ISO 11228: riferimento per la valutazione del rischio da MMC


La movimentazione manuale dei carichi si riferisce a tutte quelle operazioni che implicano il trasporto o il sostegno di un carico, potenzialmente rischiose per i lavoratori a causa del sovraccarico biomeccanico, in particolare a carico della zona dorso-lombare. Tra queste attività rientrano le seguenti azioni: sollevamento, deposizione, spinta, trazione, trasporto e spostamento.

Assicurarsi della corretta movimentazione manuale dei pesi, che ci si trovi in un cantiere edile o in qualunque altro ambiente di lavoro, fa parte degli obblighi sulla sicurezza in capo al datore di lavoro e di chi sovrintende alla sicurezza di esso con tutti i rischi legati a responsabilità che possono sfociare anche nel penale.

É per questo che per gli adempimenti necessari alla sicurezza dei luoghi di lavoro e per non sbagliare con il rischio di incappare in pesanti sanzioni, ti suggerisco di affidarti ad un software per la redazione del DVR che ti consente di eseguire la valutazione del rischio in modo professionale e semplice partendo dal disegno dei luoghi di lavoro. Potrai, inoltre, accedere a relazioni sempre aggiornate secondo la normativa vigente ed evitare così di commettere errori.

Quante sono le parti che compongono la norma ISO 11228

Le tre parti di cui si compone la norma stabiliscono le raccomandazioni ergonomiche per differenti compiti di movimentazione manuale. Queste sono:

  • UNI ISO 11228-1: 2022 – riguarda l’analisi del rischio per operazioni di sollevamento, abbassamento e trasporto manuale di carichi;
  • UNI ISO 11228-2: 2009 – si riferisce alla valutazione del rischio per operazioni di traino e spinta manuale dei carichi;
  • UNI ISO 11228-3: 2009 – analizza i compiti ripetitivi di movimentazione di piccoli carichi ad alta frequenza.

UNI ISO 11228-1: sollevamento, abbassamento e trasporto

La parte 1 della UNI ISO 11228 specifica i limiti raccomandati per il sollevamento, l’abbassamento e il trasporto manuale, tenuto conto della intensità, della frequenza e della durata del compito lavorativo.

Essa:

  • si applica alla movimentazione manuale di oggetti con massa di 3 kg o più e a una velocità di cammino moderata, cioè compresa tra 0,5 m/s e 1,0 m/s, lungo una superficie orizzontale;
  • si basa su una giornata di lavoro di 8 ore ma considera anche tempi di lavoro più prolungati fino a 12 ore;
  • indirizza all’analisi di combinazioni di compiti di sollevamento, abbassamento e trasporto nello stesso turno di lavoro quotidiano.

Tuttavia, la norma:

  • non considera il mantenimento di oggetti (senza cammino), il traino e la spinta di oggetti o la movimentazione manuale da seduti. Il traino e la spinta di oggetti sono considerati in altre parti della serie ISO 11228;
  • non considera neppure la movimentazione manuale di persone o animali (per altre informazioni sulla movimentazione delle persone si può fare riferimento alla ISO/TR 12296);
  • non riguarda il sollevamento manuale di oggetti laddove si usino apparecchiature di ausilio al sollevamento, come gli esoscheletri;
  • non prende in considerazione le necessità di donne in gravidanza o di persone con disabilità.

Valutazione del rischio

Il modello riportato dalla norma descrive le fasi coinvolte nell’avvio e nella completa elaborazione di una valutazione del rischio dei compiti di movimentazione manuale, compreso il sollevamento e il trasporto. Inizialmente, viene determinata la massa dell’oggetto da movimentare: se è maggiore di 3kg, la valutazione del rischio continua.

Il compito viene ulteriormente analizzato per determinare se la massa supera i limiti raccomandati per la movimentazione (fase 1).

L’utente deve apportare modifiche laddove i limiti vengono superati. In quei compiti in cui il sollevamento e il trasporto sono ripetitivi, la valutazione continua usando la procedura di valutazione rapida (fase 2).

In base al risultato della fase 2, il compito può:

  • richiedere modifiche immediate per la sicurezza;
  • essere determinato come accettabile;
  • necessitare di un’ulteriore e più dettagliata valutazione del rischio.

La fase 3 viene usata anche per valutare i compiti che si svolgono con posture non ideali.

La condizione di riferimento della postura di sollevamento e abbassamento manuale per la movimentazione manuale è:

  • una postura eretta e simmetrica del tronco;
  • un’inclinazione sagittale del tronco non maggiore di 15 gradi dalla verticale per adattarsi alla postura naturale della schiena;
  • la distanza orizzontale tra l’oggetto da movimentare e il centro di massa del lavoratore il più vicino possibile;
  • l’altezza della presa compresa tra l’altezza delle nocche e del gomito per il sollevamento o tra l’altezza delle nocche e della spalla per il trasporto.

Le fasi 4 e 5 assistono nell’ulteriore valutazione del compito per la massa cumulativa per il sollevamento e il trasporto.

Modello graduale della UNI ISO 11228-1

Modello graduale della UNI ISO 11228-1

Limite raccomandato per il sollevamento, l’abbassamento e il trasporto manuale

Ogni volta che un oggetto di 3Kg o più viene sollevato o trasportato, deve essere eseguita una valutazione del rischio, a partire dal controllo preliminare (fase 1).

Controllo preliminare (fase 1)

Un controllo preliminare di sollevamento e trasporto non ripetitivo richiede la determinazione della massa dell’oggetto. Il limite raccomandato per la massa dell’oggetto, indicato come massa di riferimento, mref e basato sulle caratteristiche della popolazione è presente nell’appendice B.

Valutazione rapida del sollevamento e del trasporto ripetitivo (fase 2)

Il controllo dei compiti di sollevamento e trasporto ripetitivo di oggetti di 3 kg o più viene eseguito usando la procedura rapida. La procedura di valutazione rapida mira a identificare, senza bisogno di calcoli, la presenza di due condizioni di esposizione opposte:

  • condizione accettabile, in cui non è stato identificato un rischio inaccettabile;
  • condizione critica, in cui è stato identificato un rischio inaccettabile.

Quando una di queste condizioni è soddisfatta, non è necessario eseguire una valutazione più dettagliata del livello di esposizione. I prospetti di seguito riportati (prospetto 1 e 2) sono utilizzati per stabilire la condizione di rischio accettabile. Se tutte le condizioni elencate sono presenti, il compito esaminato è accettabile e non è necessario continuare con una valutazione del rischio.

UNI ISO 11228-1 prospetto 1UNI ISO 11228-1 prospetto 1

UNI ISO 11228-1: prospetto 1

UNI ISO 11228-1 Prospetto 2UNI ISO 11228-1 Prospetto 2

UNI ISO 11228-1 Prospetto 2

Se una delle risposte è no, allora deve essere utilizzato il prospetto 3 per confermare se ci sono condizioni critiche. Se una di queste condizioni è soddisfatta, il compito non deve essere eseguito prima di apportare modifiche.

UNI ISO 11228-1 prospetto 3UNI ISO 11228-1 prospetto 3

UNI ISO 11228-1 prospetto 3

In entrambi i casi, il prospetto 4 deve anche essere utilizzato sistematicamente per identificare la presenza di qualsiasi caratteristica sfavorevole dell’ambiente di lavoro o dell’oggetto che potenzialmente aumentano ulteriormente il rischio del compito.

UNI ISO 11228-1 prospetto 4UNI ISO 11228-1 prospetto 4

UNI ISO 11228-1 prospetto 4

Limiti raccomandati per massa, frequenza e posizione dell’oggetto (fase 3)

Quando nessuna delle due condizioni identificate nella fase 2 viene soddisfatta, è necessario condurre una valutazione del rischio per determinare i limiti raccomandati per il compito.
Per determinare il limite di massa raccomandato (RML) tenendo conto della postura di lavoro, della posizione dell’oggetto e delle frequenza e durata del sollevamento è necessario utilizzare le seguenti formule:

RML= mref · hM · VM · dM · αM · f· C· [OM · P· εM]

Se α > 135 allora αM = 0

Limite raccomandato per la massa cumulativa al giorno (fase 4)

La massa cumulativa in un certo periodo viene calcolata come prodotto della massa e della frequenza di trasporto. Questi valori sono limitati nelle fasi 1,2 e 3. In questo modo, la massa di riferimento non può essere maggiore di un massimo di 25 kg e la frequenza di trasporto non dovrebbe mai essere maggiore di un massimo di 15 volte al minuto.

Limite raccomandato per la massa di trasporto cumulativa in relazione ai modelli di tempo, alla distanza e ad altri fattori di influenza (fase 5)

Per il trasporto con condizioni di riferimento in atto, i limiti raccomandati per la massa cumulativa, considerando i diversi scenari di durata del trasporto, sono presentati nel seguente prospetto (prospetto 5).

UNI ISO 11228-1 prospetto 5UNI ISO 11228-1 prospetto 5

UNI ISO 11228-1 prospetto 5

Indice di sollevamento

L’indice di sollevamento è il rapporto tra la massa dell’oggetto (m) e l’RML per una particolare condizione di sollevamento. Fornisce un’indicazione del livello di esposizione alle richieste fisiche complessive per attività di sollevamento ripetitive. Può essere usato per confrontare i rischi tra i diversi compiti di sollevamento.

LI = m/RML

Se LI ≤ 1 è una condizione accettabile;

Se LI > 1: valutare il livello di esposizione e stabilire le priorità.

L’equazione di cui sopra per l’LI è stata ottenuta in modo da comprendere 3 modalità di calcolo aggiuntive:

  • indice di sollevamento composito (CLI);
  • indice di sollevamento sequenziale (SLI);
  • l’indice di sollevamento variabile (VLI).

UNI ISO 11228-2: spinta e traino

La norma UNI ISO 11228-2 consente di valutare e caratterizzare i rischi connessi ad attività di traino e spinta svolte da un lavoratore adulto in posizione eretta, che applica la forza con entrambe le mani per muovere (o arrestare) un oggetto (generalmente un carrello).
Il protocollo prevede la valutazione del rischio secondo gradi di approfondimento successivi, attraverso i quali si procede:

  • all’identificazione dei pericoli (forza, postura, distanza percorsa, caratteristiche dell’oggetto, caratteristiche individuali dell’operatore, organizzazione del lavoro);
  • alla stima del rischio;
  • alla valutazione e alla quantificazione del rischio.

Valutazione del rischio

La norma si articola in diverse fasi di analisi del rischio:

  • identificazione dei pericoli: riguarda elementi come la forza necessaria, la postura, la distanza da percorrere, le caratteristiche dell’oggetto da movimentare e quelle individuali dell’operatore;
  • stima del rischio: si effettua attraverso metodi specifici che permettono di quantificare il livello di rischio;
  • valutazione e quantificazione del rischio: una volta identificati e stimati i rischi, si procede alla loro classificazione come accettabili o inaccettabili.

Metodi di valutazione

La norma propone due principali metodi di analisi:

  • metodo 1: rapido e basato su una check-list che consente di stimare il rischio in base a vari parametri, come l’altezza delle maniglie, la distanza percorsa e la forza applicata. I valori di forza vengono confrontati con le tabelle psicofisiche di Snook e Ciriello per determinare l’indice di rischio;
  • metodo 2: utilizzato quando il primo metodo rileva condizioni di rischio elevato. Permette di calcolare i limiti di accettabilità in base alla forza muscolare e alla compressione nella zona lombare.

Fattori di rischio

La norma individua vari fattori che possono influenzare il rischio:

  • forza: si distingue tra la forza iniziale, necessaria per avviare il movimento, e quella di mantenimento, per proseguire il movimento. Entrambe sono influenzate dalla distanza percorsa, dalle caratteristiche dell’oggetto e dal numero di cicli di movimentazione;
  • postura: una postura adeguata riduce il rischio di traumi muscolo-scheletrici e aumenta l’efficacia dello sforzo. La posizione delle mani è cruciale per evitare movimenti innaturali;
  • frequenza, durata e distanza: maggiore è la frequenza e la durata dell’operazione, maggiore è il rischio di affaticamento. Anche la distanza tra il punto di carico e destinazione è un elemento critico;
  • caratteristiche del sistema di trasporto: la manovrabilità del carrello e la qualità delle ruote influenzano il livello di sforzo richiesto. Ruote adeguate e un’adeguata manutenzione del carrello possono ridurre il rischio;
  • condizioni ambientali: pavimentazioni irregolari o scivolose possono aumentare il rischio di incidenti. Anche l’illuminazione e il microclima devono essere adeguati;
  • caratteristiche individuali: l’età, il sesso e la condizione fisica dell’operatore devono essere considerati nella valutazione del rischio.

UNI ISO 11228-3: movimentazioni di bassi carichi ad alta frequenza

La UNI ISO 11228-3 si applica specificamente ai movimenti ripetuti degli arti superiori e fornisce linee guida per la valutazione del rischio e la progettazione di attività che coinvolgono movimenti ripetitivi.

La norma viene utilizzata per identificare e prevenire i rischi associati ai movimenti ripetitivi degli arti superiori, soprattutto in contesti di lavoro dove si usano strumenti o utensili, o si movimentano oggetti leggeri ad alta frequenza. Questi tipi di operazioni possono causare patologie da sovraccarico biomeccanico che colpiscono strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.

È importante sottolineare che la norma si applica solo alle attività che comportano movimenti ripetuti degli arti superiori, escludendo attività legate al sollevamento, trasporto, spinta o traino, o quelle che richiedono un sostegno statico di carichi. Per le attività più complesse che combinano movimenti ripetuti e altre operazioni, la valutazione dei rischi deve essere eseguita con metodi fisiologici, metabolici o psicofisici.

Metodi di valutazione del rischio

La norma suggerisce diversi metodi di valutazione del rischio, tra cui:

  • metodo 1 (check list): una lista di controllo strutturata in cinque passaggi che analizza fattori come ripetitività, applicazione della forza, posture incongrue, insufficienza di pause e altri elementi complementari. Le risposte sono classificate in tre categorie (verde per rischio trascurabile, giallo per rischio possibile, rosso per rischio elevato). Se tutte le risposte sono verdi, il rischio è trascurabile, mentre se alcune risposte rientrano nelle fasce gialla o rossa, è necessario un approfondimento;
  • metodo 2: OCRA, strain index e HAL/ACGIH TLV
    • OCRA: è il metodo più complesso e preciso, in grado di valutare attività che comprendono uno o più compiti ripetitivi. Considera vari fattori di rischio, come la ripetitività, la forza, la postura, la durata del turno e la presenza di pause;
    • Strain Index: valuta principalmente il rischio a carico della parte distale dell’arto superiore e non considera fattori complementari;
    • HAL/ACGIH TLV: si applica solo se il compito ripetitivo dura più di 4 ore e non prende in considerazione la postura o la durata del compito.

Aggiornamento 2026: nuova ISO 11228-3 sui movimenti ripetitivi degli arti superiori

Nel 2026 è stata pubblicata la nuova ISO 11228-3:2026, dedicata alla valutazione dei compiti lavorativi che comportano movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori. La norma aggiorna il riferimento tecnico per l’analisi del rischio da sovraccarico biomeccanico connesso ad attività manuali ripetitive, frequenti in molti contesti produttivi, come assemblaggio, confezionamento, uso di utensili, lavorazioni leggere, logistica e attività caratterizzate da cicli brevi e ripetuti.

La nuova edizione conferma l’obiettivo della parte 3 della ISO 11228: fornire criteri e raccomandazioni per identificare e valutare i fattori di rischio associati ai movimenti ripetitivi degli arti superiori, al fine di prevenire disturbi muscolo-scheletrici a carico di mani, polsi, gomiti, spalle e braccia. Tra i fattori da considerare rientrano la frequenza delle azioni, la durata dell’esposizione, la forza applicata, le posture incongrue, i tempi di recupero, l’organizzazione del lavoro e gli eventuali fattori complementari, come vibrazioni, impatti o condizioni ambientali sfavorevoli.

Una delle principali novità della ISO 11228-3:2026 riguarda la procedura di ingresso alla valutazione del rischio. La norma introduce un criterio preliminare, definito “key enter”, che consente di stabilire quando applicare la valutazione specifica: occorre verificare se sono presenti uno o più compiti ripetitivi degli arti superiori per una durata complessiva pari o superiore a un’ora per turno. In caso affermativo, si procede con la valutazione del rischio; in caso contrario, la parte 3 della ISO 11228 può non essere applicata, salvo che l’identificazione qualitativa dei pericoli evidenzi comunque condizioni meritevoli di approfondimento.

La ISO 11228-3:2026 rafforza inoltre il ruolo della valutazione rapida, o quick assessment, finalizzata a distinguere in modo preliminare le condizioni accettabili da quelle critiche o da quelle che richiedono un’analisi più dettagliata. Il risultato può quindi portare a tre esiti: nessuna ulteriore azione se il rischio è accettabile, riprogettazione immediata del lavoro se la condizione è critica, oppure valutazione analitica più approfondita quando la situazione non è chiaramente accettabile ma non risulta neppure immediatamente critica.

L’aggiornamento introduce anche una maggiore attenzione alla scelta dei metodi di valutazione. La norma richiama diversi strumenti, da applicare in funzione del tipo di attività, del settore produttivo, della complessità della mansione e del livello di dettaglio necessario. Questo approccio consente di valutare con maggiore coerenza anche i compiti multitask, le rotazioni tra postazioni e le situazioni in cui il rischio deriva dalla combinazione di più attività ripetitive svolte durante il turno.

Per le aziende, la nuova ISO 11228-3:2026 rappresenta quindi un riferimento utile per aggiornare la valutazione del rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori all’interno del DVR. L’aggiornamento non deve essere inteso come un semplice adeguamento formale, ma come un’occasione per verificare se le mansioni ripetitive siano state correttamente individuate, se i tempi di esposizione siano realistici, se i metodi utilizzati siano appropriati e se le misure di prevenzione adottate siano effettivamente efficaci.

 

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 Giuseppe De Luca

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