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Intervista ad Antonello De Pierro, la nostra opposizione intransigente al servizio dei cittadini di Roccagiovine

Il capogruppo consiliare dell’Italia dei Diritti-De Pierro e leader nazionale del movimento ripercorre le tappe della storica vertenza sulla viabilità: dalla vittoria ottenuta su via Core Tondo alla nuova sfida per la rimessa in sicurezza della strada per Licenza

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Roccagiovine, 10 agosto 2026 –  In questa ampia intervista, il giornalista e presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro analizza nel dettaglio anni di battaglie consiliari condotte a Roccagiovine. Attraverso una disamina lucida e rigorosa, De Pierro ripercorre le tappe che hanno portato al risanamento di via Core Tondo, denunciando al contempo le criticità che ancora affliggono altre arterie strategiche del territorio comunale e delineando le prossime azioni del gruppo d’opposizione.

Presidente De Pierro, la vicenda di via Core Tondo rappresenta un esempio di come la perseveranza politica possa portare a risultati concreti per la comunità. Riavvolgiamo il nastro: come si presentava la situazione nel 2018, all’inizio del suo primo mandato consiliare?

«La situazione era drammatica ed era sotto gli occhi di tutti, tranne che dell’amministrazione comunale dell’epoca. Nel 2018, all’indomani della nostra elezione ai banchi dell’opposizione insieme ai colleghi Dantina Salzano e Paolo Nanni, capimmo subito che la rete stradale di Roccagiovine versava in uno stato di abbandono inaccettabile. In particolare, via Core Tondo era un percorso ad alto rischio. Parliamo dell’arteria che conduce al cimitero cittadino e poi prosegue verso la montagna: un tragitto percorso quotidianamente da tanti cittadini roccatani, per la maggior parte persone anziane che si recano a far visita ai propri cari defunti, muovendosi spesso a piedi. Le buche e le voragini sul manto stradale rappresentavano una trappola continua. Nei mesi invernali, poi, con la neve o il ghiaccio, la strada si trasformava in un vero e proprio pericolo per la pubblica incolumità».

A fronte di questa situazione, qual è stata la reazione iniziale della maggioranza guidata dal sindaco Marco Bernardi in aula consiliare?

«Un muro di gomma, condito da risposte evasive che sfioravano il paradosso. Abbiamo presentato svariate interrogazioni consiliari per chiedere interventi urgenti e abbiamo annunciato l’accesso agli atti per verificare l’effettiva manutenzione svolta negli anni precedenti. Ricordo ancora con sconcerto quando in consiglio il sindaco arrivò persino a sostenere di non ravvisare un nesso causale tra la caduta di un anziano a causa del ghiaccio e lo stato di conservazione dell’asfalto. Un’affermazione che si commenta da sé. Ciononostante, non ci siamo mai persi d’animo. Abbiamo continuato a incalzare l’amministrazione con il rigore che ci contraddistingue, arrivando anche a pretendere l’adozione del regolamento consiliare previsto dal Tuel, di cui il Comune si era inspiegabilmente privato per anni».

Dopo anni di insistenza, circa un anno fa è arrivata la svolta: via Core Tondo è stata finalmente riasfaltata. Lei però ha scelto di non darne subito notizia. Per quale motivo?

«Per una questione di profonda serietà e rispetto verso i cittadini. Quando l’amministrazione ha finalmente ceduto alla nostra incessante pressione e ha avviato i lavori di riasfaltatura, avremmo potuto cedere alla tentazione del trionfalismo immediato. Abbiamo preferito fare il contrario: abbiamo fatto passare diversi mesi, monitorando prima il cantiere e poi lasciando che la strada affrontasse i cambi di stagione e le intemperie. Volevamo essere certi al cento per cento che l’opera fosse stata eseguita a regola d’arte e che il manto stradale non presentasse cedimenti o crepe nel breve termine. Oggi che la tenuta dell’opera è confermata dai fatti, possiamo esprimere la nostra soddisfazione».

A chi si sente di attribuire il merito di questo risultato?

«Lo dico con estrema chiarezza: questa non è la vittoria personale di Antonello De Pierro e non è nemmeno una medaglia da appuntare al petto del movimento Italia dei Diritti. È la vittoria dei cittadini di Roccagiovine. A loro è stato finalmente restituito un diritto elementare e inalienabile: quello di poter camminare nel proprio paese in totale sicurezza. Come gruppo consiliare, oggi al secondo mandato, con me ci sono i consiglieri Paolo Nanni e Graziella Pais, siamo stati semplicemente lo strumento istituzionale attraverso cui questa istanza ha trovato voce e sbocco».

Chiuso il capitolo di via Core Tondo, la vostra azione ispettiva non si ferma. Qual è la nuova priorità per quanto riguarda la viabilità locale?

«Ora tutte le nostre energie sono concentrate sulla strada vecchia che collega Roccagiovine con il territorio di Licenza. Si tratta di un’arteria bellissima, immersa nel verde, molto frequentata anche da chi pratica jogging e attività sportiva all’aperto. Qui assistiamo a una situazione al limite del paradossale che indigna chiunque la percorra».

Quali sono le criticità specifiche di questa strada?

«C’è un contrasto stridente che salta subito all’occhio. Il tratto di strada ricadente sotto la competenza del Comune di Licenza è stato messo in sicurezza da tempo: il fondo stradale è regolare, la viabilità è sicura e decorosa. Non appena si varca il confine municipale e si entra nel territorio di Roccagiovine, la carreggiata precipita in condizioni di totale degrado, al limite dell’impraticabilità. Non è ammissibile che un cittadino o un visitatore avverta una differenza così netta semplicemente passando da un confine comunale all’altro».

Quali saranno i prossimi passi del gruppo Italia dei Diritti-De Pierro in consiglio comunale per risolvere anche questa vicenda?

«Ripeteremo esattamente lo stesso schema di intransigenza e rigore che ha portato ai risultati di via Core Tondo. Porteremo la questione all’attenzione dell’aula con nuove interrogazioni, pretenderemo di conoscere i piani di intervento dell’amministrazione e, se necessario, attiveremo tutti gli strumenti normativi ed eventuale azioni di protesta per far valere le ragioni della comunità. La nostra pazienza ha un limite, ma la nostra determinazione non ne ha. Continueremo a fare i ‘cani da guardia’ del territorio finché anche la strada per Licenza non sarà resa sicura e decorosa».

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