Gira e rigira il futuro dei 350 lavoratori della CallMat è legato al filo di un contratto che non si riesce a sottoscrivere con le dovute rassicurazioni, visto che dal 1 luglio cuffie e microfoni rischiano di restare appese alle postazioni. Mancano pochi giorni all’incontro del 10 giugno al Ministero dell’Industria e del Made in Italy, con azienda, sindacati, Regione, ma al momento non è venuto fuori nulla. Miracoli all’ultimo? Mah. Cgil, Cisl, Uil e Ugl non ci stanno e in una nota invitano le istituzioni a uscire dal silenzio e ad assumersi le proprie responsabilità. Lo fa l’assessore alle attività produttive della Regione Basilicata, Franco Cupparo, ricordando che ci sono 10 milioni di euro stanziati per la rilancia e con un progetto con il Poligrafico dello Stato. Non sarebbe male che a Roma ci fosse anche quest’altro pezzo dello Stato…
BASILICATA
Comunicato Stampa.
CallMat: 350 famiglie sull’orlo del baratro. Le istituzioni escano dal silenzio e si assumano le proprie responsabilità.
Le Segreterie Regionali di Basilicata di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni denunciano con forza l’ennesimo fallimento della politica e delle istituzioni davanti alla drammatica vertenza CallMat.
Mentre si continua a rivendicare l’attivazione di bandi e procedure, la realtà è sotto gli occhi di tutti: oggi oltre 350 lavoratrici e lavoratori, insieme alle loro famiglie, vivono nell’angoscia, nell’incertezza e nella disperazione di chi vede avvicinarsi ogni giorno di più la perdita del proprio posto di lavoro.
A fronte di questa emergenza sociale senza precedenti, registriamo una distanza sempre più evidente tra chi governa e chi soffre. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, l’Assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso continuano a non fornire risposte all’altezza della gravità della situazione. I lavoratori chiedono soluzioni, mentre dalla politica continuano ad arrivare soltanto attese, rinvii e promesse.
È inaccettabile che centinaia di famiglie lucane vengano lasciate sole davanti al rischio concreto di perdere il proprio reddito e il proprio futuro. È inaccettabile che si continui a discutere mentre il tempo scorre e il precipizio si avvicina.
Ancora più grave è il comportamento del committente TIM, che per anni ha costruito il proprio business e i propri risultati economici anche grazie al lavoro, alla professionalità e ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori CallMat. Oggi, invece, si sceglie di staccare la spina senza alcuna attenzione alle devastanti conseguenze sociali e occupazionali che questa decisione rischia di produrre sul territorio lucano.
Noi non accetteremo mai che una scelta così miope e irresponsabile si trasformi nell’ennesima condanna per la Basilicata. Non accetteremo che si consumi l’ennesimo processo di desertificazione industriale e occupazionale ai danni di una regione che continua a perdere opportunità, lavoro e prospettive.
Il prossimo 10 giugno i lavoratori CallMat saranno davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per far sentire la propria voce. Saranno lì per chiedere rispetto, dignità e futuro. Saranno lì per ricordare alle istituzioni che dietro ogni numero ci sono persone, famiglie, mutui, figli e vite che rischiano di essere travolte.
Come organizzazioni sindacali daremo battaglia in ogni sede, senza arretrare di un passo, affinché questa vertenza non si trasformi nell’ennesima tragedia sociale annunciata. Non ci fermeremo fino a quando non saranno garantite risposte concrete e prospettive occupazionali reali.
Chi oggi ha responsabilità politiche, istituzionali e industriali dovrebbe guardare negli occhi questi lavoratori e assumersi fino in fondo il peso delle proprie scelte e delle proprie omissioni.
La pazienza è finita. È il momento delle responsabilità. È il momento dei fatti.
SLC-CGIL Basilicata
FISTEL-CISL Basilicata
UILFPC-UIL Basilicata
UGL Telecomunicazioni Basilicata
Potenza, 01 giugno 2026.
Cupparo su Callmat: impegno concreto
L’assessore allo Sviluppo economico smentisce l’immagine di una Regione assente o inerte: “Stiamo lavorando con responsabilità per individuare ogni possibile soluzione utile a tutelare i livelli occupazionali. In una vertenza così delicata occorre evitare polemiche e semplificazioni”.
In riferimento alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale in merito alla vertenza CallMat, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Basilicata, Francesco Cupparo, ritiene opportuno precisare alcuni aspetti al fine di fornire un quadro corretto dell’impegno istituzionale profuso in questi mesi.
«Comprendo le preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie – dichiara Cupparo – ed è proprio per questo che la Regione Basilicata segue con la massima attenzione l’evolversi della vicenda CallMat, consapevole della rilevanza occupazionale e sociale che essa riveste per Matera e per l’intero territorio regionale. A conferma dell’impegno concreto della Regione, sono già stati messi in campo strumenti finanziari per complessivi 10 milioni di euro, di cui 6 milioni destinati agli investimenti produttivi e 4 milioni destinati ai processi di innovazione e sviluppo, ai quali si aggiungono ulteriori 2 milioni di euro messi a disposizione dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Si tratta di risorse importanti che possono rappresentare un’opportunità per attrarre nuovi investimenti, sostenere iniziative imprenditoriali e creare condizioni favorevoli alla salvaguardia e alla crescita dell’occupazione sul territorio».
L’assessore ricorda che la Regione ha già avviato interlocuzioni con tutti i soggetti coinvolti, a partire dall’azienda, dalle organizzazioni sindacali, dagli enti competenti e dai rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di individuare ogni possibile soluzione utile a tutelare i livelli occupazionali. «Non corrisponde al vero l’immagine di una Regione assente o inerte. Al contrario, stiamo lavorando con responsabilità e concretezza per verificare tutte le opportunità disponibili e costruire un percorso che possa garantire prospettive occupazionali ai lavoratori coinvolti. In una vertenza così delicata occorre evitare semplificazioni e polemiche che rischiano di generare ulteriore incertezza tra i lavoratori e le loro famiglie».
Per quanto riguarda il confronto istituzionale, Cupparo sottolinea che il prossimo 10 giugno è previsto al MIMIT un incontro dedicato alla vertenza, al quale parteciperanno i soggetti interessati per approfondire tutti gli aspetti della situazione, valutare le prospettive industriali e occupazionali e individuare le possibili soluzioni da mettere in campo. «Accolgo con favore ogni occasione di confronto istituzionale e democratico. La partecipazione di tutte le parti interessate potrà contribuire a costruire un percorso condiviso nell’interesse dei lavoratori, delle loro famiglie e della comunità materana. La Regione Basilicata sarà presente con spirito costruttivo e con la volontà di contribuire concretamente all’individuazione delle soluzioni più efficaci».
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Franco Martina
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