Roma, 27 maggio 2026 – La Commissione europea ha adottato una proposta per la selezione dei fornitori di servizi satellitari mobili (MSS) che saranno autorizzati a utilizzare la banda di frequenza armonizzata a 2 GHz oltre il 2027, anno in cui scadranno le licenze attuali.
In base alla proposta, le aziende che operano nel settore dei satelliti in orbita terrestre bassa potranno presentare offerte per lo spettro satellitare mobile europeo il prossimo anno. Tuttavia, come indicato dalla Commissione, la maggior parte delle frequenze sarà riservata alle imprese europee.
Il regolamento proposto per la procedura di selezione e autorizzazione della banda di frequenza MSS a 2 GHz sostituisce la decisione del 2008, in base alla quale sono stati selezionati gli attuali operatori. Le loro autorizzazioni scadranno nel maggio 2027. La mossa dell’esecutivo UE mira a consentire l’ingresso di nuovi operatori nel mercato dopo la scadenza, il prossimo anno, delle licenze attualmente detenute dalle società statunitensi Viasat ed EchoStar.
Presentando la proposta in conferenza stampa, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha ricordato che nel 2008 gli Stati membri attribuirono alla Commissione il potere di autorizzare questa specifica banda satellitare per l’intera Unione europea. Fu, ha sottolineato, una decisione “landmark”, perché consentì di armonizzare le norme tra gli Stati membri e creare un’unica autorizzazione valida a livello UE per 18 anni. Ora, con le licenze in scadenza nel maggio 2027, Bruxelles deve rinnovare la procedura di selezione e autorizzazione degli operatori.
I satelliti in orbita bassa le “nuove torri” per i cellulari
Il nuovo sistema di assegnazione arriva nel contesto di una spinta dell’UE a rafforzare la sovranità tecnologica del blocco promuovendo gli operatori europei, motivata dalle preoccupazioni per l’ascesa tecnologica della Cina e per il dominio dei giganti tecnologici statunitensi in un momento di tensioni transatlantiche. Come ha spiegato Virkkunen, “l’Europa è ora a un crocevia”: può scegliere come usare questa finestra regolatoria per rafforzare competitività, sicurezza e capacità tecnologiche europee, tenendo conto anche del mutato contesto geopolitico.
Come ricorda Bruxelles, lo spettro per i servizi satellitari mobili è una risorsa strategica per consentire utilizzi commerciali innovativi, ma anche per sicurezza e difesa. La banda MSS a 2 GHz è ideale per i servizi Direct-to-Device, fornendo capacità di comunicazione essenziali e garantendo l’accesso a Internet ad alta velocità in aree prive di copertura terrestre. Virkkunen ha insistito sul fatto che questa banda costituisce ormai una base per fornire connettività satellitare e terrestre direttamente ai dispositivi mobili, in particolare nelle zone in cui le reti terrestri non sono disponibili. La connettività satellitare, ha aggiunto, è “cruciale” anche per i servizi governativi e le comunicazioni critiche europee.
Secondo la vicepresidente esecutiva, le grandi reti di satelliti in orbita bassa stanno diventando “la versione spaziale delle torri cellulari”, collegando sistemi terrestri e spaziali e aprendo la strada alle future reti mobili 6G. “Questa banda è assolutamente vitale per cittadini, imprese e governi”, ha affermato Virkkunen, chiarendo così il doppio valore, pubblico e privato, della proposta: da un lato comunicazioni sicure per governi, difesa e servizi critici; dall’altro nuove applicazioni commerciali per connettività mobile, Internet delle cose e servizi satellitari diretti ai dispositivi.
Una risposta agli USA?
Rispondendo alle domande dei giornalisti sugli effetti della decisione per le relazioni con Washington, Virkkunen ha affermato che anche gli Stati Uniti “hanno deciso di continuare ad assegnare a un operatore nazionale la banda per i servizi satellitari mobili”, respingendo la candidatura di una società europea. La vicepresidente ha però evitato di presentare la proposta come una misura ritorsiva, insistendo invece sulla necessità di una cooperazione internazionale nello spettro radio. “Le decisioni nell’assegnazione dello spettro sono un campo in cui è molto importante avere una buona cooperazione globale”, ha spiegato.
Alla domanda se Bruxelles si aspettasse reazioni irritate da parte dell’amministrazione statunitense, Virkkunen ha risposto che l’UE deve ormai valutare le proprie tecnologie, infrastrutture digitali e infrastrutture critiche anche alla luce della necessità di disporre di capacità autonome. “Dobbiamo avere anche una certa capacità noi stessi”, ha detto, precisando che lo spettro sta diventando sempre più importante per la connettività, per la connettività sicura e per gli usi economici.
Al tempo stesso, la Commissione rivendica un equilibrio tra sovranità tecnologica e apertura del mercato. “Vogliamo seriamente potenziare le nostre capacità europee in questo settore, ma allo stesso tempo restiamo aperti”, ha rimarcato Virkkunen, ricordando che la proposta lascia comunque un blocco della banda accessibile anche agli operatori extraeuropei. “Siamo quindi molto trasparenti e collaborativi con la nostra proposta”, ha precisato.
A chi le chiedeva se l’apertura di un terzo della banda agli attori non UE fosse una concessione alle società americane, Virkkunen ha risposto che la Commissione si trova “a un crocevia”, perché la scadenza delle licenze impone di guardare agli sviluppi tecnologici e alle nuove opportunità, in particolare i servizi Direct-to-Device e il 6G.
La vicepresidente ha precisato che la parte aperta agli operatori extraeuropei non è automaticamente destinata a società non UE: potrà essere richiesta anche da imprese europee. “Non è ancora deciso se quella parte sarà ottenuta da soggetti esterni all’Europa o da stakeholder europei”, ha precisato la commissaria finlandese, sottolineando che la proposta prevede semplicemente che quel blocco sia aperto “anche a player non europei”.
In cosa consiste la proposta di Bruxelles
Nello specifico, la Commissione propone di istituire una procedura di selezione a livello UE per l’assegnazione dello spettro. Secondo Bruxelles, la concessione di un’autorizzazione unica europea per l’utilizzo della banda di frequenza a 2 GHz per i servizi satellitari mobili in tutti gli Stati membri garantirà coerenza normativa nell’Unione e consentirà agli operatori di sviluppare e fornire servizi transfrontalieri.
La proposta prevede una suddivisione in tre blocchi. Un terzo della banda MSS a 2 GHz sarà dedicato all’uso governativo, ad esempio per comunicazioni critiche, sicurezza e scopi militari, e dovrà essere fornito da un operatore dell’UE. L’operatore selezionato dovrà garantire anche l’integrazione con le capacità attuali e future dell’infrastruttura IRIS², il programma europeo per la connettività sicura dell’Unione, considerato la risposta europea a Starlink.
Virkkunen ha chiarito che questo blocco governativo è riservato esclusivamente ad attori europei perché riguarda settori critici. “Un terzo è riservato all’uso governativo per comunicazioni critiche, sicurezza e militare”, ha spiegato, aggiungendo che per questi settori la proposta è “molto chiara”: devono essere forniti da un operatore UE.
Due terzi della banda MSS a 2 GHz saranno invece dedicati all’uso commerciale, come i servizi Direct-to-Device per dispositivi mobili, garantendo copertura mobile dove le reti terrestri non sono disponibili. Come indicato da Bruxelles, la banda potrà essere utilizzata anche per l’Internet delle cose, ad esempio dispositivi di monitoraggio dell’attività fisica personale, monitoraggio energetico e dispositivi di risposta alle emergenze.
La parte commerciale sarà divisa in due blocchi uguali: uno riservato agli operatori UE che entrano nel mercato, per incoraggiare la diversificazione dei fornitori e incentivare l’ingresso di player europei; l’altro aperto sia agli operatori UE sia agli operatori extra-UE. Virkkunen ha spiegato che questa architettura serve a costruire un mercato più competitivo, ma anche a rafforzare l’industria europea: un blocco commerciale sarà “solo per player dell’Unione europea”, mentre il terzo blocco resterà accessibile anche a operatori non UE.
Alla domanda su cosa significhi concretamente “operatore europeo”, la vicepresidente ha richiamato i criteri previsti dalla legislazione UE, spiegando che si tratta di imprese dell’Unione controllate e possedute da Stati membri o società europee. Virkkunen ha sottolineato che Bruxelles guarda con favore a partenariati pubblico-privati e anche a consorzi più ampi, perché molte imprese europee del settore restano relativamente piccole. “Sarebbe molto utile costruire consorzi più grandi”, ha osservato, così da garantire un adeguato livello di servizio e stimolare nuove innovazioni.
La Commissione propone inoltre di prorogare per due anni le licenze degli operatori attuali, EchoStar e Viasat, così da evitare vuoti regolatori mentre il nuovo regolamento viene adottato e viene condotta la nuova procedura di selezione. Un punto rilevante riguarda Starlink. Virkkunen ha spiegato che, nonostante i cambiamenti nella proprietà di EchoStar, è ancora EchoStar a operare nello spettro europeo e che, con la proroga proposta per EchoStar e Viasat, non sarà possibile trasferire le licenze ad altre società.
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