In occasione della presentazione, a Pechino, della settima edizione del Rapporto Annuale sullo Sviluppo dell’Italia, il cosiddetto Libro Blu, curato dall’Accademia cinese delle Scienze sociali (IES-CASS) in stretta collaborazione con l’Eurispes, sono emerse importanti riflessioni da parte degli esperti cinesi che hanno partecipato all’evento insieme agli esperti italiani, tra i quali il Presidente Gian Maria Fara. Riflessioni che aiutano a comprendere come viene letto e interpretato il nostro Paese nella realtà del “Dragone”.

Stabilità e pragmatismo del Governo Meloni

La Professoressa Luo Hongbo, presidente della Società cinese di studi italiani, ha sottolineato come l’esecutivo guidato dal Presidente Giorgia Meloni sia stabile e pragmatico (e proiettato a essere il più longevo della nostra storia repubblicana) e come, nel mantenere fissa la stella polare dell’interesse nazionale, abbia manifestato una solida capacità di reazione alle crisi di natura economica e sociale, dovendo fare i conti con debolezze strutturali quali la situazione demografica, i fattori di incertezza interni ed esterni, il mantenimento della fiducia dei cittadini.

Soft power e diplomazia culturale nelle relazioni tra Cina e Italia

Nel sistema di relazioni tra Cina e Italia, una funzione molto importante è svolta dalla diplomazia culturale, asset strategico del soft power del nostro Paese e che permette di costruire relazioni stabili e durature con visioni condivise tra civiltà diverse. L’integrazione di tali visioni permette, per esempio, all’Italia di comprendere il valore di iniziative di notevole peso specifico come l’iniziativa per la Civiltà Globale intrapresa dal Presidente cinese Xi Jinping il 15 marzo 2023: una strategia progettuale volta alla salvaguardia del reciproco rispetto nella diversità delle civiltà mondiali, dell’uguaglianza, dell’inclusione e del dialogo, per il superamento delle divergenze e dei sentimenti che sono spesso all’origine dei conflitti. 

In relazione agli sviluppi di una diplomazia culturale bilaterale, è da segnalare l’incontro tra il Ministro della Scienza e della Tecnologia cinese Yin Hejun e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini avvenuto a Pechino il 12 novembre 2025, e concluso con la firma di una dichiarazione congiunta e un Memorandum d’Intesa per la futura cooperazione scientifica. Il giorno successivo si è tenuto nella capitale, il secondo “Dialogo tra i Rettori delle Università dei due paesi” per una sempre maggiore cooperazione nel campo dell’istruzione.

La resilienza italiana di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche

Per la Professoressa Sun Yanhong, dell`Istituto cinese di studi europei, ogni analisi e interpretazione della realtà di uno Stato come l`Italia, non può non tener contro della trasformazione repentina di un ordine globale sempre più incerto, dovuto a tensioni geopolitiche acuite da numerosi conflitti che stanno ridefinendo gli equilibri globali, sancendo definitivamente il tramonto dell’unipolarismo americano a favore del multipolarismo-multicentrismo delle potenze emergenti. In questa cornice, l’Italia dimostra di essere una nazione resiliente, capace di districarsi tra alleanza transatlantica, Unione europea e competizione tra grandi potenze. 

Le vie diplomatiche e le vie commerciali che uniscono Cina e Italia

La Professoressa Sun Yanhong ha incentrato il suo intervento sul quadro politico, economico e di politica estera dell’Italia, ricordando che nel 2025 è ricorso il 55º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, oltre a essere stato un anno cruciale per la realizzazione del Piano d’azione per il rafforzamento del partenariato strategico globale (2024-2027). A ottobre dello scorso anno, c’è stata la visita in Italia del Ministro degli Esteri cinese Wang Yie, e nel mese successivo, in occasione del G20 in Sudafrica, i Premier di entrambi i paesi hanno avuto un incontro bilaterale.

A riprova delle solidità delle relazioni e degli interscambi valgono i dati della Dogana cinese secondo cui il volume del commercio intercorso tra Cina e Italia ha raggiunto quota 76,18 miliardi di dollari, con un aumento su base annua di circa il 5%, superando i 70 miliardi per il quinto anno consecutivo. È da registrarsi un rafforzamento della competitività dell’export cinese a causa dell’incremento della domanda italiana di principi attivi farmaceutici, macchinari, prodotti elettronici, elettrodomestici “intelligenti” e componentistica del settore automotive. Le importazioni dall’Italia includono macchinari industriali ad alto valore tecnologico, beni di lusso e prodotti farmaceutici finiti. Fondamentale, secondo la professoressa Sun, è il rafforzamento di un’economia globale aperta e di alto livello, che permetta di migliorare le relazioni sino-europee, grazie anche a una maggiore flessibilità da parte dell’Ue riguardo alle normative commerciale.

Le relazioni tra Cina e Italia nei mercati terzi dell’Africa

Il Professor Shi Dou, docente di lingua italiana nel Dipartimento di Lingue straniere dell’Università di Nankai, nel corso della sua relazione dedicata a Stato attuale e prospettive della cooperazione sino-italiana nei mercati terzi in Africa ha sottolineato come il continente africano sia una priorità assoluta e un banco di prova per le relazioni tra Cina, Italia e grandi potenze. A partire dal settembre 2018, con il Memorandum d’intesa sulla cooperazione nei mercati terzi, quindi nel 2019 con il documento quadro dell’iniziativa Belt and Road e, infine, con il primo Dialogo sino-italiano dei Ministri delle Finanze, sono state create le basi per i progetti di sviluppo futuri in tal senso (il progetto del gas naturale liquefatto galleggiante Coral North in Mozambico e la partnership tra ENI, CNPC, ENH, KOGAS e XRG finalizzata a eleggere il Mozambico come terzo produttore di gas naturale liquefatto di tutto il continente.

L’Italia, strategicamente, opera in Africa con il Piano Mattei che, avviato nel 2024, registra attualmente l’adesione di 18 paesi partner e l’avvio di 76 iniziative, sostenute in particolare dall’Agenzia italiana per il credito all’esportazione. Il Piano Mattei potrebbe incrementare notevolmente la sua efficacia e trovare supporto nella realtà cinese in ambiti di primaria importanza quali energie rinnovabili, agricoltura e sicurezza alimentare (settore chiave del Piano, dove la Cina vanta una rilevante esperienza nella tecnologia Juncao, nella risicoltura e nelle infrastrutture portuali per la pesca), subappalti e forniture di apparecchiature, formazione e capitale umano (in particolare attraverso la collaborazione tra il Dipartimento di lingua italiana dell’Università di Nankai  e il nostro principale player del settore costruzioni WeBuild per formare i tecnici cinesi nei cantieri). 

Questa partnership, tuttavia, incontra degli ostacoli – invalicabili per ora – nel Documento programmatico pluriennale della difesa (2022-2024) dell’Italia, che qualifica Cina e Russia come minacce per la stabilità nell’area del Mediterraneo e che fa un uso ricorrente della clausola Golden Power da parte dell’esecutivo, inibendo così le potenziali acquisizioni e partecipazioni cinesi (in prospettiva europea) e indebolendo la fiducia reciproca tra i due Stati. Ancora secondo Shi, sarebbe un grave errore contrapporre il Piano Mattei alla Belt and Road Initiative in Africa, dal momento che proprio l’alleanza NATO, la via atlantista e, indirettamente, gli Usa ridurrebbero il margine di manovra del loro alleato italiano precludendogli la possibilità di cogliere opportunità nell’ambito dei  minerali critici e della finanza dello sviluppo. Tuttavia, rimane la speranza di un superamento delle varie difficoltà politiche.

Oltre le contrapposizioni: il dialogo tra Cina e Italia nella nuova era

Da citare infine, la relazione del Professor Wen Zheng dell’Università di Lingue straniere di Pechino, dedicata a Nuove idee e nuovi paradigmi per gli scambi tra le civiltà cinese e italiana nella nuova era. Dalla relazione è emersa la necessità di rafforzare la cooperazione e la diplomazia scientifico-culturale, nel rispetto delle reciproche identità, per tutelare i patrimoni mondiali dell’umanità che sono presenti in entrambi gli Stati. A tal fine, è particolarmente sentita l’esigenza di formare delle nuove generazioni di talenti organizzando soggiorni di studio prolungati sulla base di un gemellaggio duraturo e proficuo. L’obiettivo, valorizzando il connubio tra umanesimo e innovazione tecnologica, è quello di ampliare gli orizzonti di interscambio per abbandonare le contrapposizioni tra civiltà.


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