Codice appalti 2023 e il piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti Hardware e Software


Dal 1° luglio 2023 è entrato in vigore il Nuovo Codice Appalti che, tra l’altro, fornisce nuove disposizioni relative al BIM.

Il Codice Appalti 2023 segue un approccio ben definito: per ogni tema trattato, vi è un dettagliato articolo di riferimento all’interno del Codice e un allegato che fornisce ulteriori dettagli e specifiche. Anche il BIM è regolato seguendo questa struttura: l’articolo 43 del Codice fornisce il quadro generale, mentre l’Allegato I.9 delinea le disposizioni specifiche.

Già nel Decreto 560/2017 erano stati definiti i requisiti preliminari che le Stazioni Appaltanti dovevano soddisfare per l’utilizzo del BIM, requisiti successivamente confermati dal D.M. 312/2021 e ribaditi nuovamente nell’Allegato I.9, paragrafo 2. Tra questi requisiti figura la necessità di elaborare un piano per l’acquisizione e la manutenzione degli strumenti hardware e software per la gestione digitale dei processi decisionali e informativi.

Il piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software deve dettagliare le attività necessarie ad acquisire, utilizzare e mantenere gli strumenti hardware e software di un’organizzazione. Dovrebbe contenere informazioni dettagliate relative agli strumenti hardware e software utilizzati dall’organizzazione, una descrizione del processo di acquisizione di nuovi strumenti, una descrizione del processo di manutenzione di tali strumenti. Definire in modo corretto un piano di manutenzione degli strumenti software e hardware, e più in generale, essere pronti ad appaltare seguendo gli obblighi del nuovo Codice Appalti può risultare complesso, per questo è necessario che le Pubbliche Amministrazioni si facciano supportare da esperti del settore. Puoi iniziare a chiedere subito gratuitamente una consulenza gratuita sui nuovi appalti BIM richiesti dal codice appalti 2023 e scoprire tutte le risorse che puoi avere a tua disposizione per diventare una Stazione Appaltante BIM capace di raggiungere qualsiasi obiettivo in breve tempo e con totale sicurezza.

Analizziamo ora nel dettaglio cos’è un piano di manutenzione degli strumenti hardware e software e cosa deve contenere.

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Nuovo Codice Appalti 2023 e implementazione di un ACDat – Interfaccia di usBIM.platform

Codice Appalti 2023: cos’è il piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software

Il piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software è un documento che identifica e descrive le attività necessarie per acquisire, gestire e mantenere in modo efficace l’hardware e il software utilizzati in un contesto specifico, come ad esempio nell’ambito del Building Information Modeling (BIM) o in progetti di digitalizzazione.

Introduzione al piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software

In un’epoca dominata dalla digitalizzazione e dall’evoluzione tecnologica, l’adeguamento alle normative vigenti, come evidenziato dal comma b) dell’articolo 2 dell’allegato I.9 del nuovo codice degli appalti (D.Lgs. 36/2023), non è solo una necessità legale, ma un imperativo per garantire l’efficienza e la competitività nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture. L’impiego di metodologie e strumenti elettronici specifici, in particolare quelli legati alla modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM – Building Information Modeling), è ormai inscindibile da un’attenta e strategica pianificazione di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software. Questi ultimi, infatti, sono pilastri fondamentali per la gestione digitale dei processi decisionali e informativi, calibrati in base alla natura dell’opera, alla fase di processo e al tipo di procedura adottata. Di fronte a tale scenario, le Stazioni Appaltanti devono impegnarsi a sviluppare un piano di aggiornamento tecnologico che non solo rispetti gli obblighi legislativi, ma che anche delinei e descriva con precisione le attività necessarie per l’acquisizione, l’utilizzo e la manutenzione degli strumenti, assicurando una dotazione hardware e software in linea con i processi BIM e gli obiettivi dell’ente.

I contenuti del piano di acquisizione e di manutenzione degli strumenti hardware e software previsto dal Nuovo Codice Appalti 2023

Un piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software coinvolge, abitualmente, i seguenti punti:

  1. identificazione delle esigenze: si inizia con l’identificazione delle esigenze specifiche in termini di hardware e software per supportare i processi operativi o progettuali;
  2. selezione degli strumenti: si procede alla selezione dei dispositivi hardware e del software più idonei per soddisfare le esigenze identificate;
  3. acquisizione: questo passaggio implica l’acquisto o l’implementazione degli strumenti hardware e software selezionati;
  4. installazione e configurazione: gli strumenti vengono installati e configurati per garantire che funzionino correttamente e siano compatibili con l’ambiente di lavoro;
  5. formazione: è importante formare il personale nell’uso corretto degli strumenti hardware e software;
  6. manutenzione: questa fase riguarda l’attività di manutenzione preventiva e correttiva per garantire che gli strumenti continuino a funzionare in modo ottimale;
  7. aggiornamenti e miglioramenti: gli strumenti devono essere periodicamente aggiornati per garantire l’efficacia e la sicurezza delle operazioni;
  8. gestione del ciclo di vita: questo piano include anche la gestione del ciclo di vita degli strumenti, dalla loro acquisizione fino al loro eventuale pensionamento.

In pratica il piano si comporrà di diversi paragrafi che di seguito tentiamo di dettagliare nei loro specifici contenuti.

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Nuovo Codice Appalti 2023: i contenuti del piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software

Glossario dei termini utilizzati

La prima sezione del piano sarà quella dedicata al “glossario dei termini” in cui vengono delineati e spiegati, attraverso un formato tabellare, i termini chiave impiegati nel Piano Tecnologico (PT), fornendo un glossario di riferimento per facilitare la comprensione e l’implementazione delle strategie di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software. Per esempio il glossario conterrà i seguenti termini con le rispettive definizioni:

  • BIM: acronimo di Building Information Model/Modelling/Management, si riferisce alla gestione, modellazione e rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali degli edifici e delle infrastrutture;
  • SA: Stazione Appaltante, l’ente o l’organizzazione che gestisce e coordina gli appalti e i contratti per lavori o servizi;
  • BIM Authoring: software dedicati alla generazione del modello informativo, includendo vari aspetti come architettura, strutture, MEP (Meccanica, Elettrica e Idraulica), e altro;
  • BIM Tool: software utilizzati per effettuare analisi, calcoli e verifiche sui modelli BIM, nonché per arricchirli con ulteriori dati e informazioni, spesso riferiti come software di simulazione BIM;
  • BIM Coordination Software: software progettati per gestire efficacemente il processo BIM durante tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera, assicurando coerenza e integrazione tra le diverse discipline coinvolte;
  • ACDat: ambiente dedicato alla raccolta strutturata e alla condivisione dei dati relativi a modelli e documenti digitali, riferiti sia a singole opere che a complessi di opere;
  • Piattaforma Collaborativa Digitale: un ambiente digitale che aggrega…


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 MartinaPace

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