Carlo Nesti: “I viola liberi di testa, i bianconeri fuori di testa”


18-5-2026
Carlo Nesti: “Viola liberi di testa, bianconeri fuori di testa”

La mia scheda di Juve-Fiorentina, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.

1 – Mezzogiorno di fuoco: le fiamme bruciano la qualificazione alla Champions League, e come minimo 60-70 milioni. La Fiorentina è libera di testa. La Juve è fuori di testa, schiacciata, evidentemente, sul piano psicologico, dalla posta in palio. Nel primo tempo, i viola giocano meglio. Nel secondo tempo, si gioca ad una porta sola, quella di De Gea, con 18 tiri della Juve, e 180 passaggi nella metà campo avversaria, ma non basta.

2 – La difesa. Di Gregorio, da quando sa di essere ceduto, non è più lui. Aveva già commesso degli errori, durante la stagione. Ne commette uno grave anche oggi, e cioè quel gol di Ndour sul suo palo. Cambiaso, senza i ripiegamenti di Yildiz davanti a lui, si trova 1 contro 2, perché, su quella fascia, imperversano Dodò e Parisi. Quest’ultimo è martellante, fino a quando non si infortuna.

3 – Il centrocampo. Ennesimo tentativo a vuoto di dimostrare che Koopmeiners è un mediano da Juve. Non lo è. Così, quando la squadra perde palla, e rimane solo la sentinella Locatelli, si aprono le praterie. McKennie è un giocatore che ha vissuto un periodo di grande forma. Ma non gli si può chiedere di essere sempre un fenomeno, perché, comunque, è un giocatore, che ha dei limiti.

4 – L’attacco. Conceicao migliore in campo, imprevedibile e imprendibile. Secondo me, non merita di essere sostituito al sessantanovesimo, perché ha ancora energie. Vlahovic, cancellato da Pongracic, e incapace di trovare spazi, così come conclusioni. Yildiz, da molto tempo, impiegato in condizioni precarie. Ma perché? Perché non c’è nessuno migliore di lui alle sue spalle.

10-5-2026
Carlo Nesti: “L’importanza di Vlahovic, unico uomo–gol”

La mia scheda di Lecce Juve, dal punto di vista bianconero, in 4 parti.

1 – Dimostrare responsabilità, e reggere la pressione, erano fondamentali in una partita di questo genere. Segnare poi, oltretutto, dopo 12 secondi, ha liberato la Juve da un fardello di ansia e di tensione. Ora la Juve, e non è poco, ha 4 punti in più rispetto alla quinta.

2 – La partita ha messo a nudo un grande rimpianto. Cosa sarebbe stato il campionato bianconero con Vlahovic? É mancato, infatti, proprio quando la formazione stava cambiando pelle, diventando più offensiva. E quindi annullava il difetto, direi storico, perché riguarda sia quest’anno che l’anno scorso, di non servire adeguatamente il centravanti. Qui non parliamo, per decoro, di David e di Openda.

3 – Spalletti, negli spogliatoi, ha confermato la sua obiettività, e anche la sua severità di giudizio. Ha detto che la Juve è stata prima dominante, e poi superficiale. Ha aggiunto che mancano fasce cattive, come quella di Vlahovic, e non è la prima volta che l’allenatore parla di infantilismo della squadra.

4 – É la quarta volta, in cui la porta della squadra rimane inviolata in trasferta. A Spalletti piace, essere definito non giochista, ma equilibrista, e in effetti ieri la Juve è stata un po’ più coperta, con Locatelli interditore, con Koopmaners finalmente convincente, e con McKenny pronto ad arretrare dalla posizione di trequartista centrale a quella di centrocampista aggiunto.

In conclusione, l’equilibrio è la chiave di qualsiasi squadra, e purtroppo è stata sicuramente una carenza della rosa della Juve, in questa stagione, perché oltre a Locatelli e Thuram, per molto tempo, non si è vista un’alternativa. Adesso la carte in più può essere, seppur a fine stagione, Koopemainers, “miracolato”.

4-5-2026
Carlo Nesti: “La solita Juve generosa ma sprecona”

La mia scheda di Juve-Verona, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.

1 – Giusto recriminare sulla grande occasione persa. Ma quante volte abbiamo visto questa stessa Juve di Spalletti? Intendo dire una squadra offensiva, spettacolare, ma in grado di raccogliere l’1% di ciò che ha seminato. 76% di possesso palla, 29 tiri, 7 nello specchio della porta, e 2 pali. Il malocchio.

2 – Inevitabile che il gol, non alla portata di David, sia arrivato da parte dell’unico numero nove, ho detto nove, non nueve, della rosa, e cioè il rientrante Vlahović, dopo 180 giorni. Io, però, avrei visto bene, all’inizio del secondo tempo, a destra Conceicao, al centro Yildiz al dietro a Vlahović, e a sinistra Boga. Poi, durante il secondo tempo, lo sfortunato Zhegrova.

3 – L’Oscar della fantasia delle ultime settimane spetta a Conceicao, che si è acceso proprio quando necessitava, e cioè nel momento in cui doveva rifiatare Yildiz. Incontenibile anche questa volta per gli avversari, grazie a tutto il repertorio che ha saputo sfoggiare: dribbling, cross e tiro. Gli manca soltanto il gol.

4 – La rete del tenacissimo e generosissimo Verona è arrivata in circostanze rocambolesche. Locatelli cade in area, ed è, di per sé, un episodio dubbio, ma l’arbitro lo ammonisce per simulazione. Capovolgimento di fronte, e maledetta costruzione bassa. Passaggio sbagliato di Bremer (Spalletti: “Bremer e Kelly concedono qualcosa”), e palla prendibile, onestamente, per Di Gregorio.

Per quello che ho visto, nonostante le tante occasioni mancate, a me pare una Juve in condizioni fisiche buone, in rapporto al finale di campionato. Anche se è chiaro, che una vittoria avrebbe cambiato di parecchio la situazione. Quindi, con un Vlahović in più (fondamentale il suo rientro), resto, in ogni caso, fiducioso.

27-4-2026
Carlo Nesti: “Juve: per entrambe, armistizio obbigato”

La mia scheda di Milan-Juve, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.

1 – Nella corsa al quarto posto, il pareggio non è il massimo, ma non è nemmeno il minimo. La Juve, infatti, mantiene 3 punti di vantaggio su Como e Roma. E forse la gara più difficile che avrà in programma, a mio giudizio, sarà quella contro il Lecce, che lotta per non retrocedere.

2 – La partita si poteva anche immaginare così, ed è stata comunque molto deludente. Allegri ha giocato come spesso gli è capitato. Spalletti ha fatto di più, 5 tiri nello specchio della porta contro 1 solo del Milan, ma dobbiamo ricordare anche la traversa di Saelemaekers. Uno spettacolo, comunque, modesto.

3 – Buone indicazioni, innanzitutto, per quanto riguarda Conceicao, e non è la prima volta. Ha costretto Allegri addirittura a sostituire Bartezaghi, che lo marcava, o meglio, non riusciva a marcarlo. Bremer e Kelly, al centro della difesa, nonostante dall’altra parte l’assenza di un vero numero nove, hanno agito con autorevolezza. Il Milan, infatti, ha giocato con Pulisic a destra e Leao a sinistra. Thuram è stato autore di un gol annullato, peccato, e autore anche di pericolose verticalizzazioni. Non male, devo dire, Koopmeiners nella porzione di gara che ha giocato. L’ho visto più sicuro che altre volte.

4 – Meno appariscente del solito McKennie, ma d’altro canto è stato costretto ad accentrarsi, per dare una mano a Locatelli e Thuram, e non lasciarli in inferiorità numerica contro Modric, Rabiot e Fofana. Attenzione, perché stiamo parlando di una delle mediane più forti d’Italia, al di là della posizione di classifica del Milan. Anche Boga non è stato appariscente. Altre volte ha saltato con più rapidità, e con più quantità di spunti, l’uomo, grazie ai suoi dribbling. Infine, David: solito discorso. Bene come aprivarchi, male assolutamente come stoccatore, come bomber. E meno male che rientra Vlahović.

20-4-2026
Carlo…


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