L’INPS ha aggiornato Pensami – PENSione A MIsura, il simulatore gratuito che permette di capire quando si potrebbe andare in pensione e quali possibilità di uscita sono disponibili in base alla propria situazione contributiva.
La nuova versione, annunciata con il Messaggio INPS n. 2612 del 12 agosto 2026, tiene conto delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, comprese quelle relative all’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.
Il servizio è particolarmente semplice da utilizzare perché non richiede SPID, CIE o altra autenticazione. Bisogna però inserire manualmente alcuni dati personali e contributivi.
Vediamo cosa permette di fare e soprattutto quali sono i suoi limiti.
Cos’è Pensami e cosa si può controllare
Pensami è uno strumento di orientamento previdenziale dell’INPS.
Inserendo alcuni dati anagrafici e le informazioni sulla propria contribuzione, il simulatore mostra le diverse possibilità per andare in pensione, considerando sia i contributi presenti nelle singole Gestioni previdenziali sia l’eventuale cumulo della contribuzione.
In pratica può essere utilizzato per rispondere a domande molto comuni, ad esempio:
- quando potrei andare in pensione?
- quali pensioni potrei utilizzare?
- posso andare in pensione prima?
- cosa cambia utilizzando contributi versati in gestioni differenti?
- il riscatto della laurea o altri periodi possono anticipare l’uscita?
Il servizio consente infatti di verificare anche alcuni scenari legati a strumenti come riscatto della laurea, periodi di lavoro all’estero e maternità.
Cosa cambia con il nuovo simulatore INPS
Il funzionamento di Pensami rimane sostanzialmente quello già conosciuto. La novità principale riguarda l’aggiornamento delle regole utilizzate per elaborare gli scenari pensionistici.
La nuova versione recepisce le principali modifiche introdotte dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Legge di Bilancio 2026, comprese quelle riguardanti l’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita.
Sono state inoltre migliorate le funzioni “Scopri cosa dice il consulente” e “Approfondisci”, attraverso le quali l’utente può ottenere maggiori spiegazioni sulle diverse pensioni indicate dal simulatore.
Per usare Pensami non serve lo SPID
Uno degli aspetti più utili è la possibilità di utilizzare Pensami senza entrare nell’area riservata INPS.
Non servono quindi SPID, CIE o CNS.

Il motivo è semplice: il simulatore non recupera automaticamente la posizione contributiva presente negli archivi dell’INPS. È l’utente a inserire le informazioni necessarie per effettuare la simulazione.
Questo permette anche di modificare i dati e provare scenari differenti.
Pensami calcola quanto prenderò di pensione?
No. Ed è probabilmente la cosa più importante da sapere prima di utilizzare il servizio.
Pensami aiuta a capire quando e con quale possibile trattamento si potrebbe andare in pensione, ma non calcola l’importo dell’assegno.
L’INPS specifica infatti che il simulatore fornisce informazioni sulle possibilità di accesso alla pensione senza indicare gli importi delle prestazioni.
Quindi Pensami può rispondere alla domanda “quando potrei andare in pensione?”, ma non alla domanda “quanto prenderò al mese?”.
Il risultato del simulatore è definitivo?
Anche in questo caso la risposta è no.
I risultati sono elaborati esclusivamente sulla base delle informazioni inserite dall’utente e hanno una funzione orientativa.
In particolare, l’INPS precisa che i risultati:
- sono anonimi;
- dipendono dalle risposte fornite dall’utente;
- non hanno valore certificativo né costituiscono il diritto alla pensione;
- potrebbero non coincidere esattamente con la situazione reale;
- possono essere successivamente verificati presso l’INPS.
Il simulatore va quindi considerato come una prima verifica, non come una certificazione della data di pensionamento.
Quali contributi considera
Pensami può elaborare scenari relativi a numerose Gestioni previdenziali, tra cui il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, le Gestioni di commercianti e artigiani, la Gestione Separata e diverse casse dei dipendenti pubblici.
Sono considerate anche le Casse professionali e la possibilità di cumulare la contribuzione maturata in gestioni differenti.
Attenzione però alle situazioni particolari: alcune categorie di lavoratori possono accedere alla pensione con requisiti diversi da quelli restituiti dal simulatore. L’INPS cita, ad esempio, lavoratori agricoli, militari, marittimi, minatori e lavoratori dell’editoria.
Come accedere a Pensami
Il nuovo simulatore può essere utilizzato dal sito INPS seguendo il percorso:
Pensione e Previdenza → Esplora Pensione e Previdenza → Servizi → Vedi tutti → Pensami – Simulatore scenari pensionistici.
Per chi vuole fare prima, è possibile accedere direttamente al simulatore Pensami da questo link:
Il servizio è utilizzabile senza SPID, CIE o CNS e senza effettuare alcuna registrazione.
Pensami è disponibile anche sull’app INPS Mobile per Android e iOS. In questo caso basta aprire la sezione “Servizi” e selezionare “Pensami”, anche qui senza necessità di autenticazione.
Come usare Pensami: tutorial passo passo
La procedura è guidata e abbastanza semplice. In pratica bisogna:
- Accedere al simulatore Pensami dal sito INPS e superare il controllo “Non sono un robot”.
- Leggere e accettare l’informativa sul funzionamento del servizio.
- Inserire i dati anagrafici, come sesso e data di nascita.
- Indicare i dati contributivi, tra cui data del primo contributo, anni e mesi complessivi di contribuzione e ultimo tipo di lavoro svolto.
- Selezionare le gestioni previdenziali nelle quali sono stati versati i contributi, ad esempio lavoratori dipendenti, dipendenti pubblici, autonomi, Gestione Separata o Casse professionali.
- Proseguire con le domande successive della procedura semplificata, che servono a individuare gli istituti pensionistici applicabili.
- Visualizzare gli scenari pensionistici che, sulla base dei dati inseriti, potrebbero essere accessibili.
Se non si ricordano con precisione tutti gli anni e i mesi versati nelle singole gestioni, è comunque possibile proseguire, anche se dati più completi consentono una simulazione più attendibile.
Va ricordato che Pensami non recupera automaticamente i dati dagli archivi INPS: il risultato dipende esclusivamente dalle informazioni inserite dall’utente.
In sintesi: a cosa serve davvero
Pensami può essere utile soprattutto a chi vuole farsi una prima idea sulla propria futura pensione senza conoscere nel dettaglio tutte le regole previdenziali.
Con pochi dati si possono verificare i principali scenari e capire se esistono possibilità alternative o anticipate di pensionamento.
Bisogna però ricordare due limiti fondamentali: non calcola l’importo della pensione e il risultato non certifica il diritto alla prestazione.
È quindi uno strumento da utilizzare per orientarsi e capire quali possibilità approfondire successivamente sulla base della propria posizione contributiva reale.
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Antonio Maroscia
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