CATANZARO – Non una richiesta di favoritismi, ma una rivendicazione fondata sul merito già accertato. È il messaggio che arriva dal “Gruppo Idonei Concorsi – Regione Calabria”, realtà che raccoglie circa quattromila persone risultate idonee in numerose procedure pubbliche regionali e nazionali. Professionisti, funzionari, amministrativi, tecnici e operatori che, pur avendo superato selezioni pubbliche, denunciano di essere rimasti sospesi in una lunga attesa mentre, parallelamente, vengono banditi nuovi concorsi per profili analoghi.
Il nodo centrale è quello dello scorrimento delle graduatorie: un tema che negli ultimi anni è tornato con forza al centro del dibattito pubblico, soprattutto in una regione che continua a fare i conti con la carenza di personale nella Pubblica Amministrazione e con la costante emigrazione di giovani qualificati.
Nel manifesto diffuso dal gruppo emerge una posizione netta: ogni graduatoria lasciata inutilizzata rappresenterebbe uno spreco di risorse pubbliche, oltre che un vulnus ai principi di economicità e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione.
Gli idonei sottolineano come dietro ogni graduatoria vi siano anni di studio, sacrifici economici e aspettative professionali spesso disattese. Una situazione che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischia di trasformarsi in una doppia penalizzazione: da un lato il superamento di prove selettive rigorose, dall’altro l’assenza di concrete opportunità occupazionali nonostante l’idoneità conseguita.
Nel documento si parla apertamente di “concorsi fotocopia”, ossia nuove procedure bandite per reclutare figure professionali già presenti in graduatorie ancora valide. Una dinamica ritenuta inefficiente e in alcuni casi persino irragionevole sotto il profilo amministrativo.
Uno dei passaggi più significativi del manifesto riguarda il richiamo a diverse pronunce della giustizia amministrativa che, negli ultimi anni, hanno ribadito il principio dello scorrimento quale regola generale.
Tra le sentenze citate vi è quella del Consiglio di Stato, Sezione VII, n. 3855 del 2024, secondo cui l’amministrazione, in presenza di posti vacanti, dovrebbe privilegiare lo scorrimento delle graduatorie vigenti, motivando in modo rigoroso eventuali scelte differenti.
Gli idonei richiamano anche la sentenza n. 1984 del 2025, con cui il Consiglio di Stato ha censurato una nuova procedura concorsuale avviata senza adeguata motivazione rispetto al mancato utilizzo di una graduatoria esistente. Secondo i giudici amministrativi, il semplice richiamo a strumenti programmatori interni non sarebbe sufficiente a superare la posizione maturata dagli idonei.
Viene inoltre ricordata la sentenza n. 4524 del 2024 della Sezione III del Consiglio di Stato, che individua nello scorrimento una soluzione coerente con i principi di efficacia ed economicità, evitando duplicazioni di costi e tempi per nuove selezioni.
Il manifesto richiama infine la storica Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 14 del 2011, più volte ribadita anche nelle decisioni successive, che definisce lo scorrimento come principio di “favore generale” dell’ordinamento amministrativo.
Accanto al piano strettamente giuridico e amministrativo, il documento affronta anche una questione sociale e territoriale: quella della fuga di capitale umano dalla Calabria.
Il gruppo evidenzia una contraddizione che, a loro giudizio, emerge nelle politiche regionali. Da una parte la Regione Calabria promuove iniziative come il recente Protocollo d’Intesa con le Università per il cosiddetto “Reddito di Merito”, con l’obiettivo di trattenere gli studenti sul territorio; dall’altra, però, migliaia di giovani già qualificati e risultati idonei nei concorsi pubblici continuano a non trovare spazio lavorativo nella propria terra.
Secondo gli idonei, contrastare davvero l’emigrazione giovanile significa non soltanto investire nella formazione, ma anche creare percorsi concreti di inserimento lavorativo per chi ha già dimostrato competenze e preparazione attraverso selezioni pubbliche.
Nel manifesto vengono avanzate richieste precise alle sigle sindacali e alla Giunta regionale. Tra queste, l’apertura di un tavolo di confronto permanente sul tema dello scorrimento delle graduatorie e della valorizzazione degli idonei.
Le proposte includono: l’esaurimento prioritario delle graduatorie vigenti prima della pubblicazione di nuovi bandi; protocolli d’intesa tra Regione, enti locali e amministrazioni centrali per l’utilizzo condiviso delle graduatorie; maggiore fungibilità tra profili professionali analoghi; contrasto all’utilizzo eccessivo di contratti precari e consulenze esterne; stop alle esternalizzazioni di servizi amministrativi in presenza di personale già selezionato.
Una piattaforma articolata che prova a trasformare una protesta diffusa in una proposta organica di riforma del sistema di reclutamento pubblico.
La mobilitazione degli idonei calabresi si inserisce in un dibattito nazionale sempre più acceso sul rapporto tra nuove procedure concorsuali e utilizzo delle graduatorie esistenti. Un tema che coinvolge migliaia di persone in tutta Italia e che chiama in causa non soltanto aspetti giuridici, ma anche la capacità delle istituzioni di programmare il fabbisogno di personale in modo efficiente e sostenibile.
La questione, in fondo, tocca un principio semplice ma decisivo: se il merito viene accertato attraverso un concorso pubblico, quanto può restare sospeso prima di trasformarsi in un’occasione perduta? In una terra che continua a vedere partire competenze e professionalità, la risposta potrebbe incidere non solo sul futuro degli idonei, ma sul futuro stesso della Pubblica Amministrazione calabrese.
IL MANIFESTO GRUPPO IDONEI CONCORSI REGIONE CALABRIA
IDONEI: MERITO E COMPETENZA, DICIAMO BASTA AI CONCORSI FOTOCOPIA: SCORRIMENTO SUBITO
Siamo un gruppo di professionisti che parlano a nome di circa quattromila persone che, pur provenendo da esperienze, profili professionali e concorsi differenti, condividono la medesima condizione: quella di essere risultati idonei nelle procedure pubbliche senza che il merito già accertato abbia trovato un’effettiva valorizzazione.
Rappresentiamo un patrimonio di competenze già disponibile: persone formate, qualificate e motivate, pronte a mettere le proprie capacità al servizio della collettività. Non chiediamo privilegi né corsie preferenziali, ma il riconoscimento del merito e delle competenze già accertate attraverso procedure selettive pubbliche.
Riteniamo che ogni graduatoria lasciata inutilizzata rappresenta uno spreco di risorse pubbliche, di tempo e di talento, ed ogni nuovo concorso bandito per reclutare i medesimi profili professionali oltre a frustrare quel principio di “buon andamento” cui dovrebbe ispirarsi l’azione amministrativa, dimentica che dietro ogni graduatoria ci sono persone e, dietro ogni nome ci sono mesi – spesso anni – di studio, sacrifici, investimenti economici e aspettative legittime che non saranno ricompensati anche a causa di una legge che, lungi dall’affrontare la questione dal punto di vista della valorizzazione di tali risorse, sceglie di eliminare il “problema” con un semplice “taglio” che rimuove risorse preventivamente selezionate e giudicate idonee, come dire…oltre al danno anche la…
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Redazione Calabria Inchieste
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