Il D.Lgs. 36/2023 ha introdotto una significativa riforma nel settore dei contratti pubblici, basata su due principi cardine della Costituzione: il principio del risultato (art. 1) e il principio di fiducia (art. 2). L’obiettivo dichiarato della riforma è rendere l’attività della Pubblica Amministrazione più efficiente e competitiva, contribuendo alla crescita del sistema economico nazionale.
Uno degli elementi chiave della riforma è il processo di innovazione tecnologica, definito come “transizione digitale“, che il Codice dei contratti, nel Libro I, Parte II, identifica come “digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti”.
Questo processo ha iniziato a produrre effetti dal 1° gennaio 2024 ed è stato oggetto di ulteriori modifiche con il D.Lgs. n. 209/2024 (Correttivo), che ha modificato alcuni aspetti operativi.
Ma in cosa consiste esattamente questo processo di transizione e a cosa porterà?
Nell’articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza rimandando per ulteriori chiarimenti alla lettura dell’ebook sugli appalti BIM e alla scoperta di piattaforme cloud per la digitalizzazione degli enti pubblici.
Digitalizzazione appalti pubblici: novità e aggiornamenti
Al via dal 1° ottobre 2025 la “Piattaforma SCP Esecuzione”
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), con il supporto di ITACA, ha lanciato un nuovo strumento per semplificare il lavoro delle Stazioni Appaltanti: la Piattaforma SCP Esecuzione.
SCP Esecuzione nasce nell’ambito della misura PNRR M1C1-1.10 e del progetto “Strumenti ed azioni per il supporto alla qualificazione delle stazioni appaltanti e alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici”.
A cosa serve SCP Esecuzione?
SCP Esecuzione è una piattaforma sussidiaria e certificata pensata per le amministrazioni che non dispongono di propri sistemi digitali per la gestione della fase di esecuzione dei contratti e intendono gestire digitalmente l’intero ciclo di vita del contratto, in linea con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
La piattaforma consente di gestire in modo interamente digitale la fase di esecuzione del contratto, indipendentemente dal sistema utilizzato nelle fasi precedenti (affidamento e aggiudicazione).
SCP Esecuzione è progettata, inoltre, per essere pienamente interoperabile con la BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici) di ANAC e garantire in questo modo un flusso di dati coerente e il rispetto degli standard normativi.
La Fase di Sperimentazione
La Piattaforma SCP Esecuzione ha avviato la sua fase di sperimentazione il 1° ottobre 2025. La Regione Liguria è stata la prima ad adottare il sistema, grazie a un protocollo d’intesa con ITACA. Seguiranno progressivamente le altre Regioni che hanno espresso interesse, in un percorso di adozione che si concluderà entro il 30 giugno 2026.
Durante questa fase , le Stazioni Appaltanti coinvolte hanno l’opportunità di testare attivamente le funzionalità, ricevere assistenza dedicata e contribuire con i loro feedback al miglioramento della piattaforma prima della sua adozione definitiva.
Come Avviene l’Accesso e l’Abilitazione
L’utilizzo di SCP Esecuzione è riservato alle Stazioni Appaltanti e Centrali di Committenza delle Regioni aderenti, che devono essere già censite nell’anagrafe AUSA.
Le amministrazioni idonee possono richiedere l’abilitazione tramite la registrazione online utilizzando SPID o CIE. È necessario compilare un apposito modulo, firmarlo e caricarlo sul portale. Una volta validata la richiesta, l’abilitazione viene comunicata direttamente via e-mail.
Si sottolinea che l’accesso alla piattaforma è consentito esclusivamente ai Responsabili Unici del Procedimento (RUP) e agli utenti formalmente autorizzati delle Stazioni Appaltanti abilitate.
Per assicurare un’adozione fluida e supportata, ITACA, in collaborazione con la Rete degli Osservatori Regionali, ha attivato un servizio di assistenza online dedicato.
Per ulteriori dettagli e per iniziare, puoi vedere la demo e visitare il portale HUB Contratti Pubblici del MIT.
Affidamenti fino a 5.000 euro: prorogato l’utilizzo dell’interfaccia web della piattaforma ANAC
Con provvedimento approvato il 18 giugno 2025, l’ANAC ha prolungato oltre il 30 giugno 2025 la possibilità di utilizzare l’interfaccia web messa a disposizione dalla Piattaforma dell’Autorità per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro.
Il provvedimento va incontro alle esigenze di istituti scolastici, piccoli comuni ed enti pubblici in caso di impossibilità o difficoltà di ricorso alla Piattaforma dei contratti pubblici, al fine di consentire l’assolvimento delle funzioni ad essa demandate, ivi compresi gli obblighi in materia di trasparenza.
Dallo scorso anno sono entrate in vigore le disposizioni in materia di digitalizzazione dei contratti. In base al nuovo Codice degli Appalti, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenute ad utilizzare le piattaforme di approvvigionamento digitale (PAD) per svolgere le procedure di affidamento dei contratti.
Con Comunicati del Presidente del 28 giugno e 18 dicembre 2024 erano stati già prorogati fino al 30 giugno 2025 alcuni adempimenti previsti con la Delibera n. 582 del 13 dicembre 2023.
La nuova proroga senza scadenza per l’utilizzo dell’interfaccia web messa a disposizione dalla Piattaforma PCP riguarda:
- gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro;
- le fattispecie di cui alla Delibera n. 584 del 2023, che ha sostituito ed integrato la Delibera n. 214 del 2022.
Non è consentito, dunque, l’inserimento ex post dei dati e delle informazioni relativi agli affidamenti.
La proroga vale anche per l’adesione ad accordi quadro e convenzioni i cui bandi siano stati pubblicati entro il 31 dicembre 2023, con o senza successivo confronto competitivo, e per gli accordi quadro e convenzioni pubblicati dal 1 gennaio 2024. Inoltre, la proroga è valida anche per la ripetizione di lavori o servizi analoghi per procedure pubblicate prima del 31 dicembre 2023 e per gli affidamenti in house.
Resta confermata in via definitiva la facoltà per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti di utilizzare l’interfaccia web messa a disposizione mediante la Piattaforma dei Contratti Pubblici per l’acquisizione del codice identificativo di gara (CIG) per tutte le fattispecie per cui è previsto l’utilizzo della scheda P5, ivi comprese le ipotesi di acquisizione del CIG ai soli fini della tracciabilità dei flussi finanziari.
ANAC sollecita le PA al rispetto dell’obbligo di trasmissione dei dati tramite PAD
L’Anac ha ritenuto necessario sollecitare le Stazioni Appaltanti al rispetto alle nuove modalità di comunicazione delle modifiche contrattuali e delle varianti in corso d’opera, rese obbligatorie con la piena digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.
Sono stati riscontrati, infatti, numerosi casi in cui le comunicazioni sono state trasmesse ancora utilizzando il vecchio modulo di acquisizione dati del 2016, inviato peraltro tramite PEC. Per questo motivo, con il Comunicato del Presidente ANAC del 30 gennaio 2024, sono stati ribaditi gli obblighi di comunicazione relativi alle modifiche contrattuali, come previsto dall’art. 5, commi 11 e 12 dell’allegato II.14 del Codice dei contratti. A partire dal 1° gennaio 2024, con l’entrata in vigore della digitalizzazione degli appalti, le Stazioni Appaltanti sono tenute ad adempiere a tali obblighi esclusivamente…
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Giusi Rosamilia
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