Una candidatura nata in piena estate: “La politica non va in vacanza. Mai. E sulla filiera istituzionale…”
CASERTA (g.g.) Gennaro Iannotti, per gli amici Genny, ha modificato gli schemi delle campagne elettorali che culminano con l’ascesa al vertice dei Comuni di sindaci nuovi o riconfermati. Non teme Iannotti una regola aurea del ciclismo, a cui solo pochi, pochissimi campioni di razza sono in grado di resistere: se si parte “troppo lunghi”, se si lancia la volata troppo presto, si arriva spompati agli ultimi, decisivi metri e, avendo pure regalato il riparo della scia agli avversari, si viene irrimediabilmente battuti. Iannotti, però, si sente preparato a resistere al ritorno dei suoi avversari e ritiene di aver costruito un rapporto sociale con la città. E allora il partire lungo può diventare un fattore di sorpresa, un vantaggio rispetto alle coalizioni tradizionali di centrodestra e di centrosinistra, che, traccheggiando nell’impasto dei loro rituali complicati, potrebbero concedergli quei mesi di vantaggio necessari per resistere alla fine, quando molti dei candidati da lui selezionati saranno immancabilmente contattati dai concorrenti. Tattica e strategia, e chi non risica non rosica: chi non rischia non può aspirare alla gloria.
Avvocato, lei ha scompaginato gli schemi della politica dei tatticismi e delle defatiganti trattative, ufficializzando la candidatura dieci mesi prima delle elezioni. Non teme di arrivare spompato ai momenti decisivi della contesa elettorale?
“I gruppi di potere che per anni hanno scelto a tavolino la guida della città, secondo logiche spartitorie, hanno trascinato Caserta nel baratro. Mentre altri aspetteranno l’ultimo secondo, in attesa della benedizione del potente di turno per annunciare la loro candidatura, con il gruppo nutrito di amici abbiamo avuto la forza di formalizzare il nostro impegno per far in modo che il nostro impegno trovi la più ampia condivisione. Caserta ha bisogno di messaggi chiari, di un lavoro serio e di donne e uomini pronti a portarlo avanti sin da subito. Noi siamo qui a dialogare con i casertani per costruire la città di oggi e quella di domani. In democrazia si offrono disponibilità a impegnarsi – le candidature – e si costruiscono programmi da offrire al voto dei cittadini. Purtroppo oggi viviamo un tempo in cui la “politica” non offre più molte opportunità ai cittadini di scegliere, perché la “politica” sembra ripiegata su se stessa, sui suoi rituali e sul suo ceto. A me è parso che la città che amo, Caserta, dopo i lunghi anni di lento declino, necessiti adesso di uno strappo e ho dato la mia disponibilità a guidare un processo che porti a candidare cittadini credibili. E dieci mesi, francamente, mi sembrano anche pochi.”
Chi è Gennaro Iannotti ora e chi sarebbe Gennaro Iannotti sindaco di Caserta?
“Io sono cresciuto in via Acquaviva, ho fatto lo studente pendolare a Napoli e oggi sono un avvocato realizzato nel mio lavoro, che non ha bisogno della politica per vivere. Ho detto da dove sono partito per spiegare che, se sarò scelto dai casertani come loro sindaco, è uno stato di cose che i cittadini non sono più disposti a sopportare. Una condizione che, negli anni, ha minato la serenità delle famiglie, compromesso la qualità della vita e fatto venir meno anche quelle attenzioni quotidiane che rendono una città degna di essere vissuta: il decoro urbano, la cura degli spazi pubblici, il rispetto dei luoghi. In una città che possiede un patrimonio storico, artistico, culturale e identitario straordinario, tutto questo ha prodotto un impoverimento profondo. Caserta non ha perso soltanto bellezza; ha smarrito una parte della propria identità e della fiducia che aveva in sé stessa. La politica voleva andare in ferie, invece io ho scelto lo scorso 17 luglio di rammentare che i problemi della città non vanno in vacanza. Mai.”
I suoi avversari le diranno che lei si avvarrà dell’appoggio di persone pesantemente coinvolte in fatti giudiziari connessi alle funzioni da essi svolte all’interno dell’Amministrazione della città. Portiamoci avanti col lavoro e ci faccia capire come risponderà.
“La risposta più facile sarebbe dire ai miei avversari che per molte volte si sono avvalsi loro stessi di costoro. Il punto è un altro: intenderci sul modo di governare Caserta. Ho spiegato e ripetuto più volte che si volta pagina e ci si muove in un’altra modalità, rispettando le regole e perseguendo il bene comune, non quello personale. Chi è di parere diverso è automaticamente fuori da questo perimetro. Invece, quando non ci sono argomenti e ragioni valide, si cercano i fantasmi, forse perché si ha paura di riconoscere che tanti esponenti della cultura cittadina, delle professioni, delle famiglie storiche della città, la Caserta che ha l’orgoglio di essere casertana, hanno già scelto di rompere rumorosamente con questo passato. È arrivato il momento che qualcuno se ne faccia una ragione.”
Lei erediterebbe una città pesantemente indebitata, che tra poco potrebbe dichiarare il terzo dissesto in soli 15 anni. E lo farebbe da sindaco civico, non associato né al centrosinistra, che governa la Regione, né al centrodestra, che potrebbe rimanere alla guida del Paese. A quali santi si rivolgerebbe?
“Spero che lei non voglia accusare la “politica” di non rispettare gli equilibri costituzionali. Oggi in Italia governa legittimamente il centrodestra guidato dalla presidente Meloni. Questo non ha impedito all’amministrazione comunale di Napoli, governata dalla coalizione di centrosinistra guidata da Gaetano Manfredi, di mettere ordine nei lavori pubblici, dare nuovo impulso alla mobilità ed ottenere la prestigiosissima assegnazione dell’America’s Cup. Con tutto il rispetto, non credo si tratti di colori politici quanto di capacità, ideazione, cultura amministrativa e voglia di servire la Città che si ama. Comunali e politiche si celebreranno assieme o a poche settimane di distanza: come si può sostenere questo ragionamento senza sapere chi sarà la nuova guida del Paese? In realtà, chi porta avanti questa tesi lo fa perché non conosce la città e non ha argomenti per risollevarla. Il caso di Napoli è l’emblema che la buona amministrazione trova sempre supporto istituzionale, a prescindere dalle appartenenze.”
La sua classifica delle priorità?
“La mia priorità è il cambio di passo della città, tenendo presente che la vera innovazione, infatti, non consiste semplicemente nel presentare un volto nuovo. Consiste nel cambiare il metodo con cui si costruiscono le decisioni pubbliche, aprendo la politica alla società e restituendo ai cittadini il ruolo che spetta loro. Questa è la mia idea di Caserta. È un’idea certamente ambiziosa, ma è l’unica che considero all’altezza della sfida che abbiamo davanti. Poi, a settembre, partiremo con i Cantieri Caserta, dai quali nasceranno le proposte operative per il programma. Ma la vera caratteristica dei Cantieri sarà la mobilitazione civica. Cantieri di dialogo che raccontano la città. E sarà così che a vincere sarà Caserta.”
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Maria Concetta Varletta
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