Nuova tappa del percorso “Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro”, promosso nell’ambito del progetto #varese2030. L’incontro, ospitato dall’oratorio della Comunità Pastorale Kolbe, ha raccolto le voci del Consiglio di Quartiere 9 (Montello, Aguggiari, Sangallo). Al tavolo di ascolto sono arrivate anche testimonianze da due borghi limitrofi ma molto diversi tra loro, Rasa e Fogliaro (E facenti parti del quartiere 1, di cui abbiamo parlato qui), che raccontiamo distintamente in questo stesso articolo.

Il Consiglio di Quartiere 9 mette insieme realtà molto diverse tra loro, intorno all’asse denso e vissuto di viale Aguggiari: dal quartiere Montello, diviso tra villette e edilizia popolare, al quartiere Sangallo, poco noto persino agli stessi varesini. A questi ultimi, pur non facendo parte dello stesso Consiglio di Quartiere, si sono affiancate in questa tappa le voci di Rasa e Fogliaro, raccolte durante lo stesso incontro e qui raccontate separatamente per rispettare le rispettive identità. Ne emerge un mosaico di quartieri e frazioni che condividono la stessa collocazione periferica rispetto al centro città, ma vivono priorità e problemi molto distanti tra loro.

Quello che funziona: l’oratorio motore di viale Aguggiari, la quiete di Rasa

Viale Aguggiari si conferma un asse denso e vissuto, tra residenze e piccole attività commerciali di prossimità. A tenerlo vivo, secondo chi lo frequenta, è soprattutto la Comunità Pastorale Kolbe, guidata da don Marco Paleari, che i residenti descrivono come una guida capace di coinvolgere in modo continuativo adolescenti e famiglie, tenendo insieme una comunità che altrove in città fatica a trovare punti di riferimento.

Salendo verso Rasa il quadro cambia completamente. Chi vive nel borgo lo racconta come un’oasi immersa nel verde, dove i bambini possono ancora muoversi liberamente per strada e la percezione di sicurezza resta alta. Anche nella zona di Oronco – Prima Cappella, sopra Sant’Ambrogio, i residenti parlano di un contesto residenziale tranquillo, fatto di case indipendenti con giardino e di un forte senso di conoscenza reciproca tra vicini, con l’arcinoto limite dei parcheggi a servizio del Sacro Monte, problema molto sentito nei weekend e nei periodi di vacanza.

A Fogliaro invece sopravvivono piccole tradizioni molto sentite, come la visita di Babbo Natale organizzata ogni anno nella cappelletta locale per i bambini del rione.

Cosa sarà Varese

Quello che non funziona: il retro di Montello e i borghi che si spopolano

Il nodo più critico segnalato riguarda il comparto Aler di via Roman sur Isère, a Montello. I residenti raccontano di un contrasto netto tra le facciate degli edifici, oggetto di recenti interventi di riqualificazione in occasione di visite istituzionali, e la situazione alle loro spalle: alcune ex villette, un tempo occupate da personale legato al Centro Comune di Ricerca di Ispra e oggi vuote, sarebbero spesso occupate abusivamente e utilizzate come discarica.

Un intervento di riqualificazione analogo, sempre su immobili di provenienza ex CCR di Ispra, è in corso anche nel vicino quartiere di Sangallo, terza area che compone insieme a Montello e Aguggiari il Consiglio di Quartiere 9: un dato di contesto utile a inquadrare le dimensioni complessive dell’operazione di edilizia pubblica in corso su questo comparto cittadino, distinto dalle criticità raccontate dai residenti di Montello.

Diversi residenti segnalano furti di materiali (tra cui impianti elettrici e caldaie) e riferiscono di sentirsi meno sicuri, in particolare la sera, pur specificando di aver più volte inoltrato segnalazioni scritte alle autorità competenti senza ottenere, a loro dire, interventi risolutivi. Si tratta di segnalazioni riportate dai residenti stessi, non di fatti verificati in sede ufficiale.

Sempre a Montello, i residenti lamentano l’assenza di segnaletica per i limiti di velocità e di dossi rallentatori lungo via Montello, un tratto frequentato anche da studenti diretti alla Scuola Europea. Si aggiungono le difficoltà legate alla manutenzione stradale, con radici di alberi ad alto fusto che negli anni avrebbero sollevato porzioni di asfalto, e la scarsa cura del decoro urbano, tra deiezioni canine non raccolte e la scomparsa delle ultime attività commerciali di vicinato: nel quartiere, secondo chi vi abita, resterebbe oggi solo un’attività di parrucchiera.

Anche nei borghi più verdi non mancano le criticità. A Rasa i residenti segnalano da anni lo stato di via Salve Regina, la cui competenza sarebbe rimasta a lungo indefinita tra più enti. In tutta l’area, chi vive vicino al Parco del Campo dei Fiori riferisce inoltre di vincoli molto stringenti sugli interventi edilizi, che renderebbero difficile anche una semplice sostituzione di infissi, e di una manutenzione discontinua del verde pubblico lungo le rive demaniali e comunali, che negli anni si sarebbero trasformate in tratti impraticabili per la vegetazione infestante.

A Fogliaro, infine, chi vi abita da più tempo racconta un progressivo svuotamento della vita sociale del borgo: l’oratorio che un tempo animava la parrocchia non è più attivo, e la chiesa oggi apre solo per funzioni occasionali.

Cosa sarà Varese

Quello che potrebbe cambiare: una sala di quartiere, più sicurezza, più cura del verde

Dal confronto emergono alcune proposte concrete. A Montello i residenti chiedono un intervento sulla sicurezza dell’area Aler — a partire dalla messa in sicurezza delle villette abbandonate — insieme a un’attenzione più costante alla viabilità, con richiesta di segnaletica dei limiti di velocità e di dossi rallentatori in via Montello. Viene inoltre avanzata l’idea di recuperare uno spazio dismesso del quartiere, dove un tempo sorgeva un locale di ritrovo, per trasformarlo in una sala di comunità aperta ai residenti.

Per Rasa e per l’area del Parco del Campo dei Fiori la richiesta principale riguarda una manutenzione più regolare del verde pubblico e una chiarezza definitiva sulle competenze relative a via Salve Regina, oggi ancora oggetto di rimando tra i diversi enti coinvolti.

Il progetto “Cosa sarà”

Non aspettare che la politica – e le scadenze elettorali – dettino l’agenda, ma provare ad aprire una riflessione sui temi della città di Varese in maniera indipendente, ascoltando tutti: è nato così il progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro, che ha visto finora la realizzazione di venti interviste, diventate un libro acquistabile su Amazon qui. Ma ha visto anche l’incontro a porte chiuse con 31 consiglieri comunali, e due tavoli separati con le forze di centrodestra e centrosinistra. Ora, l’incontro con i quartieri.

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