REGGIO EMILIA – Lo stop deciso dalla Prefettura ai concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena continua ad alimentare il dibattito politico. Tra le voci più critiche c’è quella di Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica, che parla di una vicenda che va ben oltre il semplice annullamento di due eventi musicali.
“È ufficiale: il prefetto ha disposto lo stop ai concerti di Kanye West e Travis Scott alla RcfArena per ragioni di ordine pubblico e sicurezza. Una decisione che non può essere archiviata come una semplice vicenda di spettacolo: è un fatto politico e amministrativo che chiama in causa programmazione, verifiche preliminari e gestione della credibilità istituzionale”, afferma De Lucia.
Il consigliere ricorda come Coalizione Civica avesse sollevato dubbi già nei mesi scorsi, chiedendo precise garanzie in merito alla presenza di Kanye West. “Già da gennaio avevamo chiesto che l’evento si svolgesse solo a fronte di garanzie chiare e formali, in particolare sul fatto che non vi fosse alcuna apologia di nazismo o antisemitismo. Su quel punto Pd e destra votarono contro: un segnale grave, perché mostra come i valori vengano messi in discussione quando ci sono affari che non si vogliono disturbare”.
Secondo De Lucia, l’unico aspetto positivo della vicenda è che il concerto del rapper americano non si terrà. “Se c’è un elemento positivo in quanto accaduto, è che questo rischio – nella terra dei Cervi e dell’antifascismo – oggi non si realizzerà: il concerto, già di fatto irrealizzabile, non ci sarà”.
Nel mirino finiscono anche le istituzioni che avevano sostenuto e presentato il progetto. Il consigliere ricorda la conferenza stampa di lancio ospitata in municipio alla presenza del sindaco Marco Massari, dell’ex sindaco Luca Vecchi e del presidente della Provincia Giorgio Zanni.
“L’iniziativa era stata presentata pubblicamente in Comune in grande stile, con annunci, foto e dichiarazioni. Il messaggio era quello della piena prontezza organizzativa e del ruolo simbolico della RCF Arena per la città. Oggi, però, emerge che il racconto non era allineato alla realtà delle condizioni operative e dei profili di rischio”.
Una critica viene rivolta anche al vicesindaco Lanfranco De Franco. “Senza dimenticare le parole di giubilo del vicesindaco De Franco che ha sempre sostenuto l’evento fin dalla sua genesi salvo poi sparire quando le cose hanno incominciato a non essere chiare”.
Per De Lucia, il provvedimento della prefettura rappresenta un elemento di particolare gravità. Citando il comunicato ufficiale, sottolinea come la decisione sia stata assunta per motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza in una struttura che può ospitare oltre 100 mila persone.
“Un provvedimento di questo livello non è un dettaglio tecnico: indica che, nel quadro complessivo, non vi erano le condizioni per garantire sicurezza e ordine pubblico”.
Da qui l’affondo contro il metodo seguito nella gestione dell’operazione. “Reggio Emilia non merita né figuracce, né improvvisazione. Non si governa una città con le conferenze stampa e non si gestisce un’infrastruttura complessa come la RCF Arena con superficialità o con l’idea che poi si vedrà. Qui il problema non è l’artista: il problema è il metodo”.
Secondo Coalizione Civica, la RCF Arena rappresenta una risorsa importante per il territorio, ma richiede programmazione e competenze adeguate. “Se funziona, porta valore e visibilità; se non funziona, si trasforma in un boomerang economico, reputazionale e operativo, scaricando conseguenze sulla città e sui cittadini: sicurezza, traffico, tensioni, disordine e costi”.
Per questo De Lucia chiede chiarimenti puntuali sull’intera vicenda. “Ora servono risposte pubbliche, chiare e verificabili. Serve capire se e come siano stati davvero valutati i profili di sicurezza, chi abbia messo nero su bianco i rischi legati all’ordine pubblico e alle possibili contromanifestazioni e perché si sia arrivati agli annunci senza che tutti i nodi risultassero sciolti fino in fondo”.
Tra i temi sollevati anche la sostenibilità organizzativa di due grandi eventi programmati a distanza di appena 24 ore l’uno dall’altro. “Serve comprendere chi abbia ritenuto sostenibile la gestione di due eventi enormi in sole 24 ore, con tutto ciò che comporta in termini di flussi, trasporti, presidio sanitario, controllo del territorio, personale e logistica”.
Il consigliere contrappone quindi quello che definisce il corretto approccio amministrativo a quanto avvenuto negli ultimi mesi. “Un’Amministrazione seria fa il contrario: prima verifica con rigore, poi annuncia; prima costruisce un quadro solido con tutti gli attori coinvolti, poi si prende la responsabilità pubblica. Qui invece è passata l’idea che basti l’effetto vetrina: un lancio mediatico, una passerella istituzionale, e poi si spera che il resto si incastri. Ma la realtà amministrativa non funziona così. E Reggio Emilia non può diventare il palcoscenico di operazioni costruite male”.
Infine, De Lucia richiama l’attenzione sulle ricadute concrete della cancellazione degli eventi. “Devono essere garantiti i rimborsi a tutte le persone che hanno pagato biglietti, pacchetti o servizi collegati agli eventi, con tempi e procedure chiare. E vanno tutelati i lavoratori che hanno già svolto mansioni e prestazioni in relazione a questo controverso festival: nessuno deve restare con ore lavorate non riconosciute, pagamenti sospesi o scaricabarile tra organizzatori, fornitori e istituzioni”.
La conclusione è una bocciatura netta dell’intera operazione. “Oggi il risultato è uno solo: una figuraccia che ricade sulla città e sulla sua immagine, e che indebolisce la credibilità delle istituzioni quando parlano di programmazione e grandi eventi. Reggio Emilia ha bisogno di iniziative serie, organizzate bene, sostenibili, coerenti con la sua storia e capaci di portare valore vero, economico, culturale e turistico, senza scaricare costi e caos sulla comunità. Serve un principio semplice: responsabilità”.
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Paolo Pergolizzi
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