Il settore mondiale delle banane continua a subire la pressione dell’aumento dei costi logistici e di produzione, delle perturbazioni legate alle condizioni meteorologiche e delle persistenti difficoltà nella catena di fornitura. In diversi Paesi esportatori i produttori devono inoltre far fronte a carenze di manodopera, all’aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti e a rischi fitosanitari quali il Fusarium TR4, mentre le tensioni geopolitiche continuano a incidere sui costi di trasporto e di spedizione.
Le condizioni di mercato rimangono contrastanti nelle regioni produttrici e importatrici. Alcuni mercati europei registrano una domanda stabile e un’offerta equilibrata, sebbene l’andamento dei prezzi vari a seconda dei Paesi e dei segmenti di mercato. Le banane biologiche e del commercio equo e solidale continuano a registrare risultati soddisfacenti in diversi mercati, mentre gli esportatori dell’America Latina si stanno concentrando sulla diversificazione dei mercati, sulla gestione dei costi e sul mantenimento dei volumi di esportazione in un contesto caratterizzato da condizioni commerciali mutevoli e modelli di domanda stagionali.
© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it
Italia: i prezzi all’ingrosso aumentano in controtendenza rispetto alla stagione
Secondo un’analisi realizzata da BMTI sulla base dei dati all’ingrosso rilevati nei mercati della Rete Italmercati, il comparto delle banane provenienti dall’America Centrale e meridionale ha aperto il 2026 all’insegna della stabilità . Nel corso del primo trimestre, tuttavia, in concomitanza con le tensioni derivanti dalla complessa situazione geopolitica in Medio Oriente e il conseguente aumento dei costi dei carburanti, si è registrato nei mercati all’ingrosso un certo fermento che ha innescato un lieve, ma costante, incremento delle quotazioni. Entrando nel dettaglio dei listini, verso la metà di aprile i prezzi per cartone, riferiti a un peso netto dichiarato di 18,14 chilogrammi, si sono attestati tra i 28,00 e i 29,00 euro per il marchio Chiquita, tra i 25,00 e i 27,00 euro per il marchio Dole e tra i 19 e i 21 euro per i marchi minori. Successivamente, nel corso del mese di maggio, non si sono inizialmente osservate variazioni di rilievo per i prodotti a marchio Chiquita e Dole, ma proprio nella settimana 21 si sono manifestati ulteriori leggeri rialzi. Questa dinamica complessiva risulta decisamente anomala per il comparto, in quanto raramente si osservano incrementi delle quotazioni in questo specifico periodo dell’anno, che storicamente precede la flessione dei prezzi solitamente coincidente con la chiusura delle scuole e il cambio dei consumi stagionali.
Un importatore siciliano afferma che il mercato della banana ha mantenuto una situazione stabile nelle ultime due settimane, grazie a un buon equilibrio tra volumi in arrivo e vendite. Tuttavia, il settore sta attraversando una fase delicata, influenzata principalmente da tre fattori: dinamiche geopolitiche e logistiche, qualità del prodotto e cambio stagionale. “Le tensioni nello stretto di Hormuz hanno inizialmente provocato una carenza di container vuoti, con ripercussioni sui prezzi all’origine, anche se la situazione sta gradualmente tornando sotto controllo. Nelle ultime due settimane abbiamo registrato una lieve flessione dei prezzi, ma stiamo però adottando strategie mirate per mantenere stabili le quotazioni, con particolare attenzione al prodotto di origine ecuadoriana, considerato un segmento premium”. La merce attualmente in arrivo proviene dal periodo delle piogge in Ecuador, condizione che ha causato alcuni lievi problemi qualitativi e che richiede maggiore attenzione nel monitoraggio dei carichi. Con la fine di maggio il mercato entra inoltre nella cosiddetta “low season”, caratterizzata da un naturale rallentamento dei consumi dovuto all’arrivo della frutta estiva. Di conseguenza, è previsto un calo dei volumi movimentati, in linea con la diminuzione della domanda.
Secondo i dati di YouGov, le banane vengono acquistate dall’87% delle famiglie italiane. Cresce la spesa media per atto d’acquisto, con carrelli più consistenti e quindi più onerosi rispetto alla media dell’anno precedente. Dal punto di vista stagionale, i livelli di penetrazione di mercato raggiungono i picchi tra maggio e giugno, pur mantenendosi superiori al 50% in tutti i mesi dell’anno.
Paesi Bassi: il mercato spot rimane più debole rispetto allo scorso anno
Sebbene le vendite di banane procedano a un ritmo ragionevole, secondo un importatore olandese i prezzi sul mercato spot nei primi mesi dell’anno sono rimasti al di sotto del livello dello scorso anno. “Le banane verdi vengono attualmente vendute a circa 12-13 euro, mentre nello stesso periodo dello scorso anno i prezzi erano di qualche euro più alti”.
L’importatore afferma che non vi è una ragione evidente per i prezzi più bassi. “Non ho l’impressione che sul mercato stiano arrivando volumi eccezionalmente elevati. Tuttavia, dubito anche che vedremo un miglioramento significativo nelle prossime settimane. Giugno è tradizionalmente ancora un mese di vendite discreto, ma il commercio delle banane in genere non beneficia della stagione delle vacanze”.
Le vendite di banane biologiche offrono un quadro più positivo. “Siamo soddisfatti di quel segmento, dato che i clienti acquistano volumi sempre più alti di banane biologiche”, spiega l’importatore. Anche quest’anno la logistica continua a rappresentare una sfida. “C’è carenza di container e molti ritardi dall’America centrale e meridionale. Inoltre, sia i costi del trasporto marittimo sia quelli del trasporto interno sono aumentati in modo significativo”.
Germania: mercato stabile nonostante il calo della domanda
I consumatori hanno privilegiato la frutta di stagione, limitando così la capacità di stoccaggio delle banane. Gli impianti di maturazione hanno reagito riducendo l’offerta, contribuendo a mantenere un ragionevole equilibrio tra domanda e offerta. I prezzi sono rimasti generalmente ai livelli precedenti quando la qualità era soddisfacente, sebbene siano state introdotte alcune lievi riduzioni per sostenere le vendite. Nel complesso, i prezzi dei marchi premium sono stati leggermente inferiori rispetto ai livelli dell’anno scorso.
Le vendite di banane Fairtrade sono aumentate nuovamente lo scorso anno del 7%, superando le 130.000 tonnellate. La quota di mercato delle banane biologiche ha raggiunto circa l’80%.
Svizzera: le importazioni di banane raggiungono livelli record
Nel 2025 la Svizzera ha importato un volume record di 110.400 tonnellate di banane, pari a circa 12 kg pro capite. Secondo i dati doganali svizzeri, la Colombia ha rappresentato oltre il 40% delle importazioni, seguita dall’Ecuador con il 30%.
Nord America: il settore deve affrontare crescenti pressioni sull’offerta
Si prevede che i prossimi due anni saranno difficili per l’industria delle banane. Tra le questioni chiave figurano i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi, l’aumento dei costi operativi, la carenza di manodopera in alcune regioni, le interruzioni logistiche, le minacce fitosanitarie come il TR4 e i crescenti requisiti normativi e di sostenibilità imposti dai mercati internazionali.
Attualmente l’offerta di banane nella maggior parte dei mercati nordamericani è buona. In generale, la fornitura dall’America Latina migliora dopo Pasqua. La domanda di banane convenzionali rimane forte grazie alla loro…
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