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Esistono 7 regole d’oro o più utilizzate dai nullatenenti per salvarli dal pignoramento. A nessuno piace l’idea di dover perdere i propri soldi, ma ci sono degli aspetti da non trascurare. Prima di capire esattamente come e chi può diventare nullatenente o cosa rischia chi non possiede nulla intestato, bisogna prendere in considerazione le prospettive future di una persona classificata dal Fisco o altri creditori come “nullatenente”. 

Il nullatenente è furbo, astuto capace di sfuggire all’Agenzia delle Entrate – Riscossione e creditori diversi, non si impegna in un’attività lavorativa, non percepisce redditi diversi, né tantomeno possiede beni patrimoniali (appartamenti, terreni) o finanziari (conto corrente, titoli). 

Una figura non classificata giuridicamente, non esistono requisiti per diventare nullatenente, non tutti i debitori sanno che il diritto all’adempimento è il mezzo normale di estinzione di un credito regolamentato dall’articolo 2740 del codice civile:

 “Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”.

La natura del debito porta a scandire in modo diverso la figura del nullatenente, per cui diventa particolarmente rilevante capire se il credito è stato contratto con soggetti privati (fornitori, banche, proprietario dell’abitazione) o con il fisco. 

Chi non ha nulla intestato è nullatenente?  

Non significa vivere senza uno spicciolo, ma bensì non possedere un reddito da lavoro, non avere una rendita intestata, né essere proprietari di beni mobili o finanziari. 

Essere nullatenenti possedendo un ruolo fiscale zeppo di debiti nei confronti dell’Riscossione o dell’Agenzia delle Entrate, significa risultare contribuente “povero”, ovvero coloro che in passato hanno goduto di redditi, senza saldare i debiti e che alla luce del giorno sono rimasti insoluti, quindi risultano senza beni o redditi, su cui il creditore può rifarsi per soddisfare il credito. 

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Il nullatenente spesso si è visto privare della disponibilità dei propri averi, per causa imputabili a un procedimento esecutivo o pignoramento, a cui risultano ancora molti debiti.

Come è possibile che l’azione di spossessarsi degli averi sia stata voluta, proprio per salvare i beni mobili e finanziari dai creditori.

Esiste, poi un’altra categoria di nullatenenti definita evasori totali, che percepiscono forme di reddito senza dichiarare nulla in modo illegale. 

Condizioni che portano a definire un pignoramento un’operazione infruttuosa. C’è anche da dire che il nullatenente può possedere dei redditi su cui non è possibile procedere con una procedura esecutiva, tipo i redditi da pensione in linea con il trattamento minimo. E, ancora, un avere intestato un veicolo privo di valore e così via. 

Per essere definito nullatenente non devi possedere nulla nell’anagrafe tributaria (redditi da lavoro, locazione, investimenti) e nell’anagrafe dei conti correnti bancari o postali.

Cosa si può pignorare a un nullatenente? 

Stipendio e pensione si possono pignorare? Si, ma tenendo conto del nuovo articolo 545, comma 7:

”nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.

Il nullatenente deve fare molta attenzione, secondo la normativa vigente i creditori possono promuovere un procedimento di pignoramento per la prima casa (proprietà), eventuali somme di denaro posseduto oltre confine (estero). E, ancora, carte prepagate e secondo la legge il 50% del valore dei beni possedute coniuge, se in regime di comunione.

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È, importante, sapere che non esiste il limite d’ipoteca sulla prima casa, se il creditore è un soggetto privato, ciò significa che il creditore può pignorare la casa anche per un debito di mille euro, sebbene la procedura risulta molto onerosa e solitamente applicabile dal valore più alto di 4.000 euro. 

Se, il creditore è l’ex Equitalia, ovvero l’attuale Agenzia delle Entrate – Riscossione i limiti sono diversi. Per la prima casa, il debito delle cartelle di pagamento notificata e non pagata entro 60 giorni, deve risultare più alto di 20.000 euro.

Oltretutto, il preavviso d’ipoteca sulla prima casa deve essere notificato entro 30 giorni dall’iscrizione della stessa. Gli altri immobili vengono pignorati, se il limite del debito risulta più alto di 120.000 euro.

Quando si prescrivono i debiti del nullatenente?

Il creditore che comprende di non poter ricavare nulla dal debitore, può affidarsi al destino sperando che le condizioni economiche di quest’ultimo migliorino quanto prima. In sostanza, deve confidare nella remota possibilità che il debitore diventi intestatario di un bene o rendita, per poter soddisfare il credito. 

Nello stesso tempo, con cadenza regolare deve inviare una diffida di pagamento a mezzo a.r.  per evitare che il diritto di credito venga prescritto per legge. 

In linea generale, la prescrizione di titoli esecutivi giudiziari cade dopo 10 anni, i debiti contratti con i professionisti si annullano dopo 3 anni, mentre dopo 5 anni si attiva l’estinzione dei debiti prodotti da atti e atti illeciti. 

D’altra parte, difficilmente il creditore potrà sapere se il debitore possiede dei beni di valore in casa (denaro, oro, quadri, mobili). Se, attiva una procedura esecutiva e l’Ufficiale giudiziario non riesce a pignorare nulla di valore, viene posto nella condizione di non poter ritentare un recupero del credito. 

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Peraltro, non tutto, in casa si può pignorare, esistono degli oggetti intoccabili, come ad esempio, vestiti, tavoli, letto, anello nuziale, armadi, stufe, lavatrice, cucina e così via. 

7 regole d’oro per diventare nullatenenti?

Per diventare nullatenente dovresti disfarti di tutti i tuoi beni, di ogni cosa … Quindi dovresti restare con le “tasche vuote”.

L’alternativa è guadagnarsi da vivere in nero, meglio se in regime di separazione dei beni. Non possedere un veicolo intestato e preferibilmente spostare la residenza in una casa vuota o eventualmente dove l’Ufficiale giudiziario non torva niente da pignorare, se non il minimo indispensabile per sopravvivere.   

Possedere risparmi conservati in una cassa di sicurezza intestato a un conoscente “stretto” o familiare non convivente. 

La lentezza della pubblica amministrazione aiuta e non poco, sperare nella prescrizione del debito è l’opzione più utilizzata dai debitori. 

Una prassi quasi consolidata attendere “apatici” alle richieste di pagamento della Riscossione, alla notifica di una cartella esattoriale qualcuno impugna l’atto per decorso dei termini. Intanto, le spese legali devono risultare nettamente inferiore al debito iscritto a ruolo. 

D’altra parte, esistono diverse sentenze orientate su una prescrizione quinquennale per i debiti prodotti da imposte sui redditi o immobili. 

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Infine, ricordiamo che è possibile salvare l’immobile diventando nullatenente attraverso un comodato d’uso





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