Testo tratto dal Martirologio Romano pubblicato per ordine del Sommo Pontefice Gregorio XIII, riveduto per autorità di Urbano VIII e Clemente X, aumentato e corretto nel MDCCXLIX da Benedetto XIV (quarta edizione italiana, Libreria Editrice Vaticana, MDCCCLV).
La Chiesa cattolica, secondo il calendario romano tradizionale, celebra:
- domenica 30 agosto: quattordicesima domenica dopo Pentecoste (II classe);
- lunedì 31 agosto: festa di San Raimondo Nonnato, Confessore (III classe);
- martedì 1 settembre: feria della quattordicesima settimana dopo l’ottava di Pentecoste (IV classe), con la commemorazione di Sant’Egidio, Abate e con la commemorazione dei Santi dodici Fratelli, Martiri;
- mercoledì 2 settembre: festa di Santo Stefano, Re, Confessore (III classe);
- giovedì 3 settembre: festa di San Pio X, Papa e Confessore (III classe);
- venerdì 4 settembre: feria della quattordicesima settimana dopo l’ottava di Pentecoste (IV classe); per determinati luoghi, festa della Beata Maria Vergine Madre del Divin Pastore e festa di Santa Rosa da Viterbo, Vergine;
- sabato 5 settembre: festa di San Lorenzo Giustiniani, Vescovo e Confessore (III classe).
Lorenzo V.
30 Agosto 2026, Luna decimasettima
Santa Rosa di santa María, del Terz’Ordine di san Doménico, Vergine, il cui giorno natalizio è ricordato il ventiquattro di questo mese.
A Roma, sulla via Ostiénse, la passione del beato Felíce Prete, sotto gl’Imperatori Diocleziáno e Massimiáno. Egli, dopo il tormento dell’eculeo, condannato a morte, mentre era condotto ad essere decapitato, s’incontrò con un Cristiano, che, spontaneamente confessando di essere tale, fu subito egualmente decapitato con lui; i Cristiani poi, ignorando il suo nome, lo chiamarono Adáutto, perché si unì a san Felíce per la corona.
Così pure a Roma santa Gaudénzia, Vergine e Martire, con altre tre.
A Colónia Suffetulána, in Africa, sessanta beati Martiri, uccisi dal furore dei pagani.
A Bológna san Bonónio Abate.
A Roma san Pammáchio Prete, illustre per dottrina e santità.
Ad Adruméto, in Africa, i santi Bonifácio e Tecla, i quali furono i genitori di dodici beati figli Martiri.
A Salonícco san Fantíno Confessore, il quale, avendo sofferto molto dai Saracéni, ed essendo stato espulso dal monastero, nel quale con mirabile astinenza era vissuto, finalmente, dopo aver condotto moltissimi alla via della salute, in buona vecchiaia si riposò.
Nel territorio di Meaux san Fiácrio Confessore.
A Trevi, nel Lázio, san Piétro Confessore, il quale, illustre per molte virtù e per miracoli, ivi passò al Signore, ed è onorevolmente venerato.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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31 Agosto 2026, Luna decimaottava
San Raimonódo Nonnáto, dell’Ordine della beata María della Mercéde per la redenzione degli schiavi, Cardinale e Confessore; il cui giorno natalizio è ricordato il ventisei di questo mese.
Presso il monte Senário, in Toscána, il natale di san Bonagiúnta Confessore, uno dei sette Fondatori dell’Ordine dei Servi della beata Vergine María; il quale, mentre parlava ai Confratelli sulla passione di Cristo, rese lo spirito nelle mani del Signore. La sua festa e quella dei suoi Compagni si celebra il dodici Febbraio.
Così pure a Tréviri il natale di san Paolíno Vescovo, il quale, al tempo della persecuzione Ariana, per la fede cattolica dall’Ariano Imperatore Costánzo fu relegato in esilio fuori dei confini del Cristianesimo, e finalmente, morto nella Frígia, ricevette dal Signore la corona della sua beata passione.
Così pure a Trasácco, al lago Fúcino, nei Marsi, il natale dei santi Martiri Cesídio Prete e Compagni, i quali nella persecuzione di Massimíno furono coronati col martirio.
Così pure i santi Martiri Robustiáno e Marco.
A Cesaréa, in Cappadócia, i santi Teódoto, Rufína ed Ammia, dei quali i primi due furono i genitori di san Mamánte Martire, che da Rufína fu partorito in prigione, e da Ammia venne educato.
Ad Auxerre sant’Ottáto, Vescovo e Confessore.
In Inghiltérra sant’Aidáno, Vescovo di Lindisfárne; la cui anima san Cutbérto, che è commemorato il venti Marzo, allora pastore di pecore, avendola veduta salire al cielo, abbandonò il gregge, e si fece Monaco.
Presso Nusco sant’Amáto Vescovo.
Ad Aténe sant’Arístide, chiarissimo per fede e per dottrina, il quale presentò al Principe Adriáno un egregio volume sulla religione cristiana, in cui si esponeva la ragione della nostra fede, e, alla presenza dello stesso Imperatore, chiarissimamente dimostrò che solo Gesù Cristo è Dio.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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1 Settembre 2026, Luna decimanona
Nella provincia di Narbóna sant’Egídio, Abate e Confessore. Col suo nome venne chiamata la città che poi sorse nel luogo, ove egli aveva eretto un monastero, ed aveva compiuto il corso della sua vita mortale.
A Sentíno, nei confini delle Púglie, la passione dei santi Donáto e l’altro Felíce, figli dei santi Bonifácio e Tecla. Dal Giudice Valeriáno, ai tempi dell’Imperatore Massimiáno, dopo vari tormenti furono fatti decapitare in questo giorno in cui si celebra la festa anche degli altri dieci fratelli, il cui natale si commemora nei rispettivi giorni. I corpi degli stessi dodici fratelli furono in seguito trasportati a Benevénto, ed ivi onorevolmente riposti.
In Palestína i santi Giosuè e Gedeóne.
A Gerusalémme la beata Anna Profetessa, della cui santità parla il Vangelo.
A Cápua, sulla via Acquária, san Prisco Martire, il quale fu uno degli antichi discepoli di Cristo.
A Todi, in Umbria, san Terenziáno, Vescovo e Martire, il quale, sotto l’Imperatore Adriáno, per ordine del Proconsole Leziáno, fu tormentato coll’eculeo e cogli scorpioni, e alla fine, strappatagli la lingua, fu condannato a morte, e così compì il martirio.
Ad Eracléa, in Trácia, sant’Ammóne Diacono, e quaranta sante Vergini, che egli ammaestrò nella fede, e, sotto il tiranno Licínio, condusse seco alla gloria del martirio.
In Spagna i santi Martiri Vincénzo e Leto.
A Populónia, in Toscána, san Régolo Martire, il quale dall’Africa venne colà, ed ivi, sotto Tótila, compì il martirio.
A Cápua san Prisco Vescovo, il quale fu uno di quei Sacerdoti, che, nella persecuzione dei Vandali, per la fede cattolica diversamente tormentati e posti su una vecchia nave, pervennero dall’Africa ai lidi della Campánia, e sparsi in quei luoghi, e posti al governo di diverse Chiese, propagarono mirabilmente la religione cristiana. Furono anche suoi compagni Castrénse, il cui giorno natalizio si celebra l’undici Febbraio, Támmaro, Rósio, Eráclio, Secondíno, Adiutóre, Marco, Augústo, Elpídio, Cantóne e Vindónio.
A Sens il beato Lupo, Vescovo e Confessore, del quale si racconta che un giorno, mentre celebrava alla presenza del Clero il divin Sacrificio, dal cielo cadde una gemma nel suo santo calice.
A Reims, in Fráncia, san Sisto, primo Vescovo di quella città.
A Le Mans, in Fráncia, san Vittório Vescovo.
Presso Aquíno san Costánzo Vescovo, illustre pel dono della profezia e per molte virtù.
A Zurígo, nel territorio di Costánza in Germánia, santa Veréna Vergine.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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2 Settembre 2026, Luna vigesima
Santo Stéfano, Re degli Ungherési e Confessore, il quale si riposò nel Signore il quindici Agosto.
A Roma santa Mássima Martire, la quale, avendo insieme con sant’Ansáno confessato Cristo, nella persecuzione di Diocleziáno, mentre era percossa con bastoni, rese lo spirito.
A Pamiers, in Fráncia, sant’Antoníno Martire, le cui reliquie si conservano nella chiesa di Palénza, in Spagna, con grande venerazione.
Così pure i santi Martiri Dioméde, Giuliáno, Filíppo, Eutichiáno, Esíchio, Leónida, Filadélfo, Menalíppo e Pentágapa, dei quali alcuni col fuoco, altri coll’acqua, altri colla spada e colla croce compirono il martirio.
A Nicomédia i santi Martiri Zenóne, con i figli Concórdio e Teodóro.
A Lióne, in Fráncia, sant’Elpídio, Vescovo e Confessore.
Così pure nel Picéno sant’Elpídio Abate: col suo nome fu chiamato il paese, che è lieto di possedere il suo sacro corpo.
Sul monte Sorátte san Nonnóso Abate, il quale con la sua preghiera trasportò altrove un sasso di gran mole, e rifulse per altri miracoli.
Nello stesso giorno la Commemorazione dei santi Martiri fratelli Evódio, Ermógene e Callísta; la memoria dei quali, martirizzati in Siracúsa, città della Sicília, si celebra anche il venticinque Aprile.
A Lióne, in Fráncia, la Traslazione dei santi Gíusto, Vescovo e Confessore, e Viatóre, che era stato suo ministro; il cui giorno natalizio si celebra rispettivamente il quattordici e il ventuno Ottobre.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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3 Settembre 2026, Luna vigesimaprima
San Pio decimo, Papa, il cui giorno natalizio è ricordato il tre Settembre.
A Corínto il natale di santa Febe, della quale fa menzione il beato Apostolo Páolo, scrivendo ai Romani.
A Cápua i santi Martiri Aristéo Vescovo ed Antoníno fanciullo.
Nello stesso giorno il natale dei santi Martiri Aigúlfo, Abate Lerinése, e suoi Compagni Monaci; i quali, dopo essere stata loro tagliata la lingua e cavati gli occhi, furono uccisi colla spada.
Così pure i santi Martiri Zenóne e Caritóne; dei quali uno fu gettato in una caldaia di piombo liquefatto, l’altro in una fornace di fuoco.
A Córdova, nella Spagna, san Sándalo Martire.
Ad Aquiléia le sante Vergini e Martiri Eufémia, Dorotéa, Tecla ed Erásma, le quali, sotto l’Imperatore Neróne e il Preside Sebásto, dopo molti supplizi, furono uccise colla spada, e furono sepolte da sant’Ermágora.
A Nicomédia la passione di santa Basilíssa, Vergine e Martire, la quale, all’età di nove anni, avendo per divina virtù superato, nella persecuzione dell’Imperatore Diocleziáno, sotto il Preside Alessándro, le battiture, il fuoco e le fiere, convertì alla fede di Cristo lo stesso Preside, e finalmente fuori di città in orazione rese lo spirito a Dio.
A Toul, in Fráncia, san Mansuéto, Vescovo e Confessore.
A Miláno la deposizione di sant’Ausáno Vescovo.
Nello stesso giorno san Simeóne Stilíta il giovane.
A Roma la Traslazione di santa Serápia, Vergine e Martire, la quale fu martirizzata il ventinove Luglio.
Così pure a Roma l’Ordinazione a Sommo Pontefice dell’incomparabile uomo san Gregório Magno, il quale, costretto a portare quel peso, dall’alto trono rifulse nel mondo con più fulgidi raggi di santità.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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4 Settembre 2026, Luna vigesimaseconda
Sul monte Nebo, nella terra di Moab, san Mosè, Legislatore e Profeta.
A Nápoli, in Campánia, il natale di santa Cándida, la quale per la prima incontrò san Piétro Apostolo, che andava in quella città, e, da lui battezzata, poi con santa fine si riposò.
A Tréviri san Marcéllo, Vescovo e Martire.
Ad Ankara, in Galázia, il natale di tre santi fanciulli Martiri, cioè Rufíno, Silváno e Vitálico.
Nello stesso giorno i santi Martiri Magno, Casto e Mássimo.
A Châlons, in Fráncia, san Marcéllo Martire, il quale, sotto l’Imperatore Antoníno, essendo stato invitato dal Preside Prisco ad un banchetto profano, e detestando quei cibi e liberamente rimproverando tutti i presenti perché servivano agli idoli, fu dal medesimo Preside, con inaudita sorte di crudeltà, sepolto vivo fino alla cintura; e così, perseverando tre giorni in lodare Dio, rese lo spirito incontaminato.
Nello stesso giorno i santi Taméle, prima sacerdote degli idoli, e i Compagni Martiri, sotto l’Imperatore Adriáno.
Così pure i santi Martiri Teodóro, Océano, Ammiáno e Giuliáno, i quali sotto l’Imperatore Massimiáno, tagliati loro i piedi e gettati nel fuoco, compirono il martirio.
A Roma san Bonifácio primo, Papa e Confessore.
A Rímini san Maríno Diacono.
A Palérmo il natale di santa Rosalía, Vergine Palermitana, discendente dal sangue regale di Carlo Magno, la quale, per amore di Cristo, fuggì il principato paterno e la reggia, e, solitaria nei monti e nelle spelonche, menò una vita celeste.
A Vitérbo la Traslazione della beata Rosa Vergine, del Terzo Ordine di san Francésco, al tempo del Papa Alessándro quarto.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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5 Settembre 2026, Luna vigesimaterza
San Lorénzo Giustiniáni, primo Patriarca di Venézia e Confessore, il quale in questo giorno salì, contro sua voglia, la Cattedra pontificale, e l’otto Gennaio si riposò nel Signore.
A Roma, nel suburbio, il beato Vittoríno, Vescovo e Martire, il quale, anche per santità e per miracoli, fu fatto Vescovo della città di Amitérno per elezione di tutto il popolo. Poi, sotto Nerva Traiáno, relegato con altri servi di Dio a Contigliáno, dove scaturiscono acque puzzolenti e sulfuree, dal Giudice Aureliáno fu fatto impiccare col capo all’ingiù; ed avendo ciò sopportato tre giorni per il nome di Cristo, in fine, gloriosamente coronato, vittorioso passò al Signore. Il suo corpo fu preso dai Cristiani, e onorevolmente sepolto ad Amitérno, nell’Abruzzo.
A Costantinópoli i santi Martiri Urbáno, Teodóro, Menedémo e settantasette Compagni dell’ordine ecclesiastico, i quali dall’Imperatore Valénte, per la fede cattolica fatti salire su di una nave, furono fatti bruciare nel mare.
A Porto Románo, la passione di sant’Ercoláno soldato, il quale, sotto l’Imperatore Gallo, per la fede di Cristo fu battuto con flagelli e decapitato.
A Cápua i santi Martiri Quínzio, Arcónzio e Donáto.
Nello stesso giorno san Rómolo, il quale, essendo maggiordomo di Traiáno e detestando la crudeltà dell’Imperatore contro i Cristiani, fu flagellato con verghe e decapitato.
A Melitína, nell’Arménia, la passione dei santi soldati Eudóssio, Zenóne, Macário e millecentoquattro Compagni, i quali, avendo gettato via il cingolo militare, nella persecuzione di Diocleziáno, per la confessione di Cristo furono uccisi.
Nel contado di Thérouanne, nel monastero di Sithieu, in Fráncia, san Bertíno Abate.
A Tolédo, nella Spagna, santa Obdúlia Vergine.
¶ Ed altrove moltissimi altri santi Martiri e Confessori e sante Vergini.
℟. Deo grátias.
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