Advertisement
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la morte del lavoratore coinvolto nel grave incidente verificatosi nella tarda mattinata di oggi, 9 agosto 2026, in località Montesecco, nel territorio di Serracapriola, in provincia di Foggia, e manifesta sincera vicinanza alle otto persone rimaste ferite, alle loro famiglie e a quanti sono stati direttamente colpiti dal drammatico evento.
Secondo le prime informazioni diffuse dalla stampa, un furgone sul quale viaggiavano alcuni braccianti è uscito dalla sede stradale, terminando la propria corsa ai margini della carreggiata. La dinamica e le cause dell’incidente sono ancora oggetto di accertamento e sarà compito delle autorità competenti ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare ogni circostanza utile.
Advertisement
Il CNDDU ritiene pertanto doveroso evitare qualsiasi interpretazione anticipata delle cause e delle eventuali responsabilità. Al tempo stesso, una tragedia che coinvolge persone impegnate nel lavoro agricolo impone una riflessione più ampia sulle condizioni nelle quali migliaia di lavoratori raggiungono quotidianamente i campi e, al termine di giornate spesso particolarmente impegnative, fanno ritorno nei luoghi in cui vivono.
Esiste infatti una dimensione della sicurezza del lavoro che rischia di rimanere ai margini dell’attenzione pubblica: quella degli spostamenti. Il diritto alla sicurezza non può essere concepito esclusivamente entro i confini fisici del luogo nel quale viene svolta l’attività lavorativa. La tutela della persona richiede una visione più ampia, capace di considerare anche le condizioni concrete della mobilità, soprattutto nei territori rurali caratterizzati da distanze considerevoli, lavoro stagionale e presenza significativa di manodopera proveniente da altri Paesi.
La provincia di Foggia conserva, inoltre, una memoria particolarmente dolorosa. Nell’agosto del 2018 sedici braccianti persero la vita in due distinti incidenti stradali verificatisi a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Quelle tragedie portarono all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale non soltanto il tema dello sfruttamento nel settore agricolo, ma anche quello del trasporto e degli spostamenti dei lavoratori da e verso i campi.
Da allora sono stati compiuti passi importanti sul piano normativo, della vigilanza e delle politiche di contrasto al caporalato. Anche nel territorio foggiano sono state sperimentate forme di trasporto organizzato destinate ai lavoratori agricoli. Tali esperienze indicano una direzione che merita di essere ulteriormente rafforzata: la mobilità sicura non dovrebbe rappresentare un intervento occasionale o emergenziale, ma diventare parte integrante delle politiche territoriali di tutela del lavoro.
L’incidente di Serracapriola, indipendentemente da ciò che emergerà dagli accertamenti, richiama dunque le istituzioni a una responsabilità che deve essere esercitata innanzitutto sul terreno della prevenzione. Occorre interrogarsi sull’effettiva accessibilità dei servizi di trasporto nelle aree agricole, sull’idoneità dei mezzi utilizzati, sulla sostenibilità degli spostamenti dopo le giornate di lavoro e sulla possibilità di garantire a ogni lavoratore, italiano o straniero, condizioni di mobilità compatibili con la dignità della persona.
In tale prospettiva, il CNDDU auspica che le istituzioni nazionali e territoriali, le Prefetture, gli enti locali, le organizzazioni sindacali e datoriali e tutti i soggetti impegnati nel settore agricolo continuino a rafforzare un modello coordinato di prevenzione, nel quale il contrasto allo sfruttamento sia accompagnato da servizi concreti e strutturali. Rendere più sicuro il percorso tra i luoghi di vita e quelli di lavoro significa intervenire prima che il rischio si trasformi in tragedia.
È necessario, inoltre, evitare che la condizione del bracciante venga percepita soltanto attraverso categorie economiche o statistiche. Dietro ogni lavoratore vi è una persona, con una storia, una famiglia, aspettative e diritti che non possono diventare meno visibili perché il lavoro viene svolto nelle campagne, lontano dai centri urbani e spesso lontano dallo sguardo della collettività.
Su questo aspetto anche la scuola è chiamata a svolgere una funzione essenziale. Educare ai diritti umani significa insegnare alle nuove generazioni che la dignità del lavoro non costituisce un principio astratto, ma si realizza attraverso condizioni concrete: un contratto regolare, una retribuzione equa, tempi di lavoro e di riposo rispettosi della persona, ambienti sicuri e la possibilità di raggiungere e lasciare il luogo di lavoro senza essere esposti a rischi evitabili.
Il CNDDU ritiene pertanto opportuno che, una volta chiarite le circostanze dell’incidente, si apra nel territorio foggiano una riflessione istituzionale sull’efficacia e sulla diffusione degli strumenti destinati alla mobilità dei lavoratori agricoli, valutando il potenziamento dei servizi esistenti e l’adozione di soluzioni stabili nelle aree maggiormente interessate dal lavoro stagionale.
Sarebbe improprio trasformare quanto accaduto a Serracapriola in una conclusione sulle cause prima che gli accertamenti siano terminati. Sarebbe, però, altrettanto insufficiente considerare questa tragedia esclusivamente come un fatto di cronaca, senza cogliere l’occasione per interrogarsi su ciò che le istituzioni e la società possono fare per rafforzare la prevenzione.
Una persona oggi ha perso la vita mentre altre otto sono rimaste ferite. Di fronte a un bilancio tanto grave, il rispetto per le vittime richiede sobrietà nelle parole, rigore nell’accertamento dei fatti e responsabilità nelle scelte future.
La dignità del lavoro non termina ai margini di un campo. Deve accompagnare la persona lungo l’intero percorso della sua giornata, fino al ritorno a casa.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
Advertisement
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
giornale
Source link





