Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è un istituto di compliance introdotto nel 2024 e riproposto nel 2025 per il biennio 2025-2026 volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi.
Si tratta di un accordo che interessa potenzialmente 4 milioni di lavoratori autonomi e piccole imprese e che consente loro di congelare le tasse per un periodo di 2 anni.
Chi può accedere al concordato? Quando conviene? Come si calcola la proposta?
Con circolare 9/E/2025 del 24 giugno 2025 l’Agenzia delle Entrate spiega le regole alla luce del decreto correttivo (D.Lgs. 81/2025) fornendo le risposte ai quesiti più frequenti.
Scarica la circolare e leggi l’articolo per saperne di più e valutare insieme al tuo esperto fiscale l’opportunità di aderirvi.
Per effettuare correttamente il calcolo delle imposte, è essenziale mantenere un’accurata traccia del fatturato imponibile. Per gestire in modo preciso gli aspetti finanziari e in conformità alla normativa, diventa indispensabile l’utilizzo di un software di fatturazione elettronica e di un software per il calcolo dei compensi completamente gratuito.
Concordato preventivo biennale: cos’è e come funziona?
Il Concordato preventivo biennale consente ai contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità (di seguito, “ISA”) di siglare un “accordo” con il Fisco a seguito della formulazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall’esercizio dell’attività d’impresa o dall’esercizio di arti e professioni, ai fini delle imposte sui redditi, e del valore della produzione netta ai fini dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
I redditi oggetto di Concordato riguardano:
- il reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni, di cui all’articolo 54, comma 1 del TUIR, senza considerare i valori relativi a plusvalenze e minusvalenze, redditi o quote di redditi relativi a partecipazioni in soggetti società di persone e associazioni di cui all’articolo 5 del TUIR;
- il reddito d’impresa, di cui all’articolo 56 del TUIR e, per quanto riguarda i contribuenti soggetti ad IRES, alle disposizioni di cui alla sezione I del capo II del titolo II del TUIR, ovvero, per le imprese minori, all’articolo 66 del TUIR, senza considerare i valori relativi a plusvalenze, minusvalenze e sopravvenienze attive e passive, redditi o quote di redditi relativi a partecipazioni in soggetti di cui all’articolo 5 del TUIR, o a un Gruppo di interesse economico GEIE, ovvero in società ed enti di cui all’articolo 73, comma 1 del TUIR.
Il reddito d’impresa ovvero di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni non può assumere un valore inferiore a 2.000 euro.
Concordato preventivo: norme di riferimento e indicazioni operative del Fisco
La disciplina generale del concordato è contenuta nel D.Lgs. 13/2024, come modificato dal D.Lgs. 108/2024 e dal D.Lgs. 81/2025.
Con il D.Lgs. 81/2025, in particolare, si procede ad un’importante revisione del concordato preventivo biennale:
- il nuovo termine per aderire al concordato è fissato al 30 settembre.
- i forfettari non potranno più aderire al concordato (art. 7).
- sono state stralciate le imposte agevolate del 10, 12 e 15% nel caso di un’eccedenza superiore a 85mila euro: quindi sul differenziale oltre questo importo si tornerà ad applicare l’aliquota Irpef del 43% (con relative addizionali) o l’aliquota Ires del 24% nel caso di società di capitali (art. 8); la disposizione si applica a partire dalle adesioni al concordato preventivo
biennale per il biennio 2025-2026, purché non esercitate prima della data di entrata in vigore del decreto. - sono previsti dei tetti agli incrementi di reddito e valore della produzione, ovvero dei limiti alla proposta del fisco per i contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e che ottengono un punteggio elevato (non inferiore a 8); per chi arriverà al 10 in pagella già sull’anno d’imposta 2024 l’incremento massimo non potrà superare il 10 per cento. Una percentuale che diventa del 15 per chi ha punteggio fra 9 e 10 e si alza al 25% per chi ha un voto tra 8 e 9.
- non è previsto alcun ravvedimento speciale con annessa sanatoria dei redditi del passato.
- la semplice notifica di un avviso bonario non fa decadere dal concordato: dovrà rinunciare al beneficio solo chi non si mette in regola entro gli ordinari 60 giorni.
- viene inclusa, fra le rettifiche del reddito concordato, la maxideduzione del costo del lavoro (120-130%).
- sono confermate le regole delle esclusioni per i professionisti che sono anche soci di associazioni professionali o Stp.
- nna norma di interpretazione autentica precisa che per operazioni di conferimento si intendono esclusivamente quelle che hanno a oggetto una azienda o un ramo di azienda, non rilevando, quindi, ad esempio, il conferimento in denaro da parte dei soci.
Con la circolare n. 9 del 24 giugno 2025, le Entrate dettano le linee guida sul Concordato preventivo biennale integrando quelle fornite precedentemente con la circolare 18/2024.
Modelli per ISA e Concordato Preventivo Biennale 2026-2027
Con il Provvedimento n. 71684 del 27 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i 173 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) per il periodo d’imposta 2025 e, contestualmente, il modello per l’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026-2027.
Come si aderisce al Concordato preventivo?
L’Agenzia delle Entrate, entro il 15 aprile di ciascun anno, mette a disposizione dei contribuenti o dei loro intermediari, anche mediante l’utilizzo delle reti telematiche, appositi programmi informatici per l’acquisizione dei dati necessari per l’elaborazione della proposta di CPB.
Il contribuente può aderire alla proposta formulata dall’Agenzia attraverso l’utilizzo dello specifico software realizzato per aderire al CPB. A tal fine il contribuente:
- inserisce i dati necessari;
- calcola la proposta di concordato;
- accetta la proposta entro il 30 settembre ovvero entro l’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.
I contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni possono aderire al CPB per i periodi d’imposta 2025 e 2026, entro i termini previsti per l’adesione, mediante invio telematico del “Modello CPB 2025/2026”.
L’adesione può essere effettuata con le seguenti modalità:
- invio congiunto al modello ISA (relativo al periodo d’imposta 2024), in allegato alla dichiarazione dei redditi (modello REDDITI 2025);
- invio autonomo, unicamente con il frontespizio del modello REDDITI 2025, con compilazione della casella “Comunicazione CPB” con il codice 1 (“Adesione”).
Quest’ultima modalità ha natura non dichiarativa e serve esclusivamente a comunicare l’adesione.
Il modello CPB 2025/2026 si compone delle seguenti sezioni:
- Condizioni di accesso;
- Dati contabili;
- Proposta CPB;
- Accettazione proposta CPB.
Le specifiche tecniche per l’adesione e il software
Con il provvedimento n. 195422 del 24 aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate ha approvato e pubblicato le specifiche tecniche e le modalità per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini della elaborazione della proposta di…
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Federica Fabrizio
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