È arrivata la risposta dell’assessora al Welfare e alle Politiche Sociali del Comune di Rende, Daniela Ielasi, all’interrogazione presentata dai consiglieri della Lista Futuro Gianluca Garritano e Marco Saverio Ghionna sullo stato di attuazione degli interventi PNRR in ambito sociale. Una risposta che, oltre a fornire i dati richiesti, ricostruisce il lavoro svolto dall’Amministrazione negli ultimi mesi e mette in evidenza le difficoltà incontrate su due dei cinque progetti di cui Rende è soggetto attuatore.
Il dato rivendicato dall’assessora è innanzitutto quello relativo ai tre progetti che hanno raggiunto il target previsto al 30 giugno 2026: sostegno alla genitorialità e prevenzione della vulnerabilità di famiglie e bambini; percorsi di autonomia per persone con disabilità; rafforzamento dei servizi e prevenzione del burnout tra gli assistenti sociali.
«All’atto dell’insediamento dell’attuale Amministrazione, nell’estate del 2025 – sottolinea Ielasi – solo il primo di questi cinque progetti risultava avviato, mentre gli altri quattro giacevano completamente fermi».
Un passaggio destinato ad alimentare il confronto politico, considerato che le convenzioni con il Ministero erano state sottoscritte tra il 2022 e il 2023.
Cinque progetti, oltre 3,9 milioni di euro
Il pacchetto degli interventi di competenza del Settore Politiche sociali comprendeva cinque progetti per un valore complessivo di circa 3,9 milioni di euro. Il finanziamento più consistente, pari a 2,46 milioni di euro, era destinato al progetto per una vita autonoma e la deistituzionalizzazione degli anziani. Seguivano i 715 mila euro per i percorsi di autonomia delle persone con disabilità, i 328.768 euro per le dimissioni protette, i 211.500 euro per il sostegno alla genitorialità e i 210 mila euro destinati alla supervisione e alla prevenzione del burnout degli assistenti sociali.
L’assessora ricorda inoltre che il PNRR non è un tradizionale programma di spesa: «I fondi europei non vengono erogati in base ai costi sostenuti o alle fatture pagate, ma unicamente al concreto e documentato raggiungimento di traguardi intermedi e obiettivi finali».
Disabilità, 12 beneficiari e un progetto che prosegue
Tra gli interventi considerati riusciti dall’Amministrazione c’è quello dedicato alle persone con disabilità.
Il progetto ha coinvolto 12 persone dell’ATS di Rende e ha previsto due linee di intervento: la ristrutturazione di un immobile destinato al co-housing e l’attivazione di servizi di accompagnamento e sostegno.
Sono stati avviati tirocini, creati gruppi appartamento e realizzati i primi ingressi nell’abitazione. Il raggiungimento del target al 30 giugno non determina però la conclusione immediata dell’intervento, che proseguirà fino alla scadenza prevista per la rendicontazione PNRR, fissata al 31 dicembre 2026.
Genitorialità: coinvolte 30 famiglie
Ha raggiunto il proprio obiettivo anche il progetto per il sostegno alla genitorialità, che ha coinvolto 30 famiglie dell’ATS n. 2 di Rende. L’intervento è stato realizzato secondo la metodologia P.I.P.P.I., con una presa in carico multidisciplinare e interventi educativi domiciliari.
Un elemento sottolineato dall’assessora è che il lavoro non si esaurirà con la conclusione del progetto: i nuclei familiari resteranno infatti in carico ai servizi sociali o potranno usufruire di ulteriori interventi, tra cui quelli del Centro per la Famiglia dell’ATS.
Assistenti sociali, otto gruppi di supervisione
Il terzo target raggiunto riguarda il progetto da 210 mila euro per il rafforzamento dei servizi e la prevenzione del burnout. L’intervento ha coinvolto cinque Ambiti Territoriali Sociali – Rende, Cosenza, Montalto, Rogliano e Acri – e ha portato all’attivazione di otto gruppi di supervisione professionale per gli assistenti sociali e cinque équipe multidisciplinari. L’obiettivo era rafforzare il benessere organizzativo, prevenire lo stress lavoro-correlato e sostenere la qualità degli interventi sociali.
Più problematica la situazione del progetto sulle dimissioni protette, finanziato con oltre 328 mila euro. Secondo la ricostruzione fornita dall’assessora, il problema principale sarebbe stato rappresentato dalla difficoltà di integrazione con i servizi sanitari: il servizio assicurato dalla componente sanitaria, ASP e Azienda ospedaliera, risultava infatti orientato verso le strutture e non verso il domicilio dei pazienti. Il Comune, pur avendo sottoscritto un protocollo d’intesa, ha quindi ritenuto di non poter completare le azioni nei tempi previsti.
Il caso più delicato: 2,46 milioni per gli anziani
È però il progetto per gli anziani quello che presenta la situazione più complessa. L’obiettivo prevedeva almeno 100 beneficiari, la predisposizione dei Piani Assistenziali Individualizzati, l’assistenza domiciliare e la fornitura di ausili e sistemi di domotica per il monitoraggio a distanza. Il progetto coinvolgeva cinque ATS e ben 54 Comuni. L’Amministrazione sostiene di aver accelerato le procedure nei primi mesi del 2026, con l’avviso per gli utenti pubblicato a gennaio, la manifestazione di interesse per PAI e assistenza domiciliare a marzo e l’accordo quadro per ausili e domotica a maggio. Alla fine erano stati individuati 101 utenti, gli operatori erano stati selezionati, i contratti sottoscritti e l’assistenza domiciliare avviata.
A metà giugno, però, il Settore ha chiesto una proroga fino al 31 luglio per completare la consegna e l’installazione degli ausili. Il 27 luglio è arrivato il rigetto ministeriale.
Dopo il diniego della proroga, il 31 luglio si sono riuniti i cinque ATS e, successivamente, la Conferenza dei Sindaci dell’ATS n. 2. La decisione assunta è quella di cercare di garantire comunque la prosecuzione degli interventi per gli anziani già presi in carico, ricorrendo ad altre risorse finanziarie dedicate. Una soluzione che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, consentirebbe di non disperdere il lavoro già effettuato e di dare continuità agli interventi sociali nonostante il mancato raggiungimento del target PNRR.
Rende chiude anche il progetto sulla facilitazione digitale
Nel bilancio dell’attività svolta dal Settore viene inserito anche il progetto “Rete dei servizi di facilitazione digitale”, realizzato dal Comune di Rende in qualità di sub-attuatore per conto della Regione Calabria.
L’intervento, del valore di 132.350,43 euro, è stato affidato all’Opificio delle Volontà APS e ha portato all’attivazione di punti di facilitazione digitale nei Comuni dell’ATS n. 2. L’obiettivo era aiutare i cittadini, soprattutto quelli con maggiori difficoltà, ad accedere ai servizi pubblici digitali.
La replica politica: «Ogni sforzo possibile è stato compiuto»
«Riteniamo che ogni sforzo possibile sia stato compiuto in pochi mesi per non perdere un’importante opportunità di avanzamento nel settore dell’inclusione sociale offerta dal PNRR», afferma l’assessora.
E il tema, nelle parole dell’esponente della Giunta, va oltre la semplice rendicontazione dei fondi europei. «A prescindere dal PNRR, il conseguimento ed il mantenimento dei LEPS sul territorio – sottolinea Ielasi – rimane per questa Amministrazione un obbligo etico e civile prima che normativo».
La partita politica, dunque, resta aperta. Da una parte l’Amministrazione evidenzia i tre target raggiunti e il lavoro svolto per rimettere in moto interventi che, secondo la ricostruzione fornita, erano in gran parte fermi all’insediamento della nuova Giunta. Dall’altra, il mancato raggiungimento degli obiettivi su due interventi – in particolare quello da 2,46 milioni destinato agli anziani – rappresenta un elemento destinato a restare al centro del confronto in Consiglio comunale. Per l’Amministrazione, la sfida ora sarà soprattutto quella di garantire continuità ai servizi e agli utenti già presi in carico, anche attraverso risorse diverse da quelle del PNRR.
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