Milano, 28 maggio 2026 – Gli studi di filosofia, il giornalismo, la politica e la passione per la causa animalista, queste ultime due unite dal filo conduttore dell’utilizzo della prima come medium per promuovere e sostenere la seconda. Sono le numerose vite – probabilmente lei stessa le definirebbe sette come quelle dei felini – finora vissute da Michela Vittoria Brambilla, 59 anni, lecchese di Calolziocorte, figlia d’imprenditori e folgorata sulla via di Arcore da Berlusconi e Forza Italia a metà degli anni Duemila.
Michela Brambilla alla presentazione della trasmissione di Rete 4 ” Dalla parte degli animali”
Primi passi alla Confcommercio
Ed è proprio agli inizi del nuovo millennio che prende il via la parabola politica di Michela Brambilla. A fare da viatico, almeno agli esordi, c’è l’attività imprenditoriale del padre, titolare di una fabbrica specializzata nella trafilatura dei metalli. Entra a far parte del Consiglio d’amministrazione e da questa posizione – dal 2003 – scala i vertici della Confcommercio prima di Lecco e poi nazionale. Le basteranno così appena 5 anni per diventare presidente di Confcommercio, nel 2008, e approdare a Roma.
La legge Brambilla dal 2025 tutela i diritti degli animali come “soggetti giuridici”
Coup de foudre ad Arcore
Parallelo, scorre il suo legame con Forza Italia, che cominciato nel 2006 si rafforza rapidamente. Una prima candidatura alle politiche, nelle liste di Forza Italia per la Camera fallisce. Ma Brambilla non demorde, e nello stesso anno fonda i Circoli della Libertà, organizzazione intesa come radicamento territoriale della Forza Italia; ed entra successivamente in maniera ufficiale nella stessa FI. Un anno dopo, giugno 2007, è la fondazione dell’emittente satellitare Tv della Libertà, organo di informazione generale, nonché di promozione dei Circoli che però chiuderà due anni dopo lasciando conti in rosso, una volta finita la sua funzione di sostegno elettorale col ritorno di Silvio Berlusconi al governo.
L’approdo a Palazzo Chigi
Il 2008 è l’anno in cui il sogno di entrare a Palazzo Chigi dalla porta principale si avvera. Viene finalmente eletta alla Camera, e Berlusconi torna a Palazzo Chigi per presiedere il suo quarto Governo. Michela Brambilla, di quell’esecutivo, entra a fare parte: il 12 maggio, a 41 anni, giura al Quirinale – capo dello Stato è Giorgio Napolitano – e diventa sottosegretario al Turismo (l’anno successivo sarà ministro).
Magic Italy
Ed è in questi anni, quando Michela Brambilla ricopre un ruolo di primo piano nella proiezione turistica internazionale dell’Italia, che inizia a finire sotto i “radar” dell’opposizione e delle polemiche. Sotto la lente finiscono infatti i costi di promozione del progetto, e portale Web, “Magic Italy”, Magica Italia, per la promozione internazionale delle bellezze dello Stivale. Il “Magic Italy in tour”: si parla 157mila euro di spese fra il 2009 e 2010 a fronte di uno stanziamento, per quel biennio, che non avrebbe dovuto superare i 27mila euro. Si tratta di un incidente di percorso, che non fermerà la sua corsa in politica sempre indissolubilmente vicina a Berlusconi e al “cerchio” di Arcore. Rieletta nel 2013, poi ancora nel 2018 e un’altra volta alle anticipate del 2022. Sempre alla Camera.
Vita, ancora cucciola, nella foto-simbolo del caso Green Hill, l’allevamento di Beagle destinati alla vivisezione che smosse le coscienze nel 2011
La causa animalista
E dallo scranno di Montecitorio Michela Brambilla – che nel frattempo è convolata a nozze con Eros Maggioni, fondatore del Centro Medico Lombardo ed è madre di tre figli, l’ultimo avuto nel 2017 si chiama Leonardo Silvio – promuove le sue battaglie a favore degli animali e per sollecitare una coscienza animalista e ambientalista che, in Italia, non ha in effetti mai preso piede come in altri Paesi del nord Europa. Nel 2010 la presidente della Leidaa – Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente –presenta un disegno di legge per l’abolizione della caccia nei fondi privati, per la tutela di tutte le specie animali e la sicurezza dei cittadini. Lungo il filo conduttore dello slogan “La coscienza degli animali”, a cui aderirà un peso da novanta come Umberto Veronesi, vegetariano da sempre, promuove un’alimentazione priva di carne affermando che “chi mangia carne dev’essere consapevole di quali livelli di sofferenza e atrocità si nascondano dentro il cibo che quotidianamente consuma”.
Michela Brambilla accarezza un cane addestrato per l’accompagnamento delle persone ipovedenti
La legge Brambilla
La battaglia animalista in progress – che passa anche attraverso battaglie come quella, nel 2002, per assumere da parte della Leidaa la gestione del canile di Lecco per 9 anni e uno stanziamento di 159mila euro – trova il suo suggello nella legge che porterà il suo nome, la legge Brambilla, che per la prima volta in Italia, a partire dal giugno 2025, tutela gli animali in quanto esseri senzienti e quindi soggetti giuridici portatori di diritti. Entrano a far parte di questo ambito allevamenti, circhi, sperimentazione e vivisezione e la caccia.
Nello stesso anno, un’altra vittoria: Trenitalia viene “convinta” a far viaggiare (anche in prima classe) tutti i cani di qualsiasi taglia. Risale invece ad alcuni anni prima, è il novembre 2011, il blitz all’interno dell’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione animale Green Hill, di Montichiari nel Bresciano, che era stato oggetto di un suo esposto alla Procura e ai Nas per le condizioni degli animali. Nell’estate del 2013 viene approvato dal Parlamento il “testo Brambilla” che vieta l’allevamento di cani, gatti e primati per la sperimentazione in tutto il territorio nazionale e quindi chiude per sempre Green Hill.
Il flop del Movimento Animalista
Causa animalista e passione politica continuano intanto a viaggiare indisturbati a braccetto. Il 20 maggio 2017 lancia il Movimento Animalista, formazione politica vicina a Forza Italia, dove il socio fondatore è anche Silvio Berlusconi. Ma si rivelerà un mezzo flop: Il Movimento Animalista resta fuori dalle elezioni politiche, si presenta solo alle regionali (in Lombardia e Lazio) ma non riesce a eleggere nessun consigliere regionale. Partecipa successivamente alle regionali del Molise e alle comunali in diverse città, ma con esiti negativi e verrà lasciato andare verso la sua naturale estinzione dagli stessi dirigenti di Forza Italia.
Il patteggiamento per il crac
Risalgono invece al 2019 i primi guai con la giustizia. Ma sono legati al fallimento delle “Trafilerie del Lario” l’azienda fondata dal padre Vittorio: Michela Vittoria Brambilla patteggia una pena (sospesa) di 1 anno e 4 mesi per il crac, mentre il padre, all’epoca presidente, 1 anno e 6 mesi. Altri due imputati, nel corso dell’udienza preliminare, sceglierannno la strada del patteggiamento a 2 anni: Alessandro Valsecchi, cugino dell’onorevole, e Nicola Vaccani, il cognato. In una lettera pubblica, Vittorio Brambilla difenderà a spada tratta la figlia: “Ho fatto solo quanto in mio potere per salvare l’azienda di famiglia e preservare i posti di lavoro – afferma –. Ma la crisi e la mia malattia non me lo hanno permesso. Mia figlia è completamente estranea a ogni vicenda, non è mai entrata in azienda, mi è solo stata vicina con affetto durante la malattia”.
L’indagine milanese
“L’ultima vita” di Michela Brambilla la riporta all’antica passione per il giornalismo. Dal 2017 le viene infatti affidata la conduzione del programma tv di Rete 4 “Dalla parte degli animali”. Beffa del destino, sarà questo ruolo che la farà finire di nuovo sotto la lente di una Procura, questa volta dei magistrati milanesi Antonio Pansa, Giancarla Serafini e Paolo Ielo. Un’indagine per false fatturazioni, e l’accusa da cui dovrà difendersi assieme ad altri cinque indagati di una possibile evasione fiscale per 1,5 milioni di euro, fra il 2020 e il 2026, nell’ambito degli sponsor per la trasmissione.
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