SIMEST apre 200 milioni per IA e quantum: spesa vincolata al progetto


Dal 21 settembre 2026, alle 9, SIMEST riceve le domande per la sezione «Investimenti IA & Quantum Computing» di «Transizione digitale o ecologica»: la riserva è di 200 milioni di euro e il 100% delle risorse richieste deve finanziare investimenti, servizi e iniziative in questi ambiti, secondo la scheda di Confindustria Ancona. La sezione si rivolge alle imprese italiane con fatturato export di almeno il 3% e a quelle che realizzano almeno il 10% del fatturato fornendo imprese italiane esportatrici.

La pagina della misura SIMEST indica un intervento minimo di 10.000 euro e un massimo pari al minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e il tetto per dimensione: 500.000 euro per le microimprese, 2,5 milioni per le PMI e 5 milioni per le altre imprese. La quota a fondo perduto può arrivare al 10%, entro 100.000 euro e in presenza dei requisiti previsti; la prima erogazione può salire al 50% e la durata del finanziamento può estendersi a otto anni, inclusi due di preammortamento. La presentazione della domanda non equivale alla concessione.

Export diretto e filiera: chi può accedere

La circolare operativa SIMEST precisa che, per la sezione dedicata, il 3% di fatturato export va riferito all’ultimo esercizio. In alternativa, l’impresa richiedente può aver realizzato almeno il 10% del proprio fatturato totale con forniture a una o più società italiane clienti, ciascuna con fatturato export di almeno il 3%. Il requisito della filiera permette quindi l’accesso anche a un’impresa che non esporta direttamente, purché possa documentare sia le proprie vendite sia l’attività estera dei clienti considerati.

Per questa seconda via la circolare richiede l’elenco dei clienti esportatori e il partitario clienti, da cui risultino importi e fatture delle forniture. Per dimostrare l’export del cliente sono previste, secondo i casi, la sua dichiarazione IVA, un estratto dei quadri IVA pertinenti firmato dal legale rappresentante, una dichiarazione d’intenti con protocollo dell’Agenzia delle Entrate oppure il bilancio con la quota export indicata nella nota integrativa. In determinate condizioni la verifica può riferirsi al bilancio consolidato di una capogruppo italiana che include il cliente: non basta dunque qualificare genericamente un cliente come esportatore.

L’impresa richiedente deve avere sede legale e operativa in Italia e disporre di almeno due bilanci relativi a esercizi completi dello stesso soggetto, con la documentazione alternativa prevista per chi non ha obbligo di deposito. Sono inoltre richiesti regolarità contributiva, assolvimento dell’obbligo di polizza catastrofale, requisiti economico finanziari e disponibilità nel plafond degli aiuti applicabile. La qualità del progetto tecnologico non elimina queste condizioni di accesso.

Quali costi rientrano nella destinazione integrale

Il vincolo riguarda un programma tecnologico completo, non soltanto l’acquisto di software. Tra le voci ammesse figurano servizi cloud per IA e calcolo quantistico, GPU e TPU, archiviazione dei dati, licenze e accesso ai modelli. Sono comprese anche la personalizzazione e l’integrazione delle soluzioni nei sistemi aziendali, la raccolta e preparazione dei dati, la verifica dei modelli e gli strumenti per gestirne qualità e funzionamento.

Il programma può includere formazione erogata da soggetti qualificati, inserimento di competenze specialistiche nelle forme previste, certificazioni, tutela della proprietà intellettuale, sicurezza informatica e attività di conformità normativa. Rientrano inoltre consulenze specialistiche per progettare e attuare le soluzioni e, alle condizioni indicate, quote di partecipazione come espositore a eventi, fiere o missioni dedicati. Per le consulenze tecnologiche la circolare richiede prestazioni di terzi a condizioni di mercato, estranee ai costi ordinari e ricorrenti dell’impresa.

Il calcolo del 100% esclude l’eventuale quota ammessa per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta, entro i limiti della circolare. Questa precisazione distingue il costo per ottenere e amministrare l’intervento dalle spese del programma IA o quantum. Se alla rendicontazione finale una parte delle risorse promesse non risulta destinata alle spese tecnologiche ammesse, è prevista la revoca proporzionale della relativa quota, ripartita tra finanziamento e contributo a fondo perduto.

Quando la sezione ordinaria può essere più adatta

Gli investimenti in IA possono rientrare anche nel prodotto ordinario «Transizione digitale o ecologica». La differenza pratica è nella composizione del piano: la sezione dedicata riserva risorse e condizioni specifiche a chi concentra l’intervento su IA e quantum computing; il prodotto ordinario ammette un programma più ampio di transizione digitale o ecologica e, secondo le sue regole, una componente di rafforzamento patrimoniale. Può quindi essere più adatto quando una parte significativa dell’investimento aziendale ha finalità diverse da quelle della sezione dedicata.

Il confronto comprende anche i requisiti dell’impresa. Nella disciplina ordinaria la soglia generale di fatturato export è più alta, mentre sono previste vie di accesso specifiche per alcune categorie e per la filiera. Possono inoltre esistere premialità ordinarie più favorevoli in presenza dei relativi requisiti. Scegliere la sezione dedicata per ottenere l’anticipo maggiorato richiede che le spese poi sostenute e rendicontate rispettino l’impegno assunto sull’intero programma.

Domanda, firme e decisione di SIMEST

La richiesta si invia dal portale SIMEST selezionando la sezione dedicata all’interno di «Transizione digitale o ecologica». Per compilare la domanda occorrono i dati del legale rappresentante e del titolare effettivo, lo statuto e gli allegati richiesti dalla circolare; il contratto del conto corrente dedicato va caricato se già disponibile. La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante: senza quella firma è inammissibile.

Per un’impresa della filiera, elenco dei clienti, partitario, fatture e prova dell’export dei clienti sono decisivi quanto la descrizione dell’investimento. Se il programma comprende IA, la domanda richiede anche dichiarazioni sulla conformità alla normativa applicabile e sull’esclusione delle spese per sistemi vietati. Le spese del programma devono poi essere tracciabili secondo le regole del conto dedicato e della rendicontazione, con il codice unico di progetto nelle fatture e nei bonifici pertinenti.

SIMEST esamina le richieste sotto il profilo amministrativo, patrimoniale, economico finanziario e legale, nei limiti delle risorse disponibili; la decisione spetta al Comitato Agevolazioni dopo l’istruttoria. Per chi sceglie la sezione dedicata, il piano di spesa presentato è quindi anche l’impegno che determinerà quali importi potranno essere riconosciuti alla rendicontazione.


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