre, in alcuni casi, questa distanza deve essere aumentata, in modo che le costruzioni non siano mai a meno di 2 metri dal bordo di scarpate o dal piede di rilevati (cioè le pendenze o le basi dei terrapieni della ferrovia).
Inoltre, l’articolo 56 stabilisce che non è possibile depositare materiali entro 6 metri dalla ferrovia, con un limite di 20 metri per materiali infiammabili.
Art. 56 – D.P.R. 753/1980
Sui terreni adiacenti alle linee ferroviarie qualsiasi deposito di pietre o di altro materiale deve essere effettuato ad una distanza tale da non arrecare pregiudizio all’esercizio ferroviario.
Tale distanza non deve essere comunque minore di metri sei, da misurarsi in proiezione orizzontale, dalla più vicina rotaia e metri due dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati quando detti depositi si elevino al di sopra del livello della rotaia.
La distanza di cui al comma precedente è aumentata a metri…
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Stefania Spagnoletti
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