La maggior parte delle piccole imprese usa l’AI nel modo meno produttivo possibile: una domanda nella chat, una risposta, copia, incolla, e via così tutto il giorno. Funziona per scrivere un’email, non per togliersi di dosso il lavoro ripetitivo. Il salto vero è passare alla chat all’agente che esegue, che “fa cose”.
Parliamo di uno strumento che apre i tuoi file, scrive il documento, prepara la bozza dell’email e ti riferisce a cose fatte. Ed è in grado di collegarsi ad altri strumenti già utilizzati in azienda, come CRM ed ERP, Slack, Workday. Ci sono connettori per praticamente qualsiasi cosa, e dove non esiste un vero e proprio MCP, spesso, l’accesso tramite API permette di fare praticamente di tutto. E così l’agente diventa un assistente completo e potente.
Questo strumento esiste e si chiama Cowork. È la versione desktop della stessa tecnologia agentica che alimenta Claude Code, portata fuori dal terminale e messa nelle mani di chi fa lavoro d’ufficio, quindi non solo per chi programma. Vive dentro l’app Claude per Mac e Windows, e a differenza della semplice chat, agisce sul computer, dentro i confini che gli dai tu: apre i file, scrive i documenti, prepara le email.
Cowork non è l’unica possibilità per questo tipo di attività: sul fronte open source girano progetti come OpenClaw e Hermes Agent, che mettono un agente locale dentro le tue app con la logica del “porta la tua chiave”.
OpenAI ha invece creato GPTCodex, che è praticamente l’alternativa a Cowork basata su ChatGPT; il nome era usato per uno strumento di programmazione, ma ora fa un po’ di tutto. Presto, comunque, OpenAI rilascerà una “super app” che integra ChatGPT e Codex in un solo pacchetto, con qualche funziona aggiuntiva (in teoria).
Il principio agentico è lo stesso, cambia il confezionamento: qui scegliamo Cowork perché unisce accesso ai file, connettori pronti e task pianificati in un’app desktop, senza una riga di codice.
In questo articolo vediamo come si crea un progetto agentico, come si collegano gli strumenti che già usi tramite gli MCP, e come far lavorare modelli diversi su compiti diversi. Non serve scrivere una riga di codice. Serve un abbonamento Claude: il Pro a 20 dollari al mese basta per cominciare a fare qualche test, ma per fare sul serio serve almeno il tier superiore.
Cosa cambia rispetto alla chat che già usi
La chat è senza memoria e senza mani: ogni sessione riparte da zero e non fa nulla se non dare risposte (che, ammettiamolo, in molti casi sono molto utili ma in tanti altri per niente).
Cowork ribalta entrambe le cose. Ha accesso a (almeno) una cartella del tuo computer, dove può leggere ogni file, scriverne di nuovi, modificarne di esistenti. E ha una memoria di progetto che si porta dietro tra una sessione e l’altra.
In più sa collegarsi ai servizi che usi ogni giorno, da Gmail a Google Drive a Slack, e può eseguire compiti pianificati che partono da soli a un orario stabilito (cron job). Quando non ha un collegamento pronto per quello che serve, arriva a usare lo schermo come faresti tu, cliccando e digitando nelle app.
La chat suggerisce, l’agente esegue: è la differenza tra un consiglio e un collaboratore.
Per inquadrare dove conviene davvero spingere e dove no, è utile la nostra guida su quale AI agentica scegliere: non tutto va delegato a un agente, e sapere dov’è il confine è metà del lavoro.
Un progetto Cowork in 3 passi
Dalla cartella di file all’agente che lavora da solo.
1 Crea il progetto
Cartella + istruzioni
Colleghi una cartella del computer e scrivi le istruzioni: chi sei, come scrivere, cosa non fare mai.
2 Collega gli MCP
Gmail · Drive · Slack
Customize → Connectors → OAuth. Permessi per azione: scritture bloccate finché non ti fidi.
Passo 1. Crea il progetto agentico
Un progetto in Cowork è un contenitore persistente con dentro una cartella di file, le istruzioni di lavoro, eventuali link e una memoria. È qui che l’agente diventa specializzato sul tuo contesto invece di restare generico.
La sequenza è semplice. Crei un nuovo progetto e gli colleghi una cartella del computer: sarà l’unico spazio dove l’agente può leggere e scrivere, e questo è già il primo presidio di sicurezza. Dentro la cartella metti i materiali che gli servono: listini, modelli di contratto, brand guideline, lo storico clienti, i documenti di riferimento.
Poi scrivi le istruzioni di progetto, il pezzo che fa la differenza tra un agente mediocre e uno utile. Sono indicazioni in italiano semplice: chi sei, come deve scrivere, quali regole rispettare, cosa non deve fare mai. Più le istruzioni sono precise, meno dovrai correggere a valle. Un esempio concreto di istruzioni per una piccola impresa:
Sei l'assistente di [nome azienda], [settore].
Tono: diretto, professionale, niente frasi-hype.
Quando scrivi email a clienti: massimo 120 parole, sempre una call-to-action chiara.
Listini e condizioni di vendita sono nel file prezzi.md: usa solo quelli, non inventare cifre.
Non inviare mai nulla senza mostrarmelo prima.
Per i dati dei clienti rispetta il GDPR: non condividerli fuori dai documenti di progetto.
La memoria di progetto trattiene quello che impara (le tue preferenze, le correzioni che gli fai) e lo riusa nelle sessioni successive, così non ripeti le stesse indicazioni ogni volta.
Passo 2. Collega i tuoi strumenti con gli MCP
Con i connettori l’agente smette di lavorare solo sui tuoi file e comincia a lavorare dentro la tua azienda. Gli MCP (Model Context Protocol) sono uno standard aperto creato da Anthropic per connettere l’AI ad applicazioni esterne. In pratica sono ponti pronti tra Cowork e i servizi che usi: Gmail, Google Drive, Calendar, Slack, e molti altri.
Il collegamento è guidato e non richiede codice. Apri il pannello Customize, vai su Connectors, premi il “+” e sfogli i connettori disponibili. Scegli quello che ti serve, premi Connect, e vieni reindirizzato all’app di origine (Google, Slack) per autorizzare l’accesso via OAuth. Da quel momento puoi chiedere in italiano di leggere o scrivere su quel servizio.
Un connettore è un ponte: l’agente entra nei tuoi strumenti con i tuoi permessi, non di più.
Il punto delicato sono i permessi, ed è gestito bene. Ogni singola azione ha un suo livello: lettura, ricerca, creazione, invio si regolano separatamente su “Consenti sempre”, “Richiede approvazione” o “Bloccato”. Il default prudente per una PMI: blocca tutte le azioni di scrittura, metti le letture su “richiede approvazione”, e allenta solo quelle di cui ti fidi man mano. Così l’agente non manda mai un’email o cancella un file senza il tuo via libera.
Una garanzia tecnica da conoscere: l’agente rispecchia i tuoi permessi. Non può vedere nulla a cui tu non hai già accesso nel tuo account, e recupera solo il minimo necessario per il compito richiesto.
Tre esempi pratici per una piccola impresa
Tre casi che ripagano subito:
1) Triage della posta. Con Gmail collegato chiedi: “Leggi le email non lette di oggi, raggruppale per urgenza, e prepara una bozza di risposta per quelle dei clienti seguendo le mie regole”. L’agente cerca, legge, prepara le bozze nel tuo Gmail (non può inviarle al posto tuo), e tu controlli e spedisci.
2) Sintesi dai documenti. Con Drive collegato: “Trova l’ultima versione del contratto tipo, confrontala con quello che ti ho appena messo in cartella, e segnami le differenze”. Recupera il documento, lo legge, e ti mette davanti uno scarto pulito invece di farti rileggere venti pagine.
3) Riepilogo dei canali. Con Slack collegato: “Riassumi la discussione del canale operations di questa settimana e tirane fuori le decisioni e i compiti aperti”. Legge la cronologia nei limiti dei permessi e ti consegna le azioni, non il rumore.
In ognuno di questi casi il lavoro noioso lo fa l’agente, la decisione resta tua. È lo stesso principio del pre-screening dei CV con n8n e Claude: la macchina ordina e prepara, la persona sceglie.
Tre compiti che deleghi subito
La macchina prepara, la decisione resta tua.
1. Triage Gmail
Bozze pronte
Legge le email non lette, le ordina per urgenza e prepara le risposte. L’invio lo premi tu.
2 Sintesi da Drive
Differenze in chiaro
Recupera il contratto tipo, lo confronta col nuovo e ti segna solo gli scarti.
3 Riepilogo Slack
Decisioni e azioni
Riassume il canale della settimana e tira fuori decisioni e compiti aperti.
Passo 3. Mettilo a lavorare da solo con i task pianificati
Finché lo lanci a mano, Cowork resta uno strumento. Quando pianifichi le attività, diventa un collaboratore che lavora anche quando tu non ci sei (basta che il computer sia acceso). Dentro un compito scrivi `/schedule` e imposti la cadenza: ogni mattina, ogni lunedì, a un orario fisso.
L’esempio che vale per quasi tutti è il briefing del mattino: ogni giorno alle 7, l’agente legge le email arrivate nella notte, controlla il calendario, riassume i canali Slack e ti lascia una pagina sola con “cosa ti aspetta oggi e cosa richiede una risposta”. Apri il computer e la giornata è già ordinata. Stessa logica per un report settimanale, un controllo periodico delle scadenze, un digest dei lead nuovi.
I tuoi gestionali dentro Cowork
I connettori pronti coprono lo stack internazionale (Google, Slack), ma la forza degli MCP è che anche gli strumenti italiani con API entrano nel flusso. Atoka per i dati delle aziende, MailUp per l’email marketing, i gestionali come TeamSystem espongono API REST: dove c’è un’API, si può costruire un collegamento e portare quei dati dentro un progetto Cowork. È lo stesso stack che descriviamo nella mappa degli agenti per funzione aziendale.
Quando un servizio non ha un connettore e nemmeno un’API comoda, resta la scorciatoia dello schermo: l’agente può usare il computer e il browser Chrome apre l’app e ci lavora cliccando come faresti tu. Non consigliamo di usare queste capacità, che sono lente, poco prevedibili e costose (in termini di token). Ma in casi eccezionali questa risposta può levarti d’impiccio, quindi tanto vale tenerla in considerazione.
Modelli diversi per compiti diversi
Una cosa che pochi sfruttano: non sei obbligato a usare lo stesso modello per tutto. Il compito di ragionamento complesso e l’archiviazione massiva di email non hanno bisogno della stessa potenza, e nemmeno dello stesso costo. Per la scrittura analitica e i compiti agentici delicati serve un modello forte; per classificare centinaia di messaggi o estrarre dati ripetitivi basta un modello economico.
Il modo pratico per gestire questa scelta, soprattutto se costruisci automazioni intorno a Cowork, è passare da OpenRouter, che ti dà accesso a centinaia di modelli con una sola chiave e ti lascia scegliere il modello giusto per ogni task, anche un’alternativa sovrana europea come Mistral per i dati che devono restare in UE. Gli abbiamo dedicato una guida completa a OpenRouter perché è la leva con cui tieni sotto controllo la spesa quando l’uso cresce.
Cosa non delegare, e come restare al sicuro
Cowork toglie ore, non responsabilità. La regola è una: automatizza la preparazione, tieni umana la decisione e l’invio. Le bozze le fa lui, il “manda” lo premi tu, finché non hai costruito abbastanza fiducia su un flusso specifico.
Tre presidi concreti. Tieni l’agente dentro una cartella di progetto dedicata, non puntarlo sull’intero disco. Lascia le azioni di scrittura bloccate finché non sei sicuro, e alza i permessi una per una. E sui dati personali dei clienti ricordati che restano un trattamento soggetto al GDPR: documenta dove finiscono e, se il flusso rientra tra i sistemi a rischio, guarda la nostra roadmap di conformità all’AI Act.
Il punto di partenza è un progetto solo, ben istruito, con un connettore e un task pianificato. Misura quante ore ti restituisce nella prima settimana, poi aggiungi il secondo flusso. Non parti dall’automazione totale, parti dal primo compito noioso che non vuoi più fare a mano, e lo dai a chi ora può farlo per te.
Accedi ai contenuti BUSINESS esclusivi sull’AI
Il nuovo magazine premium di Tom’s Hardware dedicato all’intelligenza artificiale.
Ogni giorno guide pratiche, analisi e strumenti per aiutarti a usare davvero l’AI
nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Iscriviti per continuare a leggere: è gratis.
Continua con LinkedIn
Oppure
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Valerio Porcu
Source link





