La bellezza passa sempre più spesso anche dalla tavola e la nuova selezione dei Prix Versailles ne spiega il motivo: il premio che annualmente celebra i 16 ristoranti più scenografici del mondo, svela infatti i migliori luoghi dove mangiare non solo dal punto di vista culinario, ma anche architettonico. I ristoranti si trasformano così in vere e proprie destinazioni di viaggio, tra design spettacolari, interni immersivi e cucine d’autore.
Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per Hong Kong, Europa e Africa, questi ristoranti sono capaci di unire creatività e sostenibilità intelligente, dando vita a spazi in cui l’architettura dialoga con il paesaggio e con la cucina. Ecco tutti i ristoranti più belli del 2026 premiati.
Peridot – Hong Kong, Cina
Un locale surreale sospeso nel grattacielo The Henderson, uno dei più innovativi di Hong Kong: Peridot, progettato dallo Studio Paolo Ferrari, è universo verde e luminoso, con oltre 20.000 luci e superfici specchiate. Mixology, cibo vegano, arte e design (c’è anche un pianoforte completamente verde) si fondono in un’esperienza quasi onirica.
Nobu One Za’abeel – Dubai, Emirati Arabi Uniti
Sospeso a 100 metri d’altezza, lungo l’imponente passerella a sbalzo che collega le due torri del complesso One Za’abeel, il ristorante dello chef Nobu Matsuhisa unisce la tradizione giapponese alle influenze sudamericane: ogni dettaglio architettonico del progetto firmato da Rockwell Group, incarna perfettamente l’idea di un ponte tra culture diverse.
Di giorno, le viste panoramiche su Dubai trasformano il pasto in un’esperienza immersiva e coinvolgente, mentre la sera l’atmosfera cambia e inizia a brillare con DJ resident e ospiti internazionali che scandiscono il ritmo insieme ai cocktail d’autore.
Le Fou – Vienna, Austria
Un cocktail bar che racconta una Parigi notturna filtrata attraverso Vienna. Le Fou si sviluppa come un percorso di stanze intime e teatrali, tra velluti, pietra, metalli patinati e luci soffuse nella lounge principale e nella Golden Lounge, più riservata. Nel progetto firmato dal fondatore Alexander Schrack e dall’interior designer Theresa Obermoser, il concetto di lusso non è legato all’ostentazione, ma alla qualità duratura dei materiali.
Monti – Gstaad, Svizzera
Tra legno alpino e design contemporaneo, Monti reinterpreta lo spirito delle montagne svizzere con eleganza essenziale, tra legno, tessuti e artigianato locale che qui vengono reinterpretati in chiave elegante e minimale. Firmato da Jakob Sprenger e dalla creative director Antonia Crespí, il ristorante fonde cucina italiana e atmosfera conviviale con vista sulle Alpi.
Akira Back – Hong Kong, Cina
Nel grattacielo firmato Zaha Hadid Architects, Akira Back è energia pura. AB Concept disegna uno spazio dinamico, tra linee morbide, luci scultoree, legno e altri dettagli materici. La cucina fusion dello chef ex snowboarder diventa così un’esperienza multisensoriale sospesa sulla città.
Hana no Kumo – Hong Kong, Cina
Si traduce letteralmente come “nuvola di fiori” ed è a tutti gli effetti un luogo ispirato ai sakura giapponesi. HBA firma un ambiente intimo di Hana no Kumo con 24 posti, legno chiaro, carta washi e luce rosa, che trasformano il kappou in una scena sospesa tra ritualità e contemplazione.
Monsieur Dior by Anne-Sophie Pic – Pechino, Cina
Nel cuore della nuova Maison Dior a Pechino, nel distretto di Sanlitun, Anne-Sophie Pic costruisce un dialogo tra couture e cucina. Il progetto, inserito nell’architettura di Christian de Portzamparc, intreccia arte, fotografia e accenti rossi simbolo di energia e vita. Ebano, onice e petali scolpiti definiscono il bar, mentre la terrazza allarga i confini tra Parigi e la California.
Escā Playa – Ras El Hekma, Egitto
Nel deserto egiziano, Escā Playa sembra scolpito dal vento e dal sole. L’architetto Mohamed Badie disegna una struttura organica tra sabbia e roccia, dove interno ed esterno si confondono in un paesaggio primitivo e contemporaneo allo stesso tempo.
Finlandia Bistro – Helsinki, Finlandia
Dentro la Finlandia Hall di Alvar Aalto, affacciata sulla baia di Töölönlahti, il bistro firmato Fyra gioca sul dialogo tra eredità e contemporaneità. Materiali originali e nuove stratificazioni costruiscono un’atmosfera sobria, elegante e profondamente nordica.
Carbone – Londra, Regno Unito
Nel cuore di Mayfair, all’interno dell’ex sede dell’Ambasciata americana, Carbone reinterpreta il glamour Anni ’50 delle supper club americane. Ken Fulk ha costruito un teatro scenografico tra velluti, mosaici, boiserie laccate e una grande scalinata dipinta che accompagna verso un’esperienza immersiva e spettacolare. Non mancano opere contemporanee di artisti come René Ricard (1946–2014), Lola Montes e Ai Weiwei.
Rosso – Hinganigada, India
Tra immense distese di vigneti e foreste, Rosso è un incontro tra Italia meridionale e India. Lo studio Humming Tree disegna un ambiente caldo e materico, dove marmo verde e legno scolpito richiamano la tradizione mediterranea in un contesto naturale immersivo e dai toni caldi all’interno dell’Hotel Irada.
Marlow – Monaco
Situato in posizione privilegiata sulla piazza principale di Mareterra, nuovo quartiere di Montecarlo ricavato dal mare, Marlow è un club contemporaneo che richiama la presenza storica dei viaggiatori inglesi in Riviera a partire dalla metà del XVIII secolo. L’artista e architetto Hugo Toro ha creato un universo narrativo tra salotti e stanze tematiche, dove ogni spazio sembra una scena raccolta e teatrale. Nel piatto, i grandi classici britannici vengono riletti in chiave contemporanea, dando vita a un nuovo lifestyle culinario.
Lucia – Los Angeles, USA
Lucia porta a Los Angeles per la prima volta la cultura afro-caraibica in chiave contemporanea. Il progetto, firmato Preen Inc., vede un ambiente notturno con un’atmosfera da clubhouse, tra colori tropicali, texture ricche e dettagli scultorei ispirati a conchiglie e palme. Un ristorante che è anche spazio culturale e sonoro: il DJ, visibile attraverso il vetro fumé della cucina, accompagna la serata con un mix di rap, hip-hop e sonorità della tradizione caraibica.
Monsieur Dior by Dominique Crenn – Beverly Hills, USA
Sopra Rodeo Drive, Dior incontra la cucina di Dominique Crenn. Peter Marino firma uno spazio luminoso ispirato ai giardini di Provenza, dove arte, couture e natura si fondono in una terrazza sospesa sulla California: si trova infatti al terzo piano della nuova House of Dior di Beverly Hills.
Mottai – Coral Gables, USA
Minimalismo giapponese e teatralità contemporanea si incontrano da Mottai, a sud di Miami. Lo chef Brian Nasajon, in collaborazione con Saladino Design Studios, ha realizzato uno spazio attorno a un sushi bar centrale, dove la cucina diventa performance e il gesto dello chef parte dell’esperienza.
Amura by Ángel León – Cape Town, Sudafrica
Quello che si vive da Amura by Ángel León (conosciuto come lo “chef del mare”) è un viaggio tra oceani e biodiversità. Firmato da Tristan du Plessis, è un ristorante che trasforma la cucina marina in un’esperienza immersiva tra alghe, luci profonde e atmosfere ispirate alla straordinaria biodiversità della costa di Cape Town, dove si incontrano l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano.
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francescapasini
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