Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione C&D


La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per il settore delle costruzioni, chiamata a trasformarsi da modello lineare a modello circolare.

Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 25 novembre 2025 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia nasce il Piano di Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti da C&D: uno strumento progettuale di competenza del progettista, che deve dettagliare la gestione ambientale del cantiere: tipologie e quantità presunte di rifiuti, rifiuti pericolosi e criticità ambientali, modalità di deposito temporaneo, impianti di gestione locali e processi di tracciabilità dei rifiuti.

Il settore delle costruzioni è responsabile della produzione di circa il 35-40% del totale dei rifiuti generati nell’Unione Europea. Questa enorme quantità di materiali, se gestita correttamente attraverso strategie di demolizione selettiva, decostruzione e recupero, può trasformarsi da problema ambientale in risorsa economica, contribuendo alla riduzione del consumo di materie prime vergini, alla decisione delle emissioni di CO₂ e alla creazione di nuove filiere produttive.

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D si inserisce in questo contesto come documento tecnico-operativo che accompagna il progetto edilizio in tutte le sue fasi, dalla progettazione preliminare fino all’esecuzione dei lavori, garantendo la tracciabilità dei flussi di materiali e il raggiungimento degli obiettivi quantitativi di recupero previsti dalla normativa.

Che cos’è il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D)

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) è uno strumento tecnico-operativo obbligatorio, previsto dal criterio 2.5.4 dei CAM Edilizia 2025 (D.M. 25/11/2025), finalizzato alla gestione sostenibile dei flussi di rifiuti generati dalle attività di cantiere secondo i principi dell’economia circolare e della gerarchia dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006).

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D si colloca all’interno di un articolato quadro normativo europeo e nazionale che ha progressivamente rafforzato gli obblighi di gestione sostenibile dei rifiuti da costruzione.

A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva Quadro sui Rifiuti), modificata dalla Direttiva 2018/851/UE, parla di “gerarchia di gestione dei rifiuti” che privilegia, nell’ordine: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo (ad esempio recupero energetico) e, solo come ultima opzione, lo smaltimento. La stessa direttiva fissa l’obiettivo di preparare per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione entro il 2020.

A livello nazionale, il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) recepisce la normativa europea e nell’art. 179 si trova la gerarchia di gestione dei rifiuti, mentre l’art. 181 definisce le modalità di recupero. Particolare rilevanza assumono inoltre:

  • Il D.M. 10 luglio 2023, n. 119, che disciplina le condizioni per l’esercizio delle attività di preparazione per il riutilizzo in forma semplificata;
  • Il D.M. 28 giugno 2024, n. 127 (Decreto Inerti), che regola la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione destinati alla produzione di aggregati riciclati;
  • Il D.M. 28 marzo 2018, n. 69, relativo alla cessazione della qualifica di rifiuto per il conglomerato bituminoso;

Il D.M. 25/11/2025 sui CAM Edilizia rappresenta l’ultimo e più completo tassello normativo, introducendo al criterio 2.5.4 l’obbligo di redigere il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D per tutte le attività di cantiere, sia di costruzione che di demolizione, con l’obiettivo vincolante di avviare a operazioni di preparazione per il riutilizzo, riciclaggio o altre operazioni di recupero di materia almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi generati in cantiere, escludendo le terre e rocce da scavo.

Obiettivo quantitativo: la soglia del 70% di recupero

Il cuore del piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D è l’obiettivo quantitativo del 70% in peso di rifiuti non pericolosi da avviare a recupero. Questo target non è un semplice auspicio, ma un requisito cogente che il progetto deve quantificare e dimostrare di poter raggiungere.

La percentuale del 70% si calcola sul totale dei rifiuti non pericolosi generati dalle demolizioni e dagli scarti di lavorazione, escludendo le terre e rocce da scavo, che sono disciplinate separatamente dal D.P.R. 120/2017 e dal D.L. 13/2023 convertito in Legge 41/2023.

È fondamentale comprendere che il 70% rappresenta una soglia minima: il progettista è chiamato a massimizzare il recupero delle diverse frazioni di materiale, prevedendo nel progetto sistemi di demolizione selettiva o decostruzione, per quanto tecnicamente possibile. Solo nei casi in cui, per la natura o la vetustà dell’edificio, non risulta tecnicamente o economicamente conveniente operare una decostruzione o demolizione selettiva, il progettista deve fornire adeguata giustificazione nella relazione tecnica.

Per gli interventi su edifici storici o molto vetuste, è fondamentale effettuare preliminarmente una campagna di analisi conoscitiva dell’edificio e dei materiali costitutivi per determinarne tipologia, epoca e stato di conservazione, e individuare le frazioni di materiale da demolire o eventualmente recuperare. I prelievi, le prove e le determinazioni devono essere effettuate e certificato dai laboratori di cui all’Art. 59 del D.P.R. 380/2001.

Piano di Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti da C&D: i contenuti obbligatori

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D deve essere redatto con un grado di dettaglio crescente in funzione del livello di progettazione (preliminare, definitivo, esecutivo).

Per la sua redazione, il progettista può fare riferimento al documento della Commissione EuropeaOrientamenti per le verifiche dei rifiuti prima dei lavori di demolizione e di ristrutturazione degli edifici” (2018) o alla prassi UNI PdR 75Decostruzione selettiva – Metodologia per la decostruzione selettiva e il recupero dei rifiuti in un’ottica di economia circolare“.

Il Piano deve includere obbligatoriamente diversi contenuti che di seguito analizziamo.

Tipologia e caratteristiche della struttura oggetto di intervento

Questa sezione offre una descrizione complessiva dell’edificio o dell’opera interessata dall’intervento, chiarendone la tipologia edilizia e la destinazione d’uso, sia attuale sia prevista a seguito dei lavori. Vengono richiamati l’anno di costruzione e gli eventuali interventi realizzati nel tempo, insieme alla tecnologia costruttiva prevalente e allo stato generale di conservazione. L’inquadramento comprende inoltre l’indicazione di eventuali vincoli presenti, nonché i principali dati dimensionali, quali superficie lorda di pavimento e volumetria.

Inventario dei materiali e degli elementi

L’inventario rappresenta il cuore analitico del Piano e deve fornire una mappatura completa e quantificata di tutti i materiali presenti nell’edificio o nell’opera. I materiali devono essere suddivisi in tre macro-categorie:

  • materiali o componenti pericolosi
  • materiali o componenti non pericolosi…


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Giusi Rosamilia

Source link

Di