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Festival Dromos: Rokia Traoré in concerto domani a Masullas (OR).
E lunedì Rancore chiude il tris di serate nel Giardino Botanico del Monte Arci.
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Martedì il viaggio del festival in movimento prosegue a Neoneli con Mario Biondi.
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Secondo appuntamento, domani (domenica 9 agosto) a Masullas (OR), con il trittico di concerti che Dromos porta in dote nel borgo del basso Oristanese, dove il “festival in movimento” fa tappa lungo il cammino della sua edizione numero ventotto. Dopo Simona Molinari, protagonista della serata inaugurale, un’altra voce femminile porterà il suo universo musicale sul palco allestito nel Giardino Botanico del Monte Arci: Rokia Traoré, una delle figure più originali e autorevoli della scena internazionale, in concerto a partire dalle 22 (ingresso a 20 euro più prevendita) accompagnata da Sylvain Rabbath alle tastiere, Samba Diabaté alla chitarra, Aristide Nebout al basso e Angelo Agbasse alla batteria.
La cantautrice, compositrice e polistrumentista maliana, ha saputo costruire nel tempo un percorso in cui le radici africane dialogano con rock, folk e canzone d’autore globale. Nata in Mali nel 1974 e cresciuta tra Africa, Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, Rokia Traoré ha trasformato il dialogo tra culture differenti in uno dei tratti distintivi della sua musica. Considerata una delle voci più importanti della “nuova Africa musicale”, ha pubblicato album acclamati dalla critica come “Bowmboï”, “Tchamantché”, “Beautiful Africa” e “Né So”, un lavoro intenso e personale prodotto da John Parish che affronta temi come l’esilio, la perdita delle radici e il significato della parola “casa”. Alla musica, l’artista maliana ha spesso affiancato una riflessione teatrale e culturale più ampia, in particolare collaborando con Toni Morrison e Peter Sellars nello spettacolo “Desdemona”, rivisitazione contemporanea dell’Otello shakespeariano. Parallelamente, Rokia Traoré porta avanti un forte impegno culturale e sociale: nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle per sostenere giovani artisti maliani e nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.
Lunedì (10 agosto), il tris di serate del festival Dromos al Giardino Botanico del Monte Arci a Masullas si chiude con il live di Rancore all’insegna del suo nuovo album, “Tarek da colorare“, pubblicato lo scorso aprile. Insieme al rapper romano saliranno sul palco Mattia Crescini “Meiden” alle tastiere, Cristiano Campana “Jano” al basso e Giorgio Gallo alla batteria. Con questo nuovo progetto Rancore inaugura un’ulteriore tappa del proprio percorso artistico, trasformando il concerto in uno spazio narrativo nel quale rap, poesia, immaginazione e sperimentazione linguistica si fondono in una continua riflessione sul presente. Attraverso il personaggio di Tarek, chiamato a ricostruire la propria memoria e la propria identità, l’artista romano propone un viaggio che dialoga in maniera naturale con il tema “Secrets”, invitando il pubblico a guardare oltre la superficie delle cose e a interrogarsi sul significato più profondo delle parole e delle relazioni.
Classe 1989, Rancore – pseudonimo di Tarek Iurcich – è tra le voci più originali della scena italiana contemporanea. Dalle prime esperienze nel freestyle ai progetti realizzati con Dj Myke, fino agli album che ne hanno definito la cifra stilistica, ha costruito un linguaggio personale in cui la parola diventa materia narrativa e strumento di esplorazione della realtà. Un percorso riconosciuto anche fuori dai confini del rap, dalle collaborazioni con artisti come Marracash, Dargen D’Amico, Big Fish e Daniele Silvestri, con cui ha conquistato al Festival di Sanremo 2019 il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo e, successivamente, la Targa Tenco per “Argentovivo”, fino al nuovo Premio Bardotti ottenuto nel 2020 con “Eden”. Parallelamente alla produzione discografica, Rancore porta avanti un’intensa attività culturale attraverso incontri nelle scuole, workshop e conferenze dedicate alla scrittura e alla sua personale idea di “HermeticHipHop”, un percorso culminato nell’ingresso dei suoi testi anche nei libri scolastici. Con “Tarek da colorare”, pubblicato lo scorso aprile, apre un nuovo capitolo della propria ricerca, confermando la capacità di trasformare il linguaggio in uno strumento di conoscenza e immaginazione.
La tre giorni di Dromos al Giardino Botanico del Monte Arci è organizzata in collaborazione con la Fondazione Parte Montis e il Comune di Masullas e con il sostegno della Fondazione Parte Montis, del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio) e della Fondazione di Sardegna.
- Il viaggio di Dromos continua a Neoneli con Mario Biondi
Conclusa la tappa di Masullas, Dromos proseguirà il suo cammino martedì 11 agosto a Neoneli, in località S’Angelu, dove alle 22 sarà protagonista Mario Biondi in una tappa del tour che celebra il ventesimo anniversario del suo iconico successo “This Is What You Are”. Tra le voci italiane più riconoscibili del soul e del jazz internazionale, Biondi porterà sul palco il repertorio che lo ha reso celebre nel mondo, attraversando i grandi successi della sua carriera in un concerto che unisce eleganza interpretativa, raffinatezza sonora e una delle timbriche più inconfondibili della musica contemporanea.
- E a Oristano prosegue la mostra “Secret Pages”
Accanto al programma musicale, continua anche il percorso espositivo della ventottesima edizione di Dromos: fino al 17 ottobre, la Pinacoteca Comunale Carlo Contini di Oristano ospita “Secret Pages“, la mostra dedicata a Nobuyoshi Araki, tra i più influenti e controversi protagonisti della fotografia contemporanea. Curata da Sonia Borsato, l’esposizione presenta 122 opere provenienti dalla Collezione Molinas Balata – 101 Polaroid e 21 fotografie di diversi formati – in un itinerario che attraversa alcuni dei temi centrali della poetica dell’artista giapponese: desiderio, memoria, intimità, perdita, sensualità e malinconia. Un progetto espositivo che dialoga direttamente con “Secrets”, il tema dell’edizione 2026 del festival, invitando il pubblico a riflettere sul valore del non detto e su ciò che ogni immagine custodisce oltre ciò che mostra. La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20 e sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20; il biglietto d’ingresso costa 5 euro. Per la presenza di immagini esplicite, l’esposizione è consigliata a un pubblico adulto.
I biglietti per tutti gli appuntamenti del festival sono disponibili sul sito www.dromosfestival.it. Per informazioni la segreteria di Dromos risponde allo 0783 310490, al numero WhatsApp 3348022237 e all’indirizzo info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili sul sito del festival e sui canali Facebook e Instagram ufficiali.
La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall’omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont’e Prama, della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Mogoro, Masullas, Pompu, Nureci, Fordongianus e Milis, della Cantina Contini, della Cantina Silvio Carta e di Sa Marigosa, con il supporto di Arcidiocesi di Oristano, Pinacoteca Carlo Contini, Fondazione Oristano, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, Museo Diocesano Arborense, Music Academy di Isili, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, Rai Radio 3, ViaggieMiraggi, Mariposas de Sardinia e Radio Popolare.
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DROMOS – via Sebastiano Mele · 09170 ORISTANO
tel.: 0783 31 04 90 • 334 80 22 237
E-mail: info@dromosfestival.it
Website: www.dromosfestival.it
Telegram: t.me/dromosfestival
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