Per la prima volta da quando il fondo Presidio Investors ha rilevato l’Hellas Verona il presidente del fondo americano, Christian Puscasiu, ha deciso di parlare in prima persona delle vicende che vanno dal campo al futuro del club, toccando punto per punto molti dei temi dibattuti nell’ambiente. Ricordiamo che in questo periodo a parlare ai tifosi per conto di Presidio Investors è stato Italo Zanzi, nominato presidente esecutivo del club gialloblu. All’indomani di una sfida che ha visto molti tifosi contestare direttamente la proprietà, ecco le parole di Puscasiu ai canali ufficiali del Verona.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione?
“Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano”.
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato?
“I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico.
Questo ha significato che gli infortuni – e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri – hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro.
Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro”.
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione?
“La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato.
Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi – con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita – possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo”.
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale?
“Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione – e ce n’erano di concreti – sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club.
Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni”.
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine?
“Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura. Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine”.
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu?
“Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice ‘la squadra non era abbastanza forte’. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali.
C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la…
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