IFC 4.3 è oggi formalmente riconosciuto come standard ISO 16739-1:2024 per la condivisione dei dati nei processi BIM. Lo standard rappresenta un’evoluzione decisiva dell’IFC perché estende l’interoperabilità openBIM anche alle infrastrutture lineari, come strade, ferrovie, ponti, viadotti e opere portuali.
Il 4 gennaio 2024 buildingSMART International ha comunicato l’approvazione formale di IFC 4.3 come standard definitivo. Con la pubblicazione della ISO 16739-1:2024, lo standard IFC consolida il proprio ruolo come riferimento internazionale per lo scambio di informazioni digitali tra applicazioni software, operatori e piattaforme coinvolti nei processi BIM.
ISO 16739-1:2024 definisce lo schema dati IFC per la condivisione delle informazioni nei settori delle costruzioni e della gestione degli asset. Si tratta di uno standard aperto orientato all’interoperabilità, pensato per supportare lo scambio di dati lungo l’intero ciclo di vita di edifici e infrastrutture.
La versione IFC 4.3 spinge il settore delle costruzioni verso la digitalizzazione delle infrastrutture, in formato aperto openBIM. Il nuovo standard, infatti, è stato creato per estendere i benefici dell’IFC anche alle cosiddette “risorse orizzontali” e infrastrutture lineari, quali strade, tracciati ferroviari, ponti, acquedotti (vedi l’articolo “IFC 4.3, il nuovo standard IFC per lo scambio di modelli openBIM di opere infrastrutturali“).
Per gestire completamente e gratuitamente modelli BIM in formato IFC 4.3 puoi accedere gratuitamente a questo potente BIM viewer online.
Percorso di approvazione e implementazione
Dopo un processo di miglioramenti e modifiche, frutto delle fasi precedenti del percorso ISO, IFC 4.3 ha ottenuto un’approvazione unanime. La sua pubblicazione ufficiale, attesa, è avvenuta. La
ISO 16739-1:2018 è stata ritirata e sostituita dalla ISO 16739-1:2024.
Usa usBIM, il tuo IFC model viewer
IFC 4.3 e infrastrutture lineari: cosa cambia per ponti, strade e viadotti
Una delle principali novità di IFC 4.3 riguarda l’estensione dello standard al dominio delle infrastrutture lineari. Se nelle versioni precedenti l’organizzazione spaziale era pensata soprattutto per il settore building, con una struttura basata su progetto, sito, edificio e piano, IFC 4.3 introduce una logica più adatta a opere come strade, ferrovie, ponti e viadotti.
In questo contesto assumono rilievo le classi IfcFacility e IfcFacilityPart, che consentono di rappresentare l’infrastruttura e le sue parti secondo una gerarchia coerente. Un modello può quindi essere organizzato a partire da IfcProject e IfcSite, per poi distinguere le diverse facility, ad esempio una strada o un ponte. Nel caso di un ponte, la scomposizione può proseguire in impalcato, sovrastruttura, sottostruttura, fondazioni, pile, spalle, travi e ulteriori componenti. Per qualificare correttamente ogni parte non basta definirne il nome: occorre indicare anche attributi come PredefinedType e UsageType, utili a specificare la natura dell’elemento e il criterio di scomposizione adottato.
Altro concetto centrale è l’alignment, ossia l’asse di riferimento dell’infrastruttura. Nelle opere lineari gli oggetti non vengono più posizionati soltanto rispetto a coordinate assolute, ma in funzione di progressive, distanze e offset riferiti al tracciato. Questo permette di localizzare elementi come pile, travi, barriere o dispositivi impiantistici in modo più aderente alla logica reale dell’infrastruttura.
La modellazione geometrica trae vantaggio anche da classi come IfcLinearPlacement e IfcSectionedSolidHorizontal. La prima consente di collocare gli oggetti lungo l’allineamento attraverso una terna locale; la seconda permette di descrivere elementi lineari mediante sezioni riferite all’asse. In questo modo, se viene modificato il tracciato di riferimento, anche gli oggetti e le geometrie collegate possono mantenere una relazione coerente con l’infrastruttura.
Questa impostazione è particolarmente utile nella gestione di ponti e viadotti esistenti. Nel caso studio del viadotto Moro, ubicato a Ortona in provincia di Chieti lungo la A14 Bologna-Taranto, la modellazione IFC 4.3 è stata utilizzata per organizzare le informazioni geometriche, alfanumeriche e documentali dell’opera. A partire da dati sintetici sul ponte, come tipologia degli elementi, luce, numero di campate, travi, pile e fondazioni, è stato definito un modello BIM semplificato, arricchito con property set standard e personalizzati per gestire censimento, ispezioni, valutazioni strutturali ed elaborati disponibili .
Il modello informativo diventa così uno strumento per l’asset management: ogni componente può essere identificato tramite un codice univoco e collegato ai difetti rilevati durante le ispezioni, con informazioni su localizzazione, tipologia, entità e documentazione associata. La gestione dei dati può essere ulteriormente supportata da un ACDat, strutturato secondo gli stati di lavorazione previsti dalla UNI 11337, così da raccogliere in un unico ambiente modelli, schede anagrafiche, elaborati grafici, immagini, relazioni strutturali e piani di manutenzione .
In questa prospettiva, IFC 4.3 non è soltanto un formato di scambio, ma una base dati aperta e interoperabile per collegare modellazione BIM, gestione informativa, manutenzione e sicurezza strutturale delle infrastrutture.
ISO 16739-1:2024: i contenuti
Questo documento costituisce uno standard internazionale aperto per le informazioni utilizzate nel Building Information Modeling (BIM), facilitando lo scambio e la condivisione tra le diverse applicazioni software impiegate dai partecipanti nel settore dell’edilizia e della gestione delle infrastrutture. Esso fornisce definizioni esaustive riguardanti le informazioni necessarie per edifici e infrastrutture durante il loro intero ciclo di vita. In questa edizione, è stata estesa la copertura alle informazioni necessarie per le infrastrutture quali ponti, strade, ferrovie, corsi d’acqua e strutture portuali.
Rispetto alla precedente edizione, la ISO 16739-1:2024 amplia la copertura alle infrastrutture, includendo ponti, strade, ferrovie, vie d’acqua e strutture portuali.
Il documento comprende la pubblicazione di uno schema di dati, la sua documentazione, le definizioni di proprietà e quantità, nonché il meccanismo di una struttura di formato di file di scambio.
Le definizioni contenute sostengono vari flussi di lavoro riconosciuti nel settore dell’edilizia e della gestione delle infrastrutture, che sono rappresentati come consegne di informazioni conformi alla norma ISO 29481. Per supportare una vasta gamma di consegne di informazioni, è possibile definire diversi livelli di implementazione del documento, noti come Model View Definition (MVD). Ogni MVD identifica un sottoinsieme specifico delle definizioni del documento e impone requisiti di implementazione alle applicazioni software. Le applicazioni software conformi devono dichiarare la definizione del modello di visualizzazione a cui aderiscono quando richiedono la certificazione del software.
I seguenti aspetti sono inclusi in questa edizione del documento:
- definizioni dei formati di scambio BIM necessari durante le varie fasi del ciclo di vita di edifici e infrastrutture, come la fase di identificazione del bisogno, la fase di concezione, la fase di progettazione, la fase di costruzione, ecc.;
- definizioni dei formati di scambio BIM richiesti dalle diverse discipline coinvolte, come architettura, ingegneria civile, ingegneria dei servizi, approvvigionamento, pianificazione della costruzione, gestione di strutture e servizi, gestione del progetto e autorità di regolamentazione;
- definizioni dei formati di scambio BIM che includono elementi come la struttura del progetto, i componenti fisici e spaziali, elementi di analisi, processi, risorse, controlli, attori e definizioni del contesto.
Dichiarazione del CEO di buildingSMART International
Clive Billiald, amministratore delegato di buildingSMART International, ha espresso il suo entusiasmo:
“Ricevere l’approvazione formale dall’ISO per IFC 4.3, che ora diventa uno standard internazionale accreditato, rappresenta una notizia straordinaria per il nostro settore. Sono convinto che la qualità dello standard sia stata elevata grazie a questo processo. Elogio l’impegno di tutti coloro che hanno contribuito nel corso degli anni. Ora, il nostro obiettivo si sposta sul supporto all’adozione e all’utilizzo di questo nuovo standard da parte dell’industria e della comunità dei fornitori di software“.
Per approfondire l’argomento e vedere un esempio pratico di quello che realmente si può ottenere con lo standard IFC4.3 e gli strumenti appositi leggi “IFC 4.3, lo standard openBIM anche per le infrastrutture. Le possibili applicazioni“.
Puoi inoltre approfondire tutto sulle sfide e le opportunità della modellazione informativa delle infrastrutture nell’articolo “I-BIM: rivoluzionare le infrastrutture con la modellazione informativa“.
Informazioni su buildingSMART International
buildingSMART International è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro, leader nello sviluppo di standard aperti che facilitano il flusso di informazioni digitali nel settore delle costruzioni e infrastrutture. La sua missione è di coinvolgere attivamente gli attori dell’industria nella creazione di standard aperti per la pianificazione, il progetto, l’approvvigionamento, l’assemblaggio e la gestione di edifici e infrastrutture a livello globale. Offre una rete internazionale e il supporto tecnico e di processo necessario per sviluppare standard aperti basati sul consenso. I suoi membri, che spaziano in tutto lo spettro dell’ambiente costruito, collaborano sotto l’egida e la gestione di buildingSMART. L’organizzazione collabora anche con altri enti di normazione internazionali come l’ISO, il Comitato Europeo di Normazione (CEN) e il Consorzio Open Geospatial (OGC). Il suo standard fondamentale, la Classe di Fondazione dell’Industria (IFC), ha ottenuto l’approvazione ISO nel 2012.
Leggi gli approfondimenti: “openBIM standards” e “GeoAI“
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/ifc-4-3-approvato-come-standard-finale/
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Michele Santoro
Source link






