il sindaco Venturini governa tra i canali ma è stato eletto a Mestre


Venezia, 29 maggio – Venezia non è triste: è immobile. Perché da anni, anzi da lustri, meglio: da decenni si discute sempre degli stessi problemi, l’overtourism, lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. Tutti ne parlano e nessuno li risolve, ammesso che sia possibile. Sì, c’era anche l’acqua alta ma almeno quella, al netto di scandali e processi, è stata eliminata perché il Mose funziona, anche se periodicamente si leggono profezie catastrofiche ma forse non catastrofistiche sull’innalzamento delle acque che prima o poi sommergeranno la città, e allora gli unici turisti a Venezia saranno i sub.

Approfondisci:

Feltrin: “Guai a fare di Venezia un test nazionale. Carovita, casa, lavoro: si vota il sindaco che sembra fare qualcosa in più”

Il passaggio di consegne tra Luigi Brugnaro e Simone Venturini

Il passaggio di consegne tra Luigi Brugnaro e Simone Venturini

Per il momento, la situazione è quella che tutti vedono: calli e campielli saturati da folle in ciabatte e rutto libero che spendono poco e spandono rifiuti, rumore e inciviltà, con i pochi veneziani superstiti assediati come a Famagosta o a Candia (poi basta svoltare un angolo, uscire dalle rotte più congestionate e ritrovi subito la bellezza sfatta, sublime e silenziosa della città più bella del mondo, compresi gli ultimi bacari “veri” di cui ci scambia l’indirizzo con fare carbonaro, che non si spanda la voce altrimenti ce li ritroviamo pieni di foresti che bevono il cappuccino sulle sarde in saor).

Il passaggio di consegne tra Luigi Brugnaro e Simone Venturini

Il passaggio di consegne tra Luigi Brugnaro e Simone Venturini

Una via d’uscita non si vede, e del resto il responso delle elezioni è stato chiaro. Ha stravinto Simone Venturini, il nuovo golden boy della destra, lo scout di 38 anni che però è il pupillo dell’ex sindaco Luigi Brugnaro: più empatia e congiuntivi e meno processi e conflitti d’interesse del predecessore, ma insomma in continuità. Grandi idee, per la verità, non ne aveva proposte neanche il candidato della sinistra, Andrea Martella, con il senno e le urne di poi oggi giudicato debole, dopo che per settimane i giornali e i sondaggi avevano annunciato che avrebbe vinto, chapeau.

Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

Una disgrazia alla volta, comunque. Intanto, l’iperturismo. Chi sa tutto è Jan van der Borg, olandese, cattedre a Ca’ Foscari e a Lovanio. “Dei problemi dell’overtourism sappiamo tutto. Solo che le soluzioni elaborate a Venezia, per ora, le hanno applicate a Barcellona”. Dica allora le prime tre cose da fare. “Primo: cambiare la mentalità. Il turismo mondiale continua a crescere nonostante Covid, guerre e crisi. Ma bisogna smetterla di considerarlo un bene di per sé, se i locali ne pagano i costi senza averne benefici. Secondo: se io fossi il sindaco, terrei per me la delega, perché a Venezia il turismo è un fenomeno trasversale che impatta tutto, le politiche sociali, della casa, del lavoro. Terzo: il turismo va gestito. Provare a deviarlo è utopistico: chiunque venga qui non rinuncia a vedere San Marco o Rialto. A Maiorca, per dire, dove si tentava di fare lo stesso, i residenti sono insorti: mandate i turisti nelle spiagge più note, così almeno restano vuote quelle che conosciamo solo noi. Ci vuole un sistema di prenotazioni che blocchi l’afflusso quando diventa insostenibile”. 

Le gondole e sullo sfondo piazza San Giorgio Maggiore a Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

Le gondole e sullo sfondo piazza San Giorgio Maggiore a Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

E qui, ovviamente, si parla del famigerato ticket d’ingresso. “Non sono del tutto contrario. Chi dorme in albergo paga già la tassa di soggiorno. Ma il guaio del turismo veneziano è quello ‘mordi e fuggi’, in giornata, che è poi l’80 per cento dell’affluenza complessiva. Lì il ticket ha senso, anche se ci sono troppe esenzioni che impediscono di gestire davvero i flussi e rendono il sistema macchinoso”.

Burano, Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

Burano, Venezia (EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT)

Turismo vuol dire locazioni turistiche, leggi: affitti brevi. Venezia si spopola anche perché è difficile trovare casa. “Per l’affitto, non spendi meno di 1.200-1.500 euro al mese, che per un giovane sono impossibili”, spiega Orazio Alberti dell’OciO, l’Osservatorio CIvicO sulla casa e la residenzialità: “Gli interessi in gioco sono così forti che sembra che nessuno possa fare niente. A parte incentivare l’edilizia sociale, bisogna intervenire sulle affittanze turistiche, contemperando il diritto dei proprietari al guadagno ma anche quello dei veneziani a restare nella loro città. Perché per vivere a Venezia bisogna avere una casa. Ma acquistarla è costosissimo e affittarla quasi impossibile”. Un dato per tutti: nel decennio dal 2011 al 2021, le abitazioni vuote o non occupate da residenti nella “Venezia insulare” sono passate dal 21,3 al 36,4 per cento, e i numeri non li dà OciO ma l’Istat.

Basilica di San Marco di Venezia

Basilica di San Marco di Venezia

E poi, a proposito di “Venezia insulare”, un problema vecchio e insoluto come tutti gli altri, riportato d’attualità dalle elezioni. Guardando la mappa dei voti, si vede la Venezia di qua dal ponte quasi tutta rossa-Martella; quella al di là, quasi tutta gialla-Venturini. Sui social, alcuni l’hanno animata, con il pescione giallo della terraferma che si pappa il pesciolino rosso della laguna. Se su 250 mila abitanti del Comune, a Venezia ne vivono meno di 50 mila, si è appena eletto il sindaco di Mestre, non quello di Venezia.

L'inaugurazione del Salone Nautico di Venezia

L’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia

E così torna d’attualità l’autonomismo. Nel ‘19 ci fu il referendum per staccare Venezia da Mestre, ma votò solo il 24 per cento, quindi senza quorum (in compenso, a Venezia-Venezia votarono quasi tutti, con l’85 per cento di sì). L’avvocato Marco Sitran fu fra i promotori ed è drastico: “Il Comune è unico, noi lo chiamiamo Mestrezia, ma sono due città completamente diverse, con problemi ed esigenze opposti.

Venezia immobile fra iperturismo e spopolamento: il sindaco Venturini governa tra i canali ma è stato eletto a Mestre

I residenti di Venezia sono ufficialmente 47 mila, in realtà poco più di 30: nel 1950, erano 171 mila. L’età media è di 65 anni. I vecchi muoiono, i giovani scappano, i figli non nascono. Ormai noi veneziani siamo una minoranza etnica e senza rappresentanza politica perché per noi decidono i mestrini. Ma Venezia si salva solo con uno statuto speciale, e lo statuto speciale si ottiene solo rendendola autonoma dalla terraferma, perché la sua specialità è l’insularità. Lo diceva già Montanelli cinquant’anni fa”. Appunto: a Venezia il tempo passa, i problemi mai.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di