Le immagini dalla riva e dall’alto, a cui negli ultimi anni ci stiamo abituando ma come la forza di quest’estate, raccontano con immediatezza gli effetti della siccità che sta colpendo il bacino. Nella giornata di domenica il livello del lago si attestava infatti poco sopra i 192 metri sul livello del mare, contro i circa 195 metri delle condizioni di piena. Valori particolarmente bassi, inferiori a quelli registrati nelle estati siccitose del 2003 e del 2024.
Laddove le acque limpide del Ticino scorrono verso valle, i bassi fondali e le alte temperature favoriscono la crescita della vegetazione acquatica, che forma vaste chiazze scure lungo le sponde. Il lago appare ristretto nel proprio alveo e la trasformazione del paesaggio evidenzia la fragilità di un ecosistema messo sotto pressione dalla scarsità di precipitazioni.
La preoccupazione del Comune di Sesto Calende
L’abbassamento del livello del lago non rappresenta soltanto un problema paesaggistico. «Come amministrazione Giordani la situazione del Ticino ci preoccupa e ci rattrista, perché vedere un simbolo della nostra città come il lago e il fiume malridotto, basso e pieno di alghe non fa piacere. Innanzitutto per quelle che sono potenzialmente le ricadute ambientali sulla flora e sulla fauna dell’ecosistema lacustre e fluviale, e anche per quelle che possono essere le conseguenze economiche, sia per la pesca sia, più a valle, per l’agricoltura», spiega l’assessore all’Ambiente di Sesto Calende, Leonardo Balzarini.
Più acqua dal Lago di Lugano per sostenere il Verbano
Per fronteggiare l’emergenza, l’Organismo bilaterale italo-elvetico di consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del bacino, convocato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha disposto nel pomeriggio di martedì 11 agosto un intervento straordinario. L’accordo prevede l’aumento dei rilasci dal Lago di Lugano attraverso Ponte Tresa, con una portata che passerà dagli attuali 3 a 8 metri cubi al secondo. Poiché i due bacini sono collegati, gran parte dell’acqua aggiuntiva raggiungerà il Verbano contribuendo a sostenere il livello del lago e a garantire le esigenze irrigue delle aree agricole a valle. Come riportato da Ticino Online, la misura, concordata con Lombardia e Piemonte su proposta della delegazione svizzera, resterà in vigore per dieci giorni e sarà costantemente monitorata.
«Leggiamo con favore il fatto che dalla Svizzera potrebbe arrivare acqua dal Lago di Lugano e speriamo che questo possa aiutare – prosegue Balzarini -. Sicuramente è necessario, dato che queste siccità presumibilmente si ripeteranno nei prossimi anni, un maggiore e più forte coordinamento tra tutti gli enti interessati per garantire sia l’acqua necessaria al mantenimento dell’ecosistema sia quella necessaria alle attività umane».
L’assessore richiama anche il valore della collaborazione territoriale: «Da questo punto di vista vorrei sottolineare ancora l’importanza del Patto del Verbano, sottoscritto tra Alfa e Acqua Novara Vco proprio a Sesto Calende, che benché non riguardi direttamente il regolamento dei livelli del lago, va sicuramente nella direzione di una gestione condivisa e corale di una risorsa e di un ecosistema così importanti».
Il Patto del Verbano unisce Alfa e Acqua Novara.Vco per la tutela della risorsa idrica
Un ponte strategico per il Basso Verbano
La centralità del ponte di ferro per l’intera comunità del Basso Verbano è emersa chiaramente soltanto poche settimane fa, durante la chiusura totale della struttura tra il 20 e il 26 luglio.
L’infrastruttura, gestita da Anas e Rfi, è stata interessata da un secondo cantiere (dopo il mese di chiusura del 2022) di riqualificazione strutturale e consolidamento da quasi 15 milioni di euro, con la sospensione sia del traffico veicolare sia della circolazione ferroviaria sulla linea Milano-Domodossola. Per limitare i disagi, fu introdotta la gratuità dell’autostrada A26 tra i caselli di Sesto Calende e Castelletto Ticino.
Durante quei giorni il Ticino è tornato a essere, come in passato, una vera via di collegamento tra le due sponde. I Comuni di Sesto Calende e Castelletto Ticino hanno infatti attivato un servizio straordinario e gratuito di navigazione, con un battello, solitamente attivo al mercoledì mattina in concomitanza col mercato sestese, che ha garantito il collegamento quotidiano tra Lombardia e Piemonte per lavoratori e cittadini.
La storia del Punt da feer, in breve
Conosciuto localmente come Punt da feer, il ponte di ferro attraversa il Ticino nel punto esatto in cui le acque del Lago Maggiore riprendono il loro cammino verso il Po. Una posizione che ha fatto di Sesto Calende e Castelletto Ticino strategici per commerci, trasporti e attività produttive fin dall’Ottocento. E, come dimostrato dagli scavi archeologici all’oratorio di San Vincenzo, già dall’antichità.
L’attuale struttura risale al 1952 e sostituì il ponte costruito nel 1882, distrutto durante la Seconda guerra mondiale dai bombardamenti che interruppero i collegamenti stradali e ferroviari tra Lombardia e Piemonte. Nel dopoguerra la Siai Marchetti promosse la realizzazione di un collegamento provvisorio, grazie anche al recupero di alcune barche impiegate per sostenere una passerella temporanea sul fiume, in attesa della ricostruzione definitiva.
Da allora il ponte è diventato uno dei simboli più riconoscibili del Basso Verbano, testimone della trasformazione economica e sociale di un territorio passato dall’industria manifatturiera e aeronautica a un’economia sempre più legata ai servizi, al commercio e al turismo.
Quando il fiume fa la storia
La centralità del Ticino nella storia di Sesto Calende affonda le radici ben prima dell’epoca contemporanea. Sul lungofiume sorge l‘obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi, il cui passaggio è ricordato anche da una tela conservata nella sala consiliare del municipio (vedere l’immagine copertina dell’articolo sotto riportato).
E allora viene quasi spontaneo abbandonarsi a una provocazione storica: cosa sarebbe accaduto se l’Eroe dei Due Mondi, intenzionato a raggiungere la Lombardia, si fosse trovato davanti un Ticino ridotto da una secca eccezionale come (se non peggiore) quella di questi giorni? Domanda impossibile sul piano della storia, naturalmente, ma utile a ricordare quanto il fiume abbia sempre condizionato movimenti, collegamenti e vicende umane in questa terra di confine.
Lo sbarco di Garibaldi a Sesto, quando il Ticino separava Regno di Sardegna e Austria
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