Si alzano i toni a Manfredonia sulla vicenda delle acque di un canale di Siponto. Dopo le immagini e le segnalazioni diffuse nei giorni scorsi su presunti sversamenti, acqua torbida e cattivi odori, il sindaco Domenico La Marca annuncia di aver presentato una denuncia e respinge quella che definisce una rappresentazione allarmistica della situazione. Immediata la replica del consigliere comunale di minoranza Giuseppe Marasco, che chiede invece di rendere pubblici tutti i documenti relativi ai controlli effettuati, a partire dai punti esatti nei quali sarebbero stati eseguiti i campionamenti.
Al centro della contrapposizione c’è dunque non soltanto la situazione ambientale segnalata a Siponto, ma anche il modo in cui sono stati comunicati gli esiti degli accertamenti. Da una parte il sindaco sostiene che le verifiche abbiano restituito parametri nella norma; dall’altra Marasco domanda che verbali, referti e informazioni sui prelievi vengano messi a disposizione dei cittadini.
La Marca presenta una denuncia
“Questa mattina ho presentato una denuncia per stigmatizzare un modo di comunicare che, soprattutto quando riguarda temi delicati come l’ambiente, la salute pubblica e la qualità delle acque, non può trasformarsi in allarmismo o in una rappresentazione della realtà priva di adeguati riscontri”, afferma La Marca.
Il sindaco ricostruisce quanto avvenuto nei giorni precedenti, quando erano state diffuse immagini accompagnate da affermazioni relative a un presunto grave problema ambientale in un canale di Siponto, con riferimenti a sversamenti, acque torbide e maleodoranti e possibili conseguenze per l’ecosistema e la salute pubblica.
Di fronte alla segnalazione, spiega il primo cittadino, l’Amministrazione avrebbe immediatamente interessato gli organi competenti per effettuare sopralluoghi e accertamenti.
“Gli esiti delle verifiche e i campionamenti effettuati hanno restituito parametri nella norma, senza riscontrare la situazione di emergenza ambientale descritta pubblicamente”, sostiene La Marca.
“Non significa abbassare la guardia sull’ambiente”
Il sindaco precisa che gli esiti comunicati non devono tradursi in una minore attenzione nei confronti delle questioni ambientali. “Questo non significa, sia chiaro, che sui temi ambientali si debba abbassare la guardia. Al contrario. Significa continuare a monitorare, controllare e intervenire ogni volta che emerge una criticità concreta”.
Secondo La Marca, però, occorre distinguere tra la segnalazione di un possibile problema e la diffusione di ricostruzioni che potrebbero creare allarme. “C’è una differenza sostanziale tra segnalare un problema e verificarlo e costruire, attraverso comunicazioni pubbliche, una narrazione allarmistica che rischia di danneggiare l’immagine di un intero territorio”.
Una questione che, secondo il sindaco, assume un peso ancora maggiore durante la stagione estiva, quando Siponto e la costa di Manfredonia registrano la presenza di turisti e visitatori.
La difesa dell’immagine della città
La Marca lega quindi la vicenda alla promozione e alla tutela dell’immagine turistica della città. “Non possiamo permettere che una rappresentazione falsa o sproporzionata della realtà finisca per danneggiare il lavoro di tanti operatori turistici, imprenditori, commercianti e cittadini che in questi mesi stanno contribuendo a rendere Manfredonia una destinazione sempre più attrattiva”.
Il primo cittadino chiarisce inoltre che la denuncia non avrebbe l’obiettivo di limitare le critiche politiche o le segnalazioni. “La critica è legittima. La segnalazione è doverosa. La verifica è indispensabile”.
La decisione di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, aggiunge, nasce invece dalla necessità di affidare agli organi competenti ogni valutazione sulle informazioni diffuse e sul possibile allarme generato.
La replica di Marasco: “Pubblicare tutti i dati”
Alla presa di posizione del sindaco segue la risposta di Marasco, consigliere comunale di minoranza e comandante degli Ispettori Ambientali Territoriali Forestali CIVILIS.
Marasco ricostruisce il sopralluogo effettuato insieme all’assessore Francesco Schiavone e a Vincenzo Palladino nel canale di Siponto che costeggia l’ex Arcomania.
“Le immagini diffuse mostravano acque torbide e maleodoranti in un punto preciso, chiuso e a rischio ristagno. La segnalazione aveva l’unico scopo di chiedere verifiche immediate per tutelare ambiente e salute pubblica”, sostiene il consigliere.
Marasco prende quindi atto della denuncia annunciata da La Marca, ma concentra la propria replica sulle informazioni che, a suo giudizio, mancherebbero nella comunicazione del sindaco.
I dubbi sui punti di campionamento
La questione principale posta dal consigliere riguarda il luogo nel quale sarebbero stati effettuati i prelievi. “Non si indica il luogo esatto dei campionamenti. Se i prelievi non sono stati fatti nel canale chiuso di Siponto oggetto della segnalazione, allora non rispondono al problema sollevato”, afferma.
Marasco evidenzia inoltre che, secondo quanto riportato nella sua replica, non sarebbero state rese note la data dei sopralluoghi, l’identità dell’ente che avrebbe effettuato i controlli e quella del laboratorio incaricato di analizzare i campioni.
Il consigliere lamenta anche la mancata pubblicazione dei referti o dei verbali dai quali sia possibile conoscere nel dettaglio i parametri analizzati e i relativi risultati. “Una comunicazione seria su ambiente e salute non può fermarsi a “tutto nella norma”. I cittadini hanno diritto a vedere i dati”, sostiene.
La richiesta: documenti pubblici entro 48 ore
Marasco chiede quindi formalmente al sindaco e agli uffici competenti di pubblicare entro 48 ore il verbale del sopralluogo, indicando data, ora e coordinate esatte dei punti di prelievo, oltre all’identità dell’ente e dei tecnici che avrebbero effettuato i campionamenti.
La richiesta riguarda anche il nome del laboratorio e i referti analitici completi, con l’indicazione dei parametri ricercati. Il consigliere domanda infine di chiarire se i campioni siano stati prelevati proprio nel canale chiuso di Siponto interessato dalla segnalazione oppure soltanto in mare.
“La critica è legittima. La segnalazione è un dovere. La trasparenza è un obbligo. Non si tutela Manfredonia nascondendo i dati, si tutela Manfredonia mostrando i dati”, conclude Marasco, che respinge qualsiasi ipotesi di arretramento dopo l’iniziativa annunciata dal sindaco: “Non mi farò intimidire da denunce strumentali. Continuerò a segnalare ogni criticità, con documenti e con sopralluoghi”.
La vicenda si sposta dunque sul terreno della documentazione relativa agli accertamenti: La Marca sostiene che i controlli abbiano escluso l’emergenza ambientale descritta pubblicamente, mentre Marasco chiede che gli atti e i risultati completi vengano resi pubblici per verificare dove, quando e con quali modalità siano stati effettuati i campionamenti.
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Redazione
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