Presentato a Vienna proprio quest’oggi, lo Xiaomi 17T Pro arriva sul mercato con un’identità precisa: il “Telephoto Master” e no, non è uno slogan vuoto. Per la prima volta nella storia della Serie T di Xiaomi, entrambi i modelli (il 17T e il 17T Pro) montano un teleobiettivo Leica periscope 5x, ma è la variante Pro a spingersi più in là, tra specifiche hardware di fascia alta e una nuova concezione di fotografia mobile chiamata Leica Live Moment.
Con un prezzo di partenza di 899,90 euro, il 17T Pro ambisce a quella fascia di mercato dove la fotografia è la discriminante decisiva: uno spazio sempre più affollato, ma dove Xiaomi ha imparato a muoversi con sicurezza nell’arco delle ultime generazioni e nelle prossime righe ve ne parliamo più nel dettaglio.
Recensione in un minuto
Lo Xiaomi 17T Pro porta nella Serie T il teleobiettivo Leica periscope 5x, un display AMOLED da 144Hz con quattro certificazioni per la salute degli occhi, il chipset MediaTek Dimensity 9500 a 3nm e la batteria piu’ grande mai montata su uno smartphone Xiaomi per i mercati internazionali: 7.000 mAh con ricarica cablata da 100W e wireless da 50W. La novita’ piu’ originale e’ la Leica Live Moment, che trasforma ogni scatto in una breve sequenza animata catturando il movimento prima della pressione del tasto. Il Movie Mode con bokeh cinematografico in tempo reale fino a 4K/60fps e’ esclusiva della variante Pro. Prezzo di partenza: 899,90 euro.
Come è fatto
Lo Xiaomi 17T Pro misura 162,2×77,5×8,25 mm per 219 grammi: un dispositivo che si colloca nella categoria dei grandi schermi, disponibile nelle colorazioni Deep Blue, Deep Violet e Black. La scocca adotta una finitura spazzolata sui bordi laterali, con un modulo fotocamera ridisegnato per un profilo più contenuto.
La resistenza IP68 garantisce protezione da acqua e polvere, il vetro frontale è invece un Corning Gorilla Glass 7i. L’elemento più caratteristico è la soluzione di packaging LIPO, che permette di ottenere cornici di soli 1,29 mm uniformi su tutti e quattro i lati dello schermo: una simmetria che avvicina esteticamente il prodotto ai flagship di fascia superiore.
Il pannello è un AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (2772 × 1280 pixel), frequenza di aggiornamento fino a 144Hz e picco di luminosità a 3.500 nit. La soglia minima di 1 nit a livello hardware (specificità rarissima nel segmento) permette una visualizzazione notturna praticamente impercettibile. La copertura cromatica abbraccia l’intero spazio DCI-P3 con 68 miliardi di colori; i formati supportati includono HDR10+ e Dolby Vision.
Il sistema Xiaomi Vision Care poggia su 35 indicatori di test distribuiti su quattro aree: calibrazione ottica, integrità dell’emissione luminosa, esposizione alla luce blu e sensore intelligente adattivo. Il display ottiene la quadrupla certificazione TÜV Rheinland (Low Blue Light Hardware Solution, Flicker Free, Circadian Friendly e Intelligent Eye Care), risultando il primo nella Serie T a ottenerla. Il DC dimming a piena luminosità elimina lo sfarfallio su tutta la gamma di luminosità.
Sotto la scocca batte il MediaTek Dimensity 9500, prodotto a processo 3nm, con CPU octa-core fino a 4,21 GHz, GPU Mali G1-Ultra e NPU 990. La memoria è LPDDR5X a 9600 Mbps, disponibile in tre configurazioni storage UFS 4.1: 12+256 GB, 12+512 GB e 12+1 TB. La gestione termica è affidata al sistema Xiaomi 3D IceLoop. Il sistema operativo è Xiaomi HyperOS 3, con integrazione nativa di Google Gemini, Circle to Search e HyperAI.
Fotocamera
Il comparto fotocamere è il cuore del progetto. Il sistema a tripla ottica porta la firma Leica su tutte le focali, con lenti VARIO-SUMMILUX 1:1.67-3.0/15-115 ASPH. e struttura ibrida 1G+6P con multi-coating di precisione.
La fotocamera principale è un sensore da 50 MP, f/1.67 con OIS, abbinato al sensore Light Fusion 950 (formato 1/1,31 pollici) con pixel da 2,4 μm. La focale equivalente è 23 mm. Il teleobiettivo periscope 5x è il protagonista: 50 MP, f/3.0 con OIS, focale equivalente 115 mm, zoom ottico-equivalente 10x e AI Ultra Zoom fino a 120x. Supporta anche la fotografia macro con distanza minima di 30 cm. Il grandangolo è da 12 MP, f/2.2, campo visivo 120° (15 mm eq.), il selfie da 32 MP, f/2.2.
Sul fronte video, il 17T Pro è il primo smartphone della Serie T a offrire 8K a 30fps, 4K a 120fps e il Movie Mode con bokeh cinematografico in tempo reale fino a 4K a 60fps, esclusiva della variante Pro. È disponibile anche la registrazione Log fino a 4K a 60fps per la post-produzione.
La novità concettuale più originale è la Leica Live Moment: il sistema registra i fotogrammi immediatamente precedenti la pressione dello scatto, trasformando ogni immagine in una breve sequenza animata che cattura il movimento prima dell’istante decisivo. Funziona su tutte le focali posteriori ed è estesa alla modalità Ritratto con Leica Live Portrait. La Cinematografia Live, esclusiva del Pro, porta questo concetto all’Ultra-HD con effetti di zoom fluidi in 4K.
Batteria e connettività
La batteria al silicio-carbonio da 7.000 mAh è la più capiente mai montata su uno smartphone Xiaomi della Serie T per i mercati internazionali (+27% rispetto alla generazione precedente). L’autonomia dichiarata è di circa 2 giorni di utilizzo misto.
La ricarica cablata arriva a 100W HyperCharge (compatibile PPS), quella wireless a 50W. È prevista anche la ricarica inversa cablata fino a 22,5W. La connettività include Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0 con Dual-Bluetooth, NFC e supporto dual SIM con eSIM.
Durante la prova si è comportato come da premesse: due giorni pieni di utilizzo misto (quello che si potrebbe tranquillamente definire “uso quotidiano”) e un giorno e mezzo di utilizzo intensivo. Se, invece, si comincia a registrare video in 4K senza sosta (o lo si usa per sessioni di gaming durature magari per intrattenersi durante un lungo volo) lo Xiaomi 17T Pro arriva comunque a fine serata senza alcun problema, ma rimane consigliabile ricaricarlo.
Esperienza d’uso
Nonostante lo Xiaomi 17T Pro non rientri nella categoria degli smartphone ultraleggeri, l’esperienza d’uso quotidiana risulta estremamente equilibrata grazie a un bilanciamento dei pesi ben studiato. Sebbene le dimensioni generose possano farsi sentire quando lo si ripone in tasca, specialmente con quei capi d’abbigliamento leggeri prettamente estivi, il dispositivo non sacrifica mai la maneggevolezza.
Un punto di forza notevole è rappresentato dalle cornici uniformi, che non solo garantiscono un impatto visivo moderno e simmetrico, ma migliorano sensibilmente l’ergonomia; il contatto con i bordi ridotti offre infatti una sensazione di continuità e una presa sicura, rendendo l’interazione quotidiana fluida e piacevole.
Per quanto concerne il pannello, la fluidità del pannello a 144Hz si rivela un valore aggiunto non solo nel gaming, ma anche nell’uso quotidiano: la differenza è chiaramente percepibile nella navigazione, dove lo scrolling delle pagine web e le animazioni di sistema risultano estremamente fluidi. Lo schermo, inoltre, regge molto bene alla luce diretta, mantenendo una leggibilità ottimale grazie a un’ottima gestione della luminosità di picco. Al polo opposto, la soglia minima a 1 nit è una vera salvezza durante l’uso al buio completo, garantendo una visione riposante che non abbaglia l’utente.
Il sistema Vision Care con DC dimming mantiene le promesse, posizionandosi come una delle caratteristiche più interessanti per il benessere dell’utente. Dopo sessioni prolungate, si percepisce effettivamente una minore stanchezza oculare rispetto ad altri display, in maniera analoga a quanto ci ha abituato Honor negli ultimi tempi, merito di una riduzione drastica dello sfarfallio e di un filtraggio efficace della luce blu, che rendono l’esperienza visiva molto più naturale e meno affaticante
Fotografia con il teleobiettivo
Il teleobiettivo periscopico 5x si conferma il vero cuore pulsante del comparto fotografico. In condizioni di buona luce, la qualità degli scatti a 5x è eccezionale, con una nitidezza che non teme confronti, mentre a 10x il sensore riesce a mantenere un livello di dettaglio sorprendente grazie a un’ottimizzazione software impeccabile.
Il comportamento in controluce è gestito molto bene: i riflessi sono ridotti al minimo e la gamma dinamica rimane ampia, preservando i dettagli sia nelle ombre che nelle alte luci. Ciò che mi ha colpito di più, però, è la naturalezza del bokeh: lo sfocato è morbido e progressivo, tanto da rendere difficile distinguerlo da quello ottenuto con un’ottica fissa professionale; la separazione del soggetto è precisa e mai artificiale.
L’AI Ultra Zoom fino a 120x è uno strumento per casi limite, ma con risvolti interessanti. I risultati a 30x e 50x sono, a mio parere, effettivamente utilizzabili per i social o per catturare dettagli distanti: l’intelligenza artificiale lavora sodo per ricostruire le trame e i bordi, offrendo immagini pulite e prive di quel fastidioso effetto “acquerello”.
Spingendosi fino a 120x, la resa è inevitabilmente degradata e si nota una perdita di texture fine, ma il sistema di stabilizzazione è talmente efficace che permette comunque di identificare chiaramente il soggetto, rendendolo un esercizio tecnologico davvero affascinante e utile in situazioni di emergenza.
Leica Live Moment
La Leica Live Moment si distingue come la novità concettualmente più originale, offrendo un’esperienza d’uso che, nel lato pratico, si rivela estremamente immediata e intuitiva. Rispetto alle classiche Live Photo di iOS o alle Motion Photo di Android, i risultati sono decisamente più convincenti: la mano di Leica si avverte nella gestione del colore e nella fluidità del movimento, rendendo il momento animato non un semplice “contorno”, ma parte integrante del racconto fotografico.
La qualità del segmento animato è sorprendentemente omogenea rispetto allo scatto fisso; non si avverte quel tipico calo di risoluzione o di gamma dinamica nel passaggio tra la parte statica e quella in movimento, mantenendo una coerenza visiva di alto livello.
Per quanto riguarda le modalità integrate di filigrana Leica, Live Collage ed esportazione video, tutto il sistema è progettato per funzionare senza frizioni.
Il software gestisce i processi di rendering in background in modo rapido, permettendo di passare dallo scatto alla post-produzione creativa in pochi istanti. Anche il flusso di condivisione su piattaforme come Instagram e TikTok è fluido e ottimizzato: i file vengono esportati correttamente nei formati compatibili, mantenendo l’impatto estetico originale e rendendo la pubblicazione immediata, a tutto vantaggio di chi cerca un workflow rapido senza rinunciare alla qualità professionale firmata Leica.
Prestazioni e autonomia
Il Dimensity 9500 si conferma un chipset ottimo, capace di gestire senza incertezze anche il gaming più complesso; i titoli più pesanti girano con un frame rate solido. In merito alle temperature, il sistema di dissipazione lavora egregiamente: anche in sessioni prolungate, il calore viene distribuito in modo uniforme e non si raggiungono mai picchi fastidiosi al tatto.
Per quanto riguarda l’uso quotidiano, non è presente alcun throttling percepito; lo smartphone risponde sempre in maniera ottimale, mantenendo una reattività costante.
La batteria da 7.000 mAh è senza dubbio la specifica che più stupisce nell’utilizzo reale. Con un uso misto, le ore di schermo effettive sono notevoli, permettendo di superare agevolmente quasi le due giornate di autonomia senza dover ricorrere alla presa di corrente.
Verdetto
Lo Xiaomi 17T Pro si presenta come un flagship fotografico con un’identità chiara: il teleobiettivo Leica periscope da 5x come cardine di un sistema di imaging completo, abbinato a una batteria da primato per la categoria e a un display con una gestione della luminosità tra le più sofisticate del segmento. La novità Leica Live Moment aggiunge una dimensione narrativa alle immagini che va oltre la fotografia statica, mentre il Movie Mode porta capacità cinematografiche da videomaker in uno smartphone da meno di 900 euro.
A 899,90 euro nella configurazione d’ingresso, il 17T Pro propone una dotazione hardware che regge il confronto nella categoria. Chi cerca uno smartphone con il teleobiettivo come punto di forza, un’autonomia superiore a una giornata anche con uso intenso e certificazioni display di livello professionale troverà nel 17T Pro una proposta concreta e ben posizionata. Chi invece privilegia l’ecosistema software di altri produttori o ha esigenze specifiche legate all’ultragrandangolo (che qui si ferma a 12 MP contro i 50 MP delle ottiche principali) potrebbe voler valutare le alternative della categoria.
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Andrea Riviera
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