Ospedale di Taggia, nuova proroga per il project financing: proposte fino al 15 novembre


Secondo rinvio in poche settimane per l’avviso sul nuovo nosocomio del Ponente: la prima scadenza era il 1° settembre, poi spostata al 30 settembre. Liguria Salute richiama la «complessità e strategicità» dell’opera

Taggia. Si allungano ancora i tempi concessi ai privati per presentare una proposta destinata alla realizzazione del nuovo ospedale unico del Ponente ligure. Liguria Salute ha disposto un secondo differimento della scadenza, fissandola questa volta alle 18 del 15 novembre 2026. L’avviso per la concessione della progettazione, costruzione e gestione dei servizi di hard facility management del futuro ospedale di Taggia avrebbe dovuto chiudersi inizialmente il primo settembre.

Il provvedimento, contenuto nell’atto dirigenziale numero 80 del 24 agosto, arriva in una fase particolarmente delicata per l’opera sanitaria da quasi 430 milioni di euro complessivi, sulla quale nelle scorse settimane si era soffermata anche la Corte dei conti della Liguria, invitando a monitorare attentamente la sostenibilità economica del ricorso ai partenariati pubblico-privati. Il nuovo documento di Liguria Salute fornisce però motivazioni che vanno proprio nella direzione di ampliare il confronto con il mercato: garantire la «massima partecipazione degli operatori economici» e tenere conto della «complessità e della strategicità degli interventi».

La storia delle scadenze è già articolata. L’avviso era stato pubblicato sulla piattaforma Sintel il 19 giugno scorso, in attuazione della delibera con cui la Giunta regionale aveva individuato nel partenariato pubblico-privato la strada da perseguire per finanziare e realizzare i nuovi ospedali di Taggia, Erzelli e Galliera. Il termine originario per ricevere le proposte era stato fissato al 1° settembre alle 18. Una finestra temporale che aveva immediatamente alimentato il dibattito politico. Il gruppo regionale del Partito democratico aveva contestato i soli 74 giorni concessi agli operatori per mettere a punto una proposta di partenariato relativa a una delle più importanti infrastrutture sanitarie della Liguria, comprendente progetto di fattibilità, piano economico-finanziario, schema di convenzione e l’intera documentazione tecnica e gestionale.

Una prima correzione era già arrivata il 5 agosto. Con l’atto dirigenziale numero 69, su richiesta del responsabile unico del progetto, la scadenza era stata spostata dal primo al 30 settembre, proprio «in virtù della complessità generale dell’opera in argomento». Nemmeno quella proroga è stata però considerata sufficiente. Il 12 agosto il direttore generale dell’Area Salute e Servizi sociali ha formalmente rappresentato a Liguria Salute «l’opportunità di uniformare i termini per la presentazione delle proposte di partenariato pubblico privato» relative ai nuovi ospedali e di fissare per tutti la scadenza al 15 novembre. La motivazione riportata nell’atto è esplicita: l’allungamento viene disposto «al fine di garantire la massima partecipazione degli operatori economici».

Nella documentazione trasmessa agli uffici viene inoltre evidenziata «la complessità e la strategicità degli interventi in argomento». Il responsabile unico del progetto per Taggia, l’ingegner Carlo Rambaldi, ha quindi espresso il proprio assenso alla nuova proroga il 14 agosto. Da qui la determinazione finale, firmata per Liguria Salute dal direttore della struttura competente, ingegner Claudia Reggiani, che stabilisce definitivamente – salvo ulteriori modifiche – il nuovo termine del 15 novembre. L’effetto è significativo. In poco più di due mesi dalla pubblicazione dell’avviso, la Regione e le sue strutture operative sono passate da una procedura destinata a chiudersi all’inizio di settembre a una finestra che resterà aperta fino alla metà di novembre.

L’obiettivo è trovare sul mercato una proposta privata per la «concessione di progettazione, costruzione e gestione dei servizi di hard facility management del Nuovo Ospedale nel Ponente Ligure», attraverso il meccanismo previsto dall’articolo 193 del nuovo Codice dei contratti. Non si tratta ancora della gara per l’aggiudicazione definitiva dell’ospedale. Gli operatori economici sono chiamati a formulare proposte di iniziativa privata. Quelle pervenute saranno valutate dall’amministrazione e la soluzione ritenuta maggiormente rispondente all’interesse pubblico potrà costituire la base della successiva procedura competitiva. Il nuovo slittamento assume particolare rilievo dopo il quadro tracciato dalla Corte dei conti nel giudizio di parificazione del rendiconto regionale 2025.

La magistratura contabile ha dedicato un paragrafo specifico all’ospedale unico di Arma di Taggia, ricordando che il Documento di indirizzo della progettazione approvato da Asl1 indica un costo complessivo di 371,8 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti «circa 58 milioni per arredi e attrezzature, comprensivi di Iva e oneri». Il fabbisogno complessivo arriva quindi a sfiorare i 430 milioni. Sul fronte delle coperture, la Corte ha rilevato la disponibilità di 47 milioni di risorse pubbliche, mentre l’opera rimane inserita nel programma degli investimenti Inail per 356,8 milioni. Quest’ultima strada è però subordinata alla stipula di una convenzione. E proprio su questo punto la relazione sottolinea che, nonostante le interlocuzioni avviate dalla Regione, «ad oggi […] non è stata ancora condivisa una bozza di accordo». È in questo quadro che la Regione ha deciso di giocare contemporaneamente la carta del partenariato pubblico-privato.

La Corte, nelle conclusioni generali sugli investimenti sanitari, ha fotografato una situazione non priva di criticità: «L’analisi degli investimenti sanitari previsti per il 2025 restituisce un quadro di sostanziale stasi», con «fondi INAIL ancora in fase di attivazione, con ritardi nelle progettazioni e contenziosi legali che impongono accantonamenti economici e ridefinizioni strategiche». Subito dopo arriva il passaggio che assume un peso particolare per Taggia: «In parallelo, l’adozione di strumenti di partenariato pubblico-privato, pur consentendo l’avvio di alcune opere, va attentamente monitorata al fine della sostenibilità economica».

(In copertina un vecchio rendering dell’area interessata dall’intervento. Qui sopra la zona individuata)


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