La misura M.7 – I.17 della Missione RePowerEU del PNRR ha come obiettivo l’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica.
Supporta – con una sovvenzione del 65% del costo degli interventi e, su richiesta, con un prestito non superiore al 35% – i progetti di investimento realizzati dalle ESCo:
- di valore complessivo non inferiore a 10 milioni di euro e non superiore a 30 milioni di euro;
- riferiti a uno o più edifici residenziali pubblici di titolarità di enti pubblici territoriali ovvero di loro enti strumentali;
- che migliorino l’efficienza energetica dell’immobile di almeno il 30%.
In questo articolo, spieghiamo in sintesi tutto quello che c’è da sapere per sfruttare questa opportunità; in calce trovi anche i riferimenti normativi e le indicazioni per partecipare al bando.
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Chi e cosa finanzia la misura PNRR M.7
Il Bonus case popolari 2025 (Misura M.7 Investimento 17) finanzia progetti di investimento realizzati dalle ESCo per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edilizia residenziale pubblica, di valore complessivo non inferiore a 10 milioni di euro e non superiore a 30 milioni di euro, riferito a uno o più edifici di titolarità di enti pubblici territoriali ovvero di loro enti strumentali.
“Soggetti beneficiari” della misura sono dunque gli Enti Territoriali e loro enti strumentali (EX IACP e Comuni proprietari o gestori di Edifici di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) a condizione che abbiano la disponibilità dell’edificio ove l’intervento viene realizzato, in quanto proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento.
Mentre i “soggetti destinatari” del sostegno finanziario sono le ESCo certificate UNI CEI 11352.
La Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 513, Legge 207/2024) ha definito condizioni e modalità per l’erogazione dei contributi demandando ai Ministri per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, e dell’economia e delle finanze, il compito di dare attuazione alla misura.
Con D.M. 09/04/2025 è stata data attuazione alla Legge di Bilancio, affidando al GSE il compito di definire le regole operative di accesso ai fondi e di indire l’avviso pubblico.
Con tali atti sono stati aperti due sportelli temporalmente consecutivi per la presentazione delle richieste: il primo, con apertura il 1° settembre 2025 e chiusura il 29 settembre 2025, è riservato ai progetti prioritari, ovvero quelli che riguardano edifici non riqualificati con contributi pubblici negli ultimi cinque anni, mentre il secondo sportello è invece aperto dal 6 ottobre 2025 al 30 aprile 2026 ed è dedicato a tutti i progetti.
Su indicazione della Struttura di Missione PNRR istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quest’ultimo termine è stato prorogato due volte: prima al 31 maggio 2026 e poi – con l’aggiornamento della Regole operative del 23 aprile 2026 – al 30 giugno 2026.
Tuttavia il 9 maggio 2026 il GSE ha comunicato che le richieste di accesso hanno superato le risorse disponibili. Prima della chiusura automatica, sono acquisite ulteriori richieste (“riserva”) fino a raggiungere il 105% della quota delle risorse in sovvenzione al fine di garantire la completa allocazione delle risorse disponibili.
Il portale – ha sottolineato il GSE -, prima della chiusura automatica, acquisisce ulteriori richieste (“riserva”) fino a raggiungere il 105% della quota delle risorse in sovvenzione al fine di garantire la completa allocazione delle risorse disponibili in caso di esclusione o rideterminazione al ribasso del sostegno finanziario richiesto relativamente alle istanze inviate. Il GSE informerà puntualmente gli operatori che ricadono nel perimetro delle richieste acquisite nella riserva
LeRegole Operative, in particolare, specificano le spese ammissibili e le relative modalità di rendicontazione; con l’aggiornamento di aprile 2026 è stata introdotta una nuova tipologia di intervento denominato “multi-intervento” con percentuale fissa al 65% dei costi ammissibili.
La richiesta di accesso al contributo può essere presentata da una ESCo certificata UNI CEI 11352 a seguito dell’assegnazione dei lavori da parte della stazione appaltante avente oggetto la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico. Per poter presentare richiesta di ammissione alla Misura la ESCo, dunque, deve risultare aggiudicataria della specifica gara e trasmettere al GSE il contratto stipulato con la Stazione Appaltante prima dell’emissione dell’Atto di Concessione.
Cosa sono e come operano le ESCo (Energy Service Company)
Le ESCo sono persone giuridiche organizzate in forma di impresa, singola o aggregata, che forniscono servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente che accettano un certo margine di rischio finanziario.
L’attività delle ESCo sono disciplinate dal D.Lgs. 115/2008 e dalla norma UNI CEI 11352.
Le ESCo intervengono su edifici e impianti di proprietà del cliente attraverso un contratto di prestazione energetica (EPC) in cui sono stabilite le modalità di realizzazione del miglioramento energetico.
Il contratto EPC è “un accordo contrattuale tra il beneficiario o chi per esso esercita il potere negoziale e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori, forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali i risparmi finanziari”.
Con il contratto EPC le ESCo si assumono l’onere dell’investimento e il rischio di un mancato risparmio, guadagnando una percentuale del risparmio energetico ottenuto e facendosi carico della differenza se il risparmio è inferiore a quanto garantito.
In base al contratto EPC, la ESCo si assume la responsabilità di:
- audit e diagnosi energetica per esaminare le abitudini energetiche, i consumi e lo stato degli impianti;
- reperimento delle risorse economiche necessarie attraverso incentivi e finanziamenti;
- studio di fattibilità e la progettazione dell’intervento;
- manutenzione e monitoraggio dei risultati promessi;
- gestione dei certificati bianchi, titoli negoziabili ottenuti con il risparmio energetico conseguito.
Quali progetti finanzia il Bonus case popolari 2025
Il Bonus Case popolari 2025 finanzia i progetti di investimento che determinano un miglioramento minimo dell’efficienza energetica di ogni edificio oggetto di intervento pari al 30%, che dovrà essere dimostrato allegando alla richiesta di ammissione l’attestazione di prestazione energetica (APE) ante operam e l’attestazione di prestazione energetica (APE) post operam. In particolare, la riduzione della domanda di energia primaria viene accertata attraverso l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile come risultante dalle predette attestazioni di prestazione energetica.
I Progetti di investimento devono avere ad oggetto uno o più edifici con le seguenti caratteristiche:
- essere di totale proprietà pubblica;
- avere prevalente destinazione residenziale;
- essere dotati di un sistema centralizzato di riscaldamento o, in assenza, il Progetto di…
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Sergio Volpe
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