La morte di Carmelo Purita, 27 anni, e Andrea Minasi, 23 anni, supera gli steccati politici e porta i giovani vibonesi di destra e sinistra a parlare con una sola voce. Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Giovani Democratici e Movimento 5 Stelle mettono da parte appartenenze e differenze per chiedere che la sicurezza stradale diventi una priorità condivisa, non soltanto il tema al quale tornare dopo l’ennesima tragedia.
Una presa di posizione congiunta che parte dal dolore per due giovani vite spezzate e da una considerazione netta: «Davanti alla morte di due ragazzi non ci sono bandiere da difendere, ma vite da ricordare e responsabilità da assumere».
«Ci sono momenti in cui la politica deve avere il coraggio di fermarsi. Di abbassare i toni, mettere da parte le appartenenze e riconoscere ciò che viene prima di qualsiasi confronto: la vita umana», affermano le organizzazioni giovanili. La morte di Carmelo Purita e Andrea Minasi, sottolineano, «rappresenta uno di questi momenti».
Da destra a sinistra, una voce comune
Carmelo e Andrea appartenevano a due comunità diverse, Zungri e Vibo Valentia, oggi accomunate dal lutto. «Due giovani vite spezzate, due famiglie improvvisamente private di un figlio, due comunità strette nel dolore. Di fronte a una tragedia simile, le differenze politiche non scompaiono, ma diventano per ciò che sono: secondarie rispetto al valore della vita».
È proprio da qui che nasce la scelta di Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Partito Democratico Giovani e Movimento 5 Stelle di assumere una posizione comune, nonostante le differenti collocazioni politiche e culturali. Un messaggio rivolto innanzitutto alle famiglie dei due ragazzi, agli amici e alle comunità colpite, ma che vuole andare oltre il cordoglio.
«Il cordoglio, per quanto doveroso, non può essere l’ultima parola», sottolineano infatti i giovani esponenti politici.
Carmelo ha perso la vita in seguito al drammatico incidente avvenuto a Zungri, mentre Andrea è morta dopo giorni di agonia a seguito dell’investimento avvenuto a Vibo Valentia. Sulle dinamiche e sulle eventuali responsabilità saranno gli organi competenti a fare piena chiarezza. La riflessione proposta dalle organizzazioni politiche giovanili si muove però su un altro piano.
«A noi spetta un’altra responsabilità: interrogarci. Perché ogni volta che una giovane vita viene spezzata sulle nostre strade non possiamo limitarci a esprimere cordoglio, pubblicare una fotografia, pronunciare una frase di circostanza e poi tornare alla normalità. La normalità, davanti a due giovani morti, non può essere questa».
«La sicurezza stradale deve diventare una priorità vera»
Da qui la richiesta affinché la sicurezza sulle strade venga affrontata in maniera strutturale. «La sicurezza stradale deve diventare una priorità vera, non una promessa da pronunciare dopo l’ennesima tragedia», evidenziano Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Giovani Democratici e Movimento 5 Stelle.

Una responsabilità che, nella loro analisi, non deve ricadere esclusivamente sulle istituzioni. «La sicurezza stradale, infatti, non riguarda soltanto le istituzioni. È una responsabilità collettiva. Rispettare i limiti di velocità, non utilizzare il telefono alla guida, non mettersi al volante in condizioni di pericolo e prestare attenzione agli altri utenti della strada sono comportamenti che possono salvare vite».
Sul fronte pubblico, invece, viene indicata una serie di ambiti sui quali intervenire: manutenzione delle strade, segnaletica, illuminazione, messa in sicurezza dei punti più pericolosi e controlli, senza dimenticare la prevenzione.
«Occorre anche investire nella prevenzione e nell’educazione stradale, soprattutto tra i più giovani. Perché una strada sicura è certamente una strada ben progettata e ben mantenuta, ma è anche una strada percorsa da persone consapevoli che ogni scelta alla guida può avere conseguenze irreversibili. Non esistono secondi tentativi quando in gioco c’è una vita».
L’appello comune: «Non aspettiamo la prossima tragedia»
È proprio sul tema della sicurezza che i rappresentanti delle differenti forze politiche rivendicano la necessità di superare le divisioni. «Possiamo dividerci sulle idee, sui programmi, sulle priorità e sulle soluzioni politiche. È normale. È la democrazia. Ma ci sono temi sui quali dividersi non basta: bisogna costruire».
Quindi l’appello, rivolto alle istituzioni e all’intera comunità: «Oggi non vogliamo alimentare polemiche né puntare il dito. Vogliamo però rivolgere un appello chiaro alle istituzioni e alla comunità: facciamo della sicurezza stradale una battaglia comune. Non aspettiamo la prossima tragedia per tornare a parlarne».
Secondo le organizzazioni giovanili è necessario aprire un confronto che coinvolga amministrazioni pubbliche, istituzioni, forze dell’ordine, scuole, associazioni e cittadini per individuare le criticità presenti sul territorio e costruire una vera cultura della prevenzione.
Il richiamo torna inevitabilmente alle conseguenze umane degli incidenti. «Dietro ogni numero c’è una persona. Dietro ogni incidente mortale c’è una famiglia che non sarà più la stessa. Dietro ogni giovane che non torna a casa ci sono sogni, progetti, amicizie e un futuro che viene improvvisamente cancellato».
E così il ricordo di Carmelo e Andrea, nelle intenzioni dei giovani della politica vibonese, deve trasformarsi in un impegno che vada oltre le appartenenze. «Carmelo e Andrea avevano ancora tanto da vivere. Ed è proprio per questo che il loro ricordo non può fermarsi al dolore. Deve diventare una responsabilità».
Una convergenza che riunisce quindi sensibilità politiche molto distanti tra loro: «La politica può dividersi su molto, ma non sulla tutela della vita». Per questo, spiegano, pur partendo da idee differenti, le quattro organizzazioni scelgono «di stare dalla stessa parte: dalla parte delle famiglie di Carmelo e Andrea, dalla parte della prevenzione, dalla parte della sicurezza e dalla parte di tutti quei giovani che ogni giorno percorrono le strade del nostro territorio».
Il comunicato, sottoscritto anche da Gilda Guerrera, vice regionale di Forza Italia Giovani Vibo Valentia, si chiude con tre frasi che sintetizzano la posizione comune: «Il dolore non ha colore politico. La vita non ha appartenenza. La sicurezza non può più aspettare. Per Carmelo. Per Andrea. Perché il loro ricordo non sia soltanto memoria, ma diventi impegno».
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