Prosegue il viaggio di VareseNews nei quartieri della città con “Cosa sarà nei quartieri”, il progetto che nell’ambito di #varese2030 porta la redazione ad ascoltare, tappa dopo tappa, le voci di chi vive ogni angolo della città. È stato a Giubiano l’ottavo di dodici appuntamenti di “Cosa sarà Varese”, il progetto che nell’ambito di #varese2030 porta la redazione ad ascoltare, una tappa dopo l’altra, le voci di chi vive ogni angolo della città. Niente convegni né tavoli istituzionali: solo cittadini che si raccontano, segnalano, ricordano, restituendo — nel bene e nel male — lo stato di salute del proprio quartiere.

L’Ottava tappa di “Fuori Materia — Varese nei quartieri”, il tour estivo di VareseNews nei dodici consigli di quartiere della città è stata alla Cooperativa di Giubiano, in occasione del mercato dei produttori “Fermentino”: nessun’agenda, nessuna iscrizione, solo l’ascolto di chi il quartiere lo vive ogni giorno. Un incontro riconosciuto da due territori, l’incontro ha raccolto voci sia da Giubiano (consiglio di quartiere n. 12) sia dalle Bustecche, che amministrativamente rientra nel consiglio n. 11 – Bizzozero, San Carlo, Bustecche – a cui VareseNews dedicherà una tappa specifica, l’ultima del percorso. Le segnalazioni raccolte qui vengono quindi presentate distinguendo i due quartieri, in attesa dell’approfondimento dedicato alle Bustecche.
Quello che funziona: piazza Biroldi, il rugby e le connessioni che si moltiplicano
A Giubiano, a tornare più spesso nei racconti è piazza Biroldi: chi la frequenta la descrive come uno spazio finalmente restituito ai residenti, tolto alle auto che un tempo la occupavano. Accanto alla piazza, anche Villa Augusta viene citata come un piccolo successo: la sua riqualificazione a sede di uffici comunali ha tolto malinconia al parco circostante. Inoltre, è un bel quartiere per le famiglie perché, licei a parte, ci sono quasi tutti gli ordini di scuola, dai nidi – recentemente rinnovati – all’università: mancano solo le superiori, ma sono vicine e facilmente raggiungibili.
Il quartiere si racconta anche attraverso lo sport: il campo da rugby, con la sua festa annuale, e il nuovo campo da basket sempre nella stessa area vengono indicati come motori di energia per i più giovani, senza contrare che ce n’è uno anche nella vicina villa Augusta.
C’è poi chi guarda a Giubiano come rete di relazioni prima ancora che di luoghi: il circolo cooperativo che riapre le porte, i corsi al Curas, i servizi educativi vengono descritti come occasioni che moltiplicano le conoscenze tra vicini.
Alle Bustecche, il tratto più apprezzato resta il percorso pedonale del vecchio quartiere, sopra la centrale dell’acqua, e il senso di stare immersi nel verde. Anche qui torna il tema culturale: gli spazi legati allo Yak vengono descritti come un motore che negli ultimi dieci anni ha trasformato la zona, un tempo percepita come marginale, in un piccolo polo capace di richiamare pubblico da tutta la città con cinema all’aperto ed eventi per famiglie.
L’unico rammarico è aver perso alle bustecche un campo di calcio liberamente accessibile ai ragazzini del quartiere. La proposta emersa dalle conversazioni è stato di ripristinare quello utilizzato come deposito materiali dal cantiere della riqualificazione dell’area occupata dal Varese Calcio, al capolinea della C.
Quello che non funziona: tombini, asfalto e la paura del torrente
Proprio Villa Augusta, pur riconosciuta come una delle riqualificazioni riuscite del quartiere, ha il suo lato d’ombra: alcuni residenti segnalano la presenza di spaccio e di “giri poco puliti” nell’area del parco, una situazione che preoccupa perché si consuma a pochi metri dalle attività educative rivolte a bambini e adolescenti.
Poi c’è una criticità che riguarda via Nino Bixio: a ogni temporale forte la strada si trasforma in un fiume di detriti, con l’acqua che invade alcune abitazioni private venendo da Villa Augusta e arriva fino alla mensa della scuola Parini. Per proteggersi, i residenti sono costretti a montare paratie e sacchi di sabbia ogni volta che il cielo si fa minaccioso — un’emergenza che si ripete e che pesa soprattutto su chi vive in quel piccolo ma tormentato tratto.
C’è poi una ferita più antica, quella dell’ex biscottificio abbandonato in via Maspero, definito da chi lo racconta “uno scempio da 40 anni”: un vuoto nel tessuto urbano che continua a pesare sul decoro del quartiere senza che nulla sia cambiato nel tempo.
Sul fronte della manutenzione ordinaria tornano i tombini sprofondati o intasati, segnalati in più punti — via del Ponte su tutte — e in diversi casi aggravati dai lavori per la posa della fibra ottica, che avrebbero lasciato toppe mal ripristinate. Anche l’asfalto risulta gravemente ammalorato in via Carnia e in via Lazio.
Chi vive il quartiere di sera lamenta invece l’isolamento serale: le linee C ed E garantiscono un buon servizio diurno, ma le corse dopo cena sono quasi del tutto assenti, rendendo difficile per studenti e famiglie rientrare dal centro senza un’auto propria. A questo si aggiunge la scarsa funzionalità dei servizi igienici pubblici: il bagno di Villa Augusta risulta inutilizzabile, così come quello chimico al parco della Guaralda.
Resta critica anche la viabilità di via Lazio, all’altezza dell’ingresso dell’ospedale, dove la congestione è costante e la sosta selvaggia continua a rendere pericoloso il passaggio, tanto da far auspicare interventi di arredo urbano dedicati. Nella stessa zona, tra via Arbe e via XX Settembre, alcune transenne restringono già oggi il passaggio pedonale a causa di tegole pericolanti, segno di un problema di sicurezza non ancora risolto.
Alle Bustecche, la criticità più sentita riguarda la carenza di spazi gratuiti per i ragazzi: i campi sportivi vengono percepiti come sempre più assorbiti dalle società calcistiche, lasciando pochi spazi liberi e non presidiati per chi vuole semplicemente giocare. Si segnala inoltre un’area dismessa, usata come deposito di materiali edili, che avrebbe dovuto diventare secondo accordi di quartiere un campo da basket a libero accesso.
Quello che potrebbe cambiare: marciapiedi, corse serali e un campo per i ragazzi
Molti dei suggerimenti raccolti nascono direttamente dalle criticità appena descritte. Sul fronte più urgente, quello degli allagamenti, i residenti di via Nino Bixio chiedono un intervento strutturale che non lasci più la protezione delle case affidata a sacchi di sabbia e paratie di fortuna a ogni temporale. Per Villa Augusta si auspica invece un presidio più costante, capace di restituire piena sicurezza a un’area frequentata quotidianamente da bambini e adolescenti. Resta aperta anche la questione dell’ex biscottificio: dopo quarant’anni di abbandono, c’è chi vorrebbe che il Comune individuasse finalmente una destinazione per l’area.
Sul piano della manutenzione, si chiede un intervento mirato sui tombini più critici — via del Ponte in testa — e una nuova asfaltatura per via Carnia e via Lazio, tra le strade indicate come più danneggiate. Va di pari passo la richiesta di riportare in funzione i servizi igienici pubblici, oggi inutilizzabili sia a Villa Augusta sia al parco della Guaralda.
Sul fronte della mobilità, si propone di rafforzare le corse serali delle linee C ed E, oggi quasi assenti, per non isolare il quartiere dopo cena e permettere a studenti e famiglie di rientrare dal centro senza dover ricorrere all’auto. Per via Lazio, all’altezza del Tigros e dell’ingresso dell’ospedale, si chiedono interventi di arredo urbano capaci di scoraggiare la sosta selvaggia e restituire fluidità e sicurezza al tratto — un tema che si lega anche alla richiesta di mettere definitivamente in sicurezza il passaggio pedonale tra via Arbe e via XX Settembre, oggi limitato dalle transenne per le tegole pericolanti.
Diversi interventi vengono chiesti anche per gli spazi dedicati ai più giovani: un’area gratuita per il gioco libero — un campetto da calcio o da basket accessibile a tutti, non riservato alle società sportive — viene indicata come una necessità concreta per i ragazzi del quartiere. C’è poi chi propone di restituire vita e regolarità a piazza de Salvo attraverso più iniziative pubbliche, e chi immagina un percorso di riqualificazione più ampio per via Lazio, capace di mettere in sicurezza l’ingresso dell’ospedale e restituire qualità agli spazi pedonali della zona.
Alle Bustecche, la richiesta più concreta riguarda proprio il completamento del campo da gioco libero atteso da tempo, da restituire ai ragazzi del quartiere senza vincoli societari. ma c’è anche chi propone di restituire vita a piazza de Salvo con più iniziative pubbliche, al di là dell’attività dello Yak.
Trasversale a entrambi i quartieri resta il desiderio di più occasioni di incontro: più di una voce ha chiesto piccoli eventi di quartiere, un maggiore coordinamento tra le realtà associative già attive — dal circolo cooperativo agli spazi giovanili — e una cura condivisa dei beni comuni, per trasformare la partecipazione in un’abitudine e non in un’eccezione.
Il progetto “Cosa sarà”
Non aspettare che la politica – e le scadenze elettorali – dettino l’agenda, ma provare ad aprire una riflessione sui temi della città di Varese in maniera indipendente, ascoltando tutti: è nato così il progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro, che ha visto finora la realizzazione di venti interviste, diventate un libro acquistabile su Amazon qui. Ma ha visto anche l’incontro a porte chiuse con 31 consiglieri comunali, e due tavoli separati con le forze di centrodestra e centrosinistra. Ora, l’incontro con i quartieri.
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