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  • La legge italiana non vieta ai soggetti protestati di poter aprire un conto corrente
  • Tuttavia, i singoli istituti di credito potrebbero negare l’apertura di un conto o l’accesso a un finanziamento in caso di protesti. 
  • I soggetti protestati possono comunque procedere alla cancellazione del protesto, sanando la loro posizione fiscale, e tornare così a essere visti “di buon occhio” da banche e altri istituti di credito. 

L’apertura di un conto corrente a un soggetto protestato è una possibilità che viene offerta dalla legge. Potrebbero però esserci alcuni ostacoli: non è infatti detto che la banca la conceda all’ipotetico nuovo cliente protestato.

Per comprendere al meglio cosa succede in un caso simile, è utile analizzare il concetto di protesto, ovvero in cosa consista, quando si finisce nella lista dei protestati e come ci si può cancellare.

Il punto di partenza è sempre lo stesso: in presenza di un debito e nell’impossibilità di pagarlo si può verificare la levata di protesto. Analizziamo nel dettaglio cosa può succedere.

Cos’è il protesto

Il protesto non è altro che un atto pubblico emesso dall’Ufficiale Giudiziario alla presenza di un debito. Il protestato, di conseguenza, è il soggetto che ha ricevuto, dall’Ufficiale Giudiziario, la richiesta di pagare il debito in questione. 

Il documento viene trasmesso al Presidente della Camera di Commercio competente e, nei 10 giorni successivi, viene poi pubblicato nel cosiddetto Registro Informatico dei Protesti – ai sensi della legge 18 agosto 2000, n. 235. Si tratta di un registro pubblico, che viene aggiornato ogni mese dalle singole Camere di Commercio, nel quale vengono elencati i vari protesti. 

Tali protesti sono relativi al mancato pagato di:

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  • assegno bancari e postali;
  • cambiali;
  • vaglia cambiari. 

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Come funziona il protesto

Dopo aver visto cos’è il protesto, potremmo chiederci: Cosa vuol dire essere protestati? Intanto, possiamo ricordare che i dati presenti sul Registro dei Protesti vengono cancellati dopo 5 anni, ai sensi dell’art. 11, Decreto M.A.P. 09/08/2000, n. 316.

I protesti sono accessibili a tutti per la consultazione, che potrà essere fatta tramite visura o certificato: la prima contiene il nominativo del soggetto protestato, mentre la seconda indica soltanto l’eventuale esistenza o non esistenza di un protesto. 

Le visure e i certificati si possono richiedere presso tutte le Camera di Commercio presenti in Italia, sia dal vivo, sia tramite procedura telematica. Questo servizio prevede un costo di 2 euro a nominativo per le visure e di 5 euro per i certificati – più una marca da bollo di 16 euro. 

Ricordiamo che:

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  1. il Registro informatico dei Protesti esiste unicamente in formato digitale, quindi non è presente nessuna versione cartacea;
  2. non vengono riportati da nessuna parte i dati del soggetto creditore. 

Che succede se si è protestati?

I soggetti protestati sono considerati cattivi pagatori: la loro presenza nel Registro Informatico dei Protesti può essere verificata da chiunque – non solo dalle banche. Ci possono essere, poi, ulteriori conseguenze.

Per esempio, si può andare incontro a una procedura di esecuzione forzata, che può essere realizzata per mezzo del pignoramento dei propri beni – sia mobili sia immobili. Potrebbe così avvenire il pignoramento del conto corrente, così come quello di un eventuale abitazione. 

Se si volesse aprire un conto corrente, invece, il miglior consiglio è quello di chiedere, dopo aver pagato i propri debiti, la cancellazione del proprio nome dal Registro dei Protesti. Sarà possibile rivolgersi direttamente all’Ufficio Protesti della Camera di Commercio competente rispetto al luogo in cui si abita, se il protesto risale a meno di un anno prima. 

Nell’ipotesi di protesti più datati, invece, ci si dovrà rivolgere al Presidente del Tribunale di zona per ottenere la riabilitazione. Anche in caso di protesto, comunque, sarà possibile fare richiesta alle banche – magari dopo aver confrontato le condizioni economiche dei vari conti correnti disponibili – per procedere con la sottoscrizione di un conto. 

Quello che si suggerisce è di precisare fin da subito al Direttore di una banca la propria situazione debitoria, in modo tale da richiedere la soluzione più adatta alle proprie esigenze finanziarie. 

conto corrente per protestaticonto corrente per protestati

Quali sono le alternative al conto corrente per i protestati?

In presenza di un protesto e qualora si dovessero avere difficoltà con l’apertura di un conto in quanto considerati soggetti poco affidabili, ci sono comunque altre possibilità alle quali ricorrere per la gestione dei propri risparmi. 

Uno è rappresentato dalle carte conto con IBAN, ovvero delle carte che rappresentano una via di mezzo tra una ricaricabile e un conto corrente. La presenza dell’IBAN, infatti, permette di eseguire una delle operazioni più tipiche del conto corrente, ovvero la ricezione di bonifici – per esempio, quelli relativi allo stipendio. 

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Si potranno poi domiciliare le utenze, quali quelle di luce, gas e Internet, oppure utilizzarle per effettuare pagamenti, sostenendo un costo bassissimo, che in alcuni casi sfiora lo zero. 

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Come si cancella un protesto

Per concludere la nostra guida, vogliamo infine sintetizzare la procedura con la quale provvedere alla cancellazione di un protesto. Ci si dovrà rivolgere al Presidente della Camera di Commercio della Provincia in cui si ha la residenza. 

Se trascorso più di 1 anno dal protesto, però, la cancellazione potrà essere ottenuta, come già detto, facendo richiesta di riabilitazione al Presidente del Tribunale del proprio circondario. 

In caso di rifiuto da parte della Camera di Commercio, ci si potrà rivolgere al Giudice di Pace. Ad ogni modo, la cancellazione non è immediata, ma avviene dopo 1 anno dal giorno della levata del protesto

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Cosa si intende per protesto?

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Il protesto è un atto emesso dall’Ufficiale Giudiziario in presenza di un debito derivante dal mancato pagamento di un titolo, come un assegno bancario o postale. 

Cos’è il Registro Informatico dei Protesti?

Il Registro informatico dei protesti è una banca dati nazionale contenente le informazioni relative ai protesti per il mancato pagamento di assegni bancari, assegni postali, vaglia cambiari e così via. 

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