La regola tecnica verticale V.13 per le chiusure d’ambito degli edifici civili – in vigore dal 7 luglio 2022 – è stata approvata con D.M. 30/03/2022 (“Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”).
La norma è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi di sicurezza antincendio:
- limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito;
- limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’esterno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito (es. incendio in edificio adiacente, a livello stradale, alla base dell’edificio,…);
- evitare o limitare la caduta di parti della chiusura d’ambito dell’edificio (frammenti di facciata o altre parti comunque disgregate o incendiate,…) in caso di incendio, che possano compromettere l’esodo degli occupanti o l’operatività delle squadre di soccorso.
Ecco una sintesi della norma. A tal proposito, ti consiglio di provare un software integrato per la progettazione antincendio.
A quali edifici si applica la RTV V.13 per le chiusure d’ambito
La regola tecnica verticale V.13 si applica alle chiusure d’ambito, ovvero alle frontiere esterne dell’edificio ad andamento orizzontale o verticale (INAIL sottolinea la definizione estesa di “chiusura d’ambito”: sono comprese anche frontiere esterne interrate, frontiere tra ambiti diversi dell’edificio o frontiere tra edifici che si affacciano su volume d’aria, intercapedini, pozzi, luce…) degli edifici civili quali:
- strutture sanitarie
- scolastiche
- alberghiere
- commerciali
- uffici
- residenziali
- ecc.
Essa costituisce, inoltre, un utile riferimento anche per la progettazione di chiusure d’ambito di altre opere da costruzione, come ad esempio edifici industriali, ecc.
La Guida INAIL sulla prevenzione incendi delle chiusure d’ambito e la RTV.13 (2026) ricorda che la V.13 ha lo stesso campo di applicazione del Codice di prevenzione incendi e precisa che, sebbene la soglia di assoggettabilità ai controlli VV.F. sia fissata a 24 m dall’allegato I del d.p.r. 151/2011, la RTV V.13 si applica alle chiusure d’ambito degli edifici civili indipendentemente da tale soglia: pertanto edifici con altezza antincendio < 24 m possono comunque ricadere nel campo di applicazione della RTV V.13 e la sua applicazione è raccomandata come strumento di progettazione antincendio.
Le norme tecniche contenute del D.M. 30/03/2022:
Al contrario, NON sono previsti adeguamenti per le attività che alla data di entrata in vigore del decreto:
- sono già in regola con almeno uno degli adempimenti previsti dagli articoli 3, 4 o 7 del D.P.R. 151/2011,
- sono state progettate sulla base del D.M. 03/08/2015.
La regola tecnica sulle chiusure d’ambito prevale sulle linee guida sulla sicurezza delle facciate contenute nella circolare del dipartimento dei Vigili del Fuoco 5043 del 15 aprile 2013; la prima è dunque il principale riferimento per la progettazione antincendio delle facciate e delle coperture di edifici civili ed è cogente quando si utilizza il Codice di prevenzione incendi; la seconda resta una norma facoltativa.
La RTV per le chiusure d’ambito degli edifici civili contenuta nel D.M. 30/03/2022 ha la seguente struttura:
- campo di applicazione
- definizioni
- classificazione
- strategie antincendio:
- reazione al fuoco
- resistenza al fuoco e compartimentazione
- sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio
- realizzazione di fasce di separazione:
- verifica dei requisiti di resistenza al fuoco.
Prevenzione incendi per le chiusure d’ambito: classificazione
Le chiusure d’ambito sono classificate (SA, SB, SC) in funzione delle quote dei piani e dell’affollamento, con conseguenti requisiti differenziati. La strategia della RTV copre tre ambiti principali: reazione al fuoco; resistenza al fuoco e compartimentazione; sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio. INAIL ricorda che per le facciate a doppia pelle ventilata la tabella V.13-2 prevede prescrizioni specifiche su intercapedini, compartimentazione dell’intercapedine, requisiti EW/E e possibilità di impiego di sistemi automatici di inibizione/estizione dell’intercapedine (impianti d’acqua dimensionati con densità di scarica ≥ 10 l/min·m² e smaltimento fumi).
Partendo dalle caratteristiche dell’edificio, le chiusure d’ambito sono classificate in base alle quote dei piani e del numero degli occupanti nel seguente modo:
- SA: chiusure d’ambito di edifici aventi quote di tutti i piani comprese in –1 metri fino ad un massimo di 12 metri di altezza, con un affollamento complessivo inferiore a 300 occupanti e che non includano compartimenti con Rischio Rvita pari a D1 o D2 (degenze, terapia intensiva, sala operatoria); oppure edifici fuori terra, ad un solo piano;
- SB: chiusure d’ambito di edifici non ricompresi in SA o SC;
- SC: chiusure d’ambito di edifici aventi massima quota di piano superiore ai 24 metri.
Le chiusure d’ambito come elementi aggiuntivi del rischio in caso di incendio
Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica e l’inasprimento dei requisiti energetici e acustici hanno favorito l’impiego di componenti architettonici combustibili nelle facciate e nelle coperture degli edifici. In caso di incendio, soprattutto negli edifici alti, tali elementi possono accelerare la propagazione delle fiamme lungo l’involucro esterno, con il rischio che il fuoco rientri ai piani superiori attraverso le aperture, causando gravi danni a persone e beni.
Le facciate, se non correttamente progettate, costituiscono quindi un importante fattore di rischio antincendio, motivo per cui il tema è oggi al centro dell’attenzione di tecnici e studiosi della fire safety. Uno dei principi fondamentali del Codice di prevenzione incendi è infatti il confinamento dell’incendio all’interno del compartimento di origine.
I sistemi di protezione attiva interni – come reti idriche antincendio, sprinkler e impianti di controllo fumi – risultano efficaci per gli incendi sviluppati all’interno dei locali, ma non sono progettati per contrastare la propagazione del fuoco sulle facciate esterne. Per questo motivo, la limitazione della diffusione verticale delle fiamme deve basarsi principalmente sulla scelta dei materiali e sulla corretta progettazione dell’involucro edilizio.
Un incendio che coinvolge la facciata non deve consentire la propagazione del fuoco oltre il compartimento interessato, in particolare tra piani differenti, oppure deve almeno rallentarla per garantire l’evacuazione degli occupanti e consentire l’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco.
RTV V-13 per chiusure d’ambito: i requisiti di reazione al fuoco
Nella nuova RTV sono indicati precisi requisiti di reazione al fuoco che i seguenti componenti delle facciate devono possedere:
- isolanti termici;
- sistemi di isolamento esterno in kit;
- guarnizioni, sigillanti e materiali di tenuta, qualora occupino complessivamente una superficie > 10% dell’intera superficie lorda della chiusura d’ambito; tutti gli altri componenti qualora occupino complessivamente una superficie > 40% (ad esclusione dei componenti di vetro).
Più nel dettaglio, la RTV prescrive l’utilizzo di isolanti protetti di classe almeno pari alla “C, s2, d0” di reazione al…
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Francesca Ressa
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