Focus sul mercato mondiale dei mirtilli


I mercati mondiali dei mirtilli sono condizionati da problemi qualitativi legati alle condizioni meteorologiche, da un’offerta irregolare e da una produzione in graduale ripresa nell’emisfero settentrionale. Le forti piogge hanno compromesso la qualità e la shelf life di parte della stagione marocchina e spagnola, mentre in Nord America l’offerta sta migliorando man mano che entrano in produzione le aree di coltivazione nazionali. In Sudafrica, la limitata disponibilità di prodotto a inizio stagione ha mantenuto i prezzi su livelli elevati, anche se i volumi sono attesi in aumento nelle prossime settimane.

© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it

Italia: i consumi assumono un carattere sempre più stagionale
Un importante produttore e confezionatore italiano di mirtilli, che opera in tutta la penisola, afferma che nel mese di maggio il prezzo medio di vendita del prodotto all’ingrosso si è attestato attorno agli 11 euro/kg. Il prodotto italiano presente sul mercato nell’ultimo periodo deriva dalla produzione del sud Italia, principalmente dalla Sicilia e una parte dalla Calabria. Questa produzione è ottenuta principalmente dalla varietà Ventura e dall’introduzione della nuova varietà Maldiva.

A breve partirà la Toscana e a seguire Piemonte. Tra maggio e giugno inizierà la raccolta del mirtillo nella regione Marche e nelle ultime settimane di giugno si prevede l’inizio del prodotto proveniente del Trentino-Alto Adige, dove la prima varietà raccolta sarà la Duke. La qualità risulta essere migliore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo è dovuto principalmente alla resa delle piante, data da una buona fioritura e l’assenza di gelate. Inoltre, il lavoro di rinnovamento varietale sta dando esiti molto positivi.

Secondo i dati di YouGov, i mirtilli vengono acquistati dal 35% delle famiglie italiane. Cresce la frequenza media di acquisto, che raggiunge le 7,5 occasioni annue, aumenta la spesa media per atto, oggi superiore a 3,6 euro, e si amplia anche la quantità acquistata per singolo acquisto. Anche la stagionalità del consumo si conferma sempre più estesa. Il periodo con i livelli più elevati di penetrazione commerciale copre ormai circa sei mesi, da febbraio a settembre, con un picco particolarmente marcato tra maggio e luglio, quando la quota supera il 13%. Il supermercato si conferma il format di riferimento, un risultato legato probabilmente alla delicatezza del prodotto, ai formati di confezionamento e al posizionamento di prezzo.

Paesi Bassi: le piogge penalizzano qualità e shelf life
La stagione dei mirtilli marocchini e spagnoli è stata caratterizzata quest’anno da una qualità discontinua lungo tutto il suo arco. Tra le settimane 8 e 16, i volumi provenienti dal Marocco sono rimasti contenuti. Successivamente l’offerta è aumentata progressivamente, con quantitativi più consistenti disponibili a fine della scorsa settimana e in quella corrente, consentendo di strutturare e garantire i programmi per la grande distribuzione. Le varietà premium non si sono distinte in modo netto nel corso di questa stagione, mentre quelle standard hanno mostrato meno problemi e una maggiore costanza nelle diverse condizioni climatiche. In generale, i prezzi si sono mantenuti su livelli più alti rispetto al solito, e il mercato li ha accettati pur di assicurarsi la disponibilità del prodotto. La distribuzione tende spesso a confrontare i prezzi con i livelli storici piuttosto che con le dinamiche attuali del mercato.

Anche la Spagna ha vissuto un avvio di stagione lento, con varietà come Snowchaser e Cupla che hanno spuntato prezzi favorevoli per un periodo prolungato. Le varietà standard hanno anch’esse tardato rispetto alle attese, e i volumi più consistenti previsti dalla Spagna non si sono pienamente concretizzati. La stagione si sta prolungando leggermente e i prezzi sono rimasti sostenuti. Se la struttura di prezzi elevati abbinata a volumi ridotti garantirà i ritorni attesi per i produttori, lo si capirà nelle prossime settimane.

Il denominatore comune dell’intera stagione è stato l’impatto delle forti piogge nella fase iniziale della produzione. I mirtilli sono risultati generalmente più morbidi e fragili rispetto agli anni precedenti, con una maggiore presenza di frutti spaccati nelle spedizioni. Di conseguenza, la shelf life non ha raggiunto i livelli normalmente attesi dall’offerta proveniente dall’emisfero meridionale. La stagione ha confermato ancora una volta quanto le condizioni meteorologiche incidano sulla produzione e sulla qualità.

Nord America: l’offerta interna è in miglioramento
La disponibilità di mirtilli in Nord America è stabile e in miglioramento, man mano che le aree di produzione nazionali entrano in attività. Attualmente il prodotto proviene da Messico, Georgia e California, contribuendo a rendere la disponibilità più regolare. Il Messico garantisce volumi stabili, la Georgia ha dovuto fare i conti con alcune difficoltà climatiche nelle prime fasi, mentre la California si avvia verso una produzione più consistente.

Nel complesso, l’offerta è leggermente inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, soprattutto a causa delle avversità climatiche che hanno colpito il Sud-Est degli Stati Uniti all’inizio del 2026. I volumi sono tuttavia migliorati con l’aumento della produzione interna. Le gelate che hanno interessato alcune zone del Sud-Est hanno contribuito anche a un avvio di stagione leggermente più tardivo rispetto all’anno precedente.

La domanda è moderata e in buona tenuta, con mercati stabili. Nel frattempo, il settore continua a puntare su varietà di mirtilli con calibro, consistenza, sapore, shelf life e qualità organolettica complessiva migliorati. Guardando alle prossime settimane, l’offerta dovrebbe continuare a crescere, soprattutto con l’incremento della produzione californiana e l’entrata in produzione di ulteriori aree nazionali, favorendo una maggiore disponibilità e creando nuove opportunità promozionali.

Sudafrica: prezzi attesi in calo
La stagione dei mirtilli dello Zimbabwe è iniziata mentre il raccolto sudafricano è ancora in una fase molto precoce, determinando un’offerta limitata e prezzi locali elevati, compresi tra 177 rand (9,3 euro) e 200 rand (10,5 euro) al chilogrammo. Nonostante i livelli attuali, i prezzi rimangono al di sotto della media degli ultimi cinque anni e sono attesi in calo la prossima settimana con l’aumento dei volumi.

Il volume di mirtilli sul mercato interno è risultato inferiore rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre i volumi di aprile hanno superato quelli del 2025. Le gravi alluvioni che hanno colpito il Capo Occidentale e il Capo Orientale avranno inevitabilmente un impatto sui volumi disponibili nel corso dell’anno, anche se la raccolta in quelle regioni è ancora lontana di diversi mesi.

Lo scorso anno l’Europa è stata il principale mercato di destinazione delle 25.600 tonnellate di mirtilli prodotte dal Sudafrica, con 10.900 tonnellate ricevute, seguita da vicino dal Regno Unito. Il Medio Oriente ha assorbito 3.250 tonnellate, seguito dall’Estremo Oriente con 1.600 tonnellate. Le esportazioni verso la Russia sono diminuite del 36%, scendendo a 10 tonnellate nella precedente stagione di esportazione, e sono state superate da quelle verso il continente africano, cresciute da 3 a 30 tonnellate nel corso della stagione.


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