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“L’APOLOGIA …..DELLA BUGIA”
L’espressione “apologia della bugia” (o della menzogna) racchiude una riflessione affascinante e controintuitiva, più che una giustificazione dell’inganno, esplora come la bugia per alcuni sia uno strumento di difesa psicologica, un lubrificante sociale e politico sinbolo di creatività…!!! per altri invece, una forma di tutela della libertà…!!! Molti pensatori e filosofi hanno sempre condannato la bugia in modo assoluto, mentre altri ne hanno fatto un’apologia (un’esaltazione), come Friedrich Nietzsche, ad esempio, evidenziava come l’essere umano abbia bisogno di illusioni e finzioni per sopportare il peso della realtà. Ebbene, in questo articolo non ci soffermeremo sulle bugie sociali, familiari e private, bensi’ su quelle politiche, pubbliche e governative, che certamente non rientrano in quelle definite; “bianche”, dette cioè a fin di bene, nell’interesse pubblico, o a tutela della collettività. Partendo dalla nostra piccola valle dove la bugia è diventata un’ostinato simbolo di sussistenza, con largo abuso dei nostri rappresentanti politici, che di fatto hanno eletto la bugia a patrimonio immateriale della propria cultura, e purtroppo l’avvento sfrenato del digitale, ha realmente finito per impoverire i cervelli (i nostri), e amplificare le menzogne (le loro). All’Abruzzo vengono assegnati dal piano PNRR oltre 4,5 miliardi di euro (per poi rinunciare ad una cospicua fetta), per la realizzazione di migliaia di opere sul territorio, la quota più alta di risorse va a programmi per infrastrutture, istruzione e digitalizzazione, copre oltre l’80% del costo totale dei progetti che saranno realizzati in Regione Abruzzo, ma dell’acronimo PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) la Valle Peligna, cosi’ come altre Valli della Regione o della Nazione, ne hanno effettivamente beneficiato? risulta sensato il termine ripresa e resilienza…??? Anni orsono, a piu’ riprese i nostri amministratori ci avevano tranquillizzato: “i fondi PNRR sarebbero stati una leva cruciale ed un motore strategico di crescita per la nostra terra…..!!!!” la realtà purtroppo è ben diversa, al di là di piccoli contentini e prebende, quale futuro dobbiamo ipotizzare per il nostro martoriato territorio al temine del PNRR? saremo forse inadatti ed inappropriati noi nel ruolo di semplici cittadini, o inidonei ed inadeguati loro nel doppio ruolo politico e istituzionale? delle due l’una. I fondi destinati alla rigenerazione urbana ed enti locali (circa 300 milioni di euro) in Abruzzo sono stati utilizzati appieno e correttamente? un esempio ce lo fornisce il parco Augusto Daolio di Sulmona chiuso da aprile 2024. Beneficiario di oltre 3,7 milioni di euro già nel 2021 con parte delle risorse intercettate dall’amministrazione dell’ex Sindaca Casini (progetto AcquaVella), in assenza delle necessarie coperture finanziarie, la parte restante viene inglobata nei fondi PNRR, e qui’ che le criticità decuplicano, tra varianti al progetto iniziale, errori procedurali ed intoppi vari si succedono altri due sindaci (Di Piero e Tirabassi), ma il polmone verde della Città resta mestamente non fruibile, creando un ulteriore danno di credibilità e d’immagine per Sulmona e l’intero territorio. Gli oltre 190 milioni di euro, sempre PNRR, destinati alla regione abruzzo per modernizzare un sistema idrico che da decenni lamenta una dispersione del 62,5% (la peggiore d’Italia dopo la Basilicata) hanno prodotto effetti concreti? sembrerebbe, ma il condizionale è d’obbligo, che la Valle Peligna e Alto Sangro siano state destinatarie, attraverso l’ente di gestione SACA S.p.A. (36 comuni in tutto) di circa cinque milioni di euro per la riduzione delle perdite, digitalizzazione e monitoraggio delle reti, che a fronte di 1.500 km di rete idrica e 500 km di rete fognaria, appaiono perlopiu’ come un premio di consolazione…!!!Sapete il motivo per cui l’Abruzzo ha dovuto rinunciare ai 720 milioni di euro per l’ammodernamento della tratta ferroviaria Pescara Roma definita da decenni “strategica”…??? non è stata in grado di garantire la fine dei lavori nei tempi necessari alla scadenza del PNRR (oltre 5 anni), probabilmente la stessa sorte che attende il progetto termale Regionale, come l’accordo e l’hub integrato che sono stati presentati in Regione il 24 ottobre 2024 (Popoli terme & Raiano, ma non solo), mentre su scala nazionale, quante altre opere definite “strategiche” hanno subito il medesimo destino???? Al di là del poco invidiabile virtuosismo Peligno, al di là che i numeri spesso e volentieri vengono utilizzati dai politicanti di turno per essere manipolati a proprio piacimento, siamo sicuri che al termine del PNRR ci verrà riconsegnata una Regione piu’ efficente e una Nazione piu’ moderna? ci ritroveremo con un rinnovato e rinvigorito mercimonio politico dei suoi padrini, oppure nel migliore dei casi con un incrementato debito sulle nostre teste e delle future generazioni? C’è un numero che racconta meglio di qualsiasi analisi lo stato dell’Italia : 194,4 miliardi di euro (71.8 miliardi in sovvenzioni e 122.6 miliardi in prestiti), è quanto l’Unione europea ha messo a disposizione (ndr. piu’ corretto dire richiesti) del nostro Paese, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una cifra che non ha precedenti nella storia repubblicana, di gran lunga il piu’ alto concesso in Europa, (ad es.in base alle richieste…. la Francia ha ricevuto 40 miliardi di euro, la Germania 28, la Grecia invece scarsi 36, eccetera), pensata per colmare decenni di ritardi infrastrutturali, modernizzare la Pubblica Amministrazione, costruire asili nido, ospedali di prossimità, reti idriche, eccetera. Un’occasione che, per definizione, anche se a debito non si ripeterà piu’, eppure a pochi mesi dalla scadenza finale, la Corte dei Conti certifica che in quasi sette casi su dieci la spesa sostenuta dagli enti locali non supera il 30% delle risorse assegnate, probabilmente l’italia non aveva le persone giuste (per via anche dei tagli al personale nei comuni) per spendere quei soldi…!!! e quando la valanga di miliardi si è abbattuta sulle amministrazioni locali, molte si sono trovate impreparate, e i fondi sono rimasti fermi, altri dirottati altrove….!!!! Se all’inizio ci eravamo illusi che il PNRR sarebbe diventata la “panacea di tutti i mali Italiani”, ben presto ha finito per mettere a nudo tutte le nostre inefficienze, debolezze, fragilità e vulnerabilità, se i cantieri non dovessero rispettare le scadenze ministeriali, i comuni e le regioni, rischiano di dover rimborsare (a carico nostro) persino le spese vive di progettazione. Gli unici conformi e coerenti con i cronoprogrammi imposti dall’Europa….!!!! sono alcune S.P.A a partecipazione statale, un esempio su tutti; Poste italiane S.p.A. controllata per circa il 65% direttamente ed indirettamente dallo stato italiano ( 29,30% in mano al Ministero Economia e Finanze, mentre il restante 35.00% detenuto da cassa depositi e prestiti, che a sua volta ha in gestione 1.2 miliardi di euro sempre PNRR per il piano case). Ebbene, Poste Italiane con un utile netto nel 2025 di 2.2 miliardi di euro, ha usufruito di un finanziamento di un miliardo di fondi PNRR per il progetto Polis, apportando maquillage negli sportelli di piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti, nel frattempo in data 20/07/2026 lanciava un’opas (offerta pubblica acquisto e scambio) su Tim S.p.A. (anch’essa partecipata dallo stato al 25%, e beneficiaria di oltre 2.5 miliardi di euro di fondi PNRR), che nel 2025 aveva riportato un utile di 519 milioni di euro; attraverso il pagamento cash di 3.1 miliardi di euro. Il principio della privatizzazione degli utili (anche se sono S.p.A.) e statalizzazioni degli investimenti infrastrutturali puo’ trovare applicazione anche in questo caso? sarebbe inopportuno e improprio riesumare dagli archivi la celebre frase di Giulio Andreotti; che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca….????
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In Italia l’apologia è un reato che punisce chiunque istighi a commettere reati o ne faccia un’esaltazione, come ad esempio: 1) Apologia di reati comuni punita dall’art. 414 del codice penale. 2) Apologia di terrorismo dove le pene sono aggravate (art. 414 bis del c.p.) 3) Apologia del fascismo (legge 545/1952), punisce chi esalta pubblicamente principi o metodi del fascismo. Non esiste dunque un reato sull’apologia della bugia, figuriamoci sulla disposofobia (disturbo dell’accumolo seriale) della falsità…!!!! volgendo uno sguardo al futuro, continua a riecheggiare un quesito; ma riusciranno prima i nostri impavidi amministratori a sanare questo vuoto legislativo o a depennare definitivamente il reato di APOLOGIA?????? Petrilli Alessandro N.B. Nel frattempo che il PNRR produca effetti….!!!! è stato nuovamente riconosciuto e certificato come l’Italia sia il Paese piu’ vecchio d’Europa (49.1 anni contro la media europea di 44.1).
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