La variante al Piano di governo del territorio di Casorate Sempione non convince la minoranza di Sogniamo Casorate. Il gruppo consiliare, con Dino Colella, Veronica Cocolo e Tiziano Marson, mette in fila una serie di criticità e contraddizioni che, a suo giudizio, emergono dalla proposta portata avanti dall’amministrazione del sindaco Dimitri Cassani e dall’assessore Andrea Tomasini.

«Abbiamo avuto modo di vedere questo strumento fin dalla prima presentazione dell’amministrazione», spiega Colella. Il gruppo di opposizione ha dedicato al tema anche due momenti pubblici, il 23 giugno e il 14 luglio, con l’obiettivo dichiarato di spiegare ai cittadini contenuti e conseguenze del nuovo strumento urbanistico.

La variante, secondo la documentazione comunale, punta tra l’altro ad adeguare alcuni ambiti territoriali, limitare l’espansione delle aree edificate, preservare gli spazi verdi residui e riqualificare il tessuto urbano esistente. Secondo Sogniamo Casorate, però, dietro a una modifica che non stravolge completamente il Pgt del 2015 ci sarebbero comunque alcune scelte sostanziali.

Uno dei punti principali riguarda le aree lungo via Medaglie d’Oro (l’asse Sud tra la zona industriale del Sempione e il cimitero) e la Statale del Sempione. Parti del territorio oggi prevalentemente residenziali verrebbero indirizzate maggiormente verso attività economiche, con la possibilità «anche di insediamenti di media distribuzione».

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Per Colella è qui che emerge una prima contraddizione: «Da un lato si dice di voler rivitalizzare il centro storico, dall’altro si rafforza l’asse commerciale sul Sempione. Se Palazzo Cattoretti doveva rappresentare un elemento di rilancio del centro, questa scelta va in una direzione che secondo noi cozza con quell’obiettivo».

La critica riguarda anche la mobilità. «Si va a sovraccaricare ulteriormente il Sempione dal punto di vista della viabilità, quando lo stesso piano riconosce già questo asse come una criticità».

A questo si aggiunge, secondo la minoranza, il rischio di una maggiore frammentazione delle aree ancora libere in direzione di Somma Lombardo, uno degli aspetti sui quali «anche il Parco del Ticino ha richiamato l’attenzione» nel percorso urbanistico. Ci si riferisce in particolare agli “ambiti di completamento” Ac6 e Ac7.

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“Sul centro storico poche risposte”

Debole, secondo l’opposizione, sarebbe la strategia dedicata al nucleo storico. «Di fatto si prende atto della difficoltà di intervenire nel centro storico», sostiene Colella. Tra le previsioni vengono indicati nuovi parcheggi, tra cui quello nell’area tra via San Giorgio e via Magenta, nei pressi della torre dell’acquedotto, mentre rimarrebbero ancora meno definite altre ipotesi, come quella legata all’ex tintoria.

Per la minoranza la questione centrale resta però quella delle priorità: «Si parla di centro storico, ma poi l’investimento urbanistico più evidente sembra spostarsi verso il Sempione».

Scuderie Bocconi, “bisogna capire quale progetto c’è”

Un altro capitolo riguarda l’ampliamento della zona d’Iniziativa Comunale fino all’area delle scuderie Bocconi.
L’operazione sarebbe accompagnata dallo speculare ingresso nel perimetro del Parco del Ticino di un’area oggi agricola verso il cimitero, con una sostanziale compensazione delle superfici interessate (75mila metri quadri in più nel perimetro dove decide il Comune, contro 81mila che passerebbero sotto la “giurisdizione” del Parco).

Su questo punto Sogniamo Casorate non esprime una contrarietà pregiudiziale.
I dubbi sono legati più nello specifico al destino delle Scuderie Bocconi, il prestigioso complesso che si rifà a forme britanniche e che rappresenta uno dei lasciti architettonici migliori della stagione in cui Casorate fu “capitale” dell’equitazione. “Svincolare” quel complesso dalle norme più stringenti del Parco potrebbe rendere finalmente possibile un suo recupero, che comunque dovrà avvenire secondo le garanzie per i beni architettonici storici.
«Non troviamo necessariamente un elemento negativo», precisa Colella. «Bisogna però capire cosa si intende fare di quella struttura. L’obiettivo è un rilancio del turismo equestre oppure si pensa a una struttura turistica più generica?».

Più in generale, la posizione del Parco del Ticino spinge verso una riduzione del consumo di suolo e una compressione delle aree di espansione, un principio che secondo la minoranza dovrebbe pesare maggiormente sulle scelte definitive del piano.

I dubbi sulla viabilità

Tra le criticità segnalate ci sono anche le scelte rispetto alla viabilità. Da un lato per le già citate previsione di aumenti di traffico su future aree commerciali, dall’altro anche per singoli interventi messi in programmazione, come la previsione di una nuova rotatoria sul Sempione in centro paese (davanti a Lovato’s Bike, per chi conosce la zona).

«Bisogna capire come si integrerà con il semaforo che si trova poco più avanti», osserva Veronica Cocolo, secondo cui la vicinanza tra i due nodi potrebbe creare ulteriori problemi alla circolazione.

Dubbi anche sul sistema della mobilità ciclabile. Colella cita in particolare la pista prevista in via Medaglie d’Oro e lamenta l’assenza di una pianificazione complessiva: «Non esiste un vero piano della mobilità. Nel precedente Pgt era previsto anche un percorso ciclabile verso la valle che non è mai stato realizzato».

Non tutto, però, viene bocciato. Sogniamo Casorate valuta positivamente l’intervento previsto per il “raddoppio” di via Toti, pensato per alleggerire il traffico da e verso Arsago Seprio. «Era una soluzione che avevamo già previsto anche noi e su questo intervento siamo favorevoli», dice Colella.

Marson: “Con questa proposta siamo pronti a votare contro”

Il giudizio politico complessivo resta comunque negativo. «Da quello che abbiamo visto, la proposta di Pgt non ci convince e siamo pronti a votare contro», afferma il capogruppo ed ex candidato sindaco Tiziano Marson.

L’iter della variante però dovrà passare attraverso l’adozione in consiglio comunale, la successiva fase delle osservazioni e infine il voto per l’approvazione definitiva. In mezzo, Sogniamo Casorate non esclude di intervenire con proprie proposte e modifiche.

«Non è scontata la nostra adesione», avverte Marson. «La maggioranza non deve pensare che, siccome si interviene su un Piano già esistente, questo significhi automaticamente avere il nostro sostegno».

La minoranza richiama infine anche i tempi con cui si è arrivati alla variante, considerata dimostrazione di un’amministrazione lenta e incerta. «La modifica del Pgt era stata annunciata nel 2023 e si parlava di arrivare a compimento in 18 mesi. Sono passati tre anni», osserva Colella.

Un confronto sui tempi che Sogniamo Casorate accosta anche al complicato iter urbanistico ìdel progetto del Villaggio Alzheimer: «Il percorso era partito nel 2018. Sono trascorsi otto anni. A maggio, per le elezioni, si diceva che si stava per partire. E ora non ne sappiamo più nulla».





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